Al Maggio tornano gli applausi

In questa recensione a caldo del Concerto Inaugurale del LXXXIII Maggio Musicale Fiorentino bisogna da subito tenere in conto un’innegabile emozione al ritrovarsi ad un concerto che, per una volta, si può veramente condividere con un pubblico presente, lì in sala. Devo essere sincero, è disorientante all’inizio, ma alle cose belle ci si riabitua molto velocemente.

Per questa inaugurazione il programma scelto è quanto meno singolare. Daniele Gatti alla guida di Coro e Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino offre al pubblico un programma monografico dedicato a Igor Stravinskij, nel 50° anniversario della morte. Ma un programma quanto mai inaspettato: Sinfonia di Salmi e Sinfonia in Do, due creature enigmatiche che non concedono nulla al pubblico e che ben poco hanno di quel retorico, grandioso o festoso che così si addice alle più espansive inaugurazioni (e che l’occasione avrebbe decisamente giustificato). Poco male, dovremo accontentarci di questi due capolavori del Novecento musicale diretti da uno dei suoi migliori interpreti, che ci possiamo fare. Già, perché Gatti sa penetrare con istintiva comprensione l’anima dello Stravinksij post-Pulcinella, riuscendo con maestria soprattutto nei punti più meccanici, che scompone come un meccano per ricomporli con lampante chiarezza in orchestra. Si sacrifica forse un respiro più spontaneo, come si osserva dalla gestione di alcuni levare un po’ artificiali, ma l’effetto è sicuro e l’orchestra segue con attenzione. Per capirlo basta osservare qualche secondo il gesto, sicuro e pregnante, scattoso e geometrico, capace di portare l’orchestra ad improvvise sterzate, sapendo evocare anche un istante di riflessione, un cambio di colore come sull’Alleluja dal Laudate Dominum, prima di tornare in quel raffinato gioco di volumi e chiaroscuri. La Sinfonia di Salmi sotto le mani di Gatti è apparsa al pubblico in tutta la sua sacralità arcaica, sobria e scolpita come un idolo votivo. Il coro, ben preparato da Lorenzo Fratini, è riuscito nella difficile impresa di affrontare una partitura impervia, sia ritmicamente sia per le aspre dissonanze che spesso, soprattutto nella doppia fuga della seconda parte, si trovano disseminate ogni poche battute. Per sostenere ancor meglio le idee di Daniele Gatti, si sarebbe potuta trovare ancora più nitidezza, unita ad una proiezione più chiara, anche perché il dislivello sonoro con l’orchestra rendeva complesso cogliere con la dovuta chiarezza ogni passaggio. Salvo qualche incidente di percorso, l’Orchestra del Maggio si difende molto bene, dimostrandosi solida e in buona sintonia con il direttore, anche con i ranghi allargati dagli aggiunti necessari alla Sinfonia di Salmi.

Un discorso fondamentalmente affine si può fare per la splendida Sinfonia in Do, in cui abbiamo potuto apprezzare anche le sezioni di viole e violini. Qui Stravinskij trova impasti più morbidi che hanno beneficiato del suono dell’orchestra intera e sempre pronta a cantare. Più volte mi è venuto da pensare quanto utile possa essere per un’orchestra d’opera affrontare un repertorio così diverso dal suo pane quotidiano, a tratti diametralmente opposto, per rimanere sempre plastica, scattante, agile, pronta. Da segnalare i corni (ma anche tutti gli ottoni) e il primo oboe, che anche confrontandosi con le parti esposte di uno Stravinskij veramente impietosoe hanno sostenuto egregiamente i loro passaggi. Se anche non sono mancate le imprecisioni, infatti, l’Orchestra del Maggio se l’è cavata con sicurezza in tutto il concerto, riuscendo non solo a portarsi a casa un’ottima esecuzione, ma anche a fare schiettamente musica. Complice forse anche l’emozione di trovarsi di nuovo di fronte a quasi 500 persone che, finalmente, tornano alla musica e tornano al teatro.

Alessandro Tommasi
(26 aprile 2021)

La locandina

DirettoreDaniele Gatti
Orchestra e coro del Maggio Musicale fiorentino
Programma:
Igor Stravinskij
Symphonie de Psaumes
Sinfonia in Do
Maeestro del coroLorenzo Fratini

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