Amadeus Factory: quando la tradizione buca lo schermo e diviene buona pratica al tempo dei social

È iniziato il countdown verso la Serata Finale della Seconda Edizione di Amadeus Factory: il Talent-Show della Musica, innovativo per formula e formativo per vocazione, che è stato giustamente celebrato dalle più importanti testate nazionali e seguito con interesse dagli addetti ai lavori sia nelle fasi prodromiche che in quelle operative. La novità fondamentale della Seconda Edizione è stato l’approdo, dal 29 di ottobre 2018, nel palinsesto di Sky ClassicaHD, il canale dedicato per la maggior parte alla Musica che ha svolto l’oggigiorno indispensabile funzione di connettore mediatico, garantendo che ciò accadesse nel miglior modo possibile. Così si è espresso a proposito di Amadeus Factory  Paolo Gavazzeni, Direttore Artistico del Canale: «Amadeus Factory, è bene dare spazio ai giovani! Con Sky Classica HD il format diventa un vero e proprio Show televisivo che consente a questi giovani una vetrina più vasta, nesono felice!». Altra vetrina prestigiosa sarà il Teatro dal Verme di Milano che consentirà (Sabato 1 dicembre 2018 dalle ore 20.30) al numerosissimo pubblico atteso di prendere parte alla Finale nel corso della quale saranno quattro giovani artisti a contendersi  il primato nel Talent della Classica: nello specifico ascolteremo David Irimescu (Pianoforte), Barbara Massaro (Canto Lirico), il Trio Chagall (Musica da Camera), Anais Drago (Jazz). Nella nostra Epoca abbiamo sempre più bisogno di iniziative di questo tipo che si innestino come connubio positivo tra valorizzazione della qualità artistica potenziale e il sano uso dei social media. Questa una delle molteplici ragioni per cui, sin dalla Prima Edizione, ci siamo sentiti di sostenere in toto questa iniziativa. Per comprendere al meglio le ragioni di questo Talent, arrivando così ben pronti alla Finale cui tutti avremo piacere di assistere, non possono esserci parole migliori di chi lo ha immaginato e si adopera in prima linea per farlo crescere così bene: Biagio Scuderi.

  • Amadeus Factory: perché?

Perché quando ho immaginato questo progetto l’anno scorso avevo come obiettivo fondamentale quello di avvicinare il pubblico dei più giovani al mondo Amadeus e quindi mi è sembrato obbligato e naturale il passaggio coi giovani che studiano musica; l’anno scorso, non a caso, siamo stati noi ad andar enei 10 Conservatori che hanno partecipato; secondo motivo: accendere un riflettore sui giovani, partendo dalla mia esperienza personale nella quale trovo testimonianza del sacrificio che un giovane affronta per raggiungere il conseguimento di un titolo accademico: il percorso è similare a quello di un atleta. A parte la poetica e l’istinto, lo sforzo e la costanza sono caratteristiche che vengono esercitate in modo chiaro; i giovani della Classica non hanno nulla da invidiare ai cugini del pop, anzi!

  • Rispetto alla scorsa edizione c’è stato un evidente incremento di risorse unitamente ad aperture di tipo partenariale: quali gli elementi che hanno convinto vecchi e nuovi partners?

C’ è una forte base di contatto personale in quanto questo progetto, ripeto, nasce da un’esigenza di divulgazione: penso che la spinta data dal forte coinvolgimento  abbia giocato un ruolo fondamentale nella credibilità del progetto che, di volta in volta, ho sottoposto alle realtà di possibile interesse e, altrettanto, a quelle che arrivavano spontaneamente ad interessarsi ad Amadeus Factory sentendone parlare o avendone notizia.

Il Partner che ritorna è Yamaha, nella persona di Giovanni Iannantuoni che personalmente ha creduto in questo progetto sin dalla fase embrionale e, pur non potendo offrire garanzie immediate di successo, rivelava ai suoi occhi un potenziale assoluto in cui credere. Proprio per questo in questa Seconda Edizione il contributo di Yamaha e di Giovanni è stato fondamentale, proprio perché la parte “nuova” dei workshop si è svolta interamente presso Yamaha Village. Sono molto contento del nuovo accordo con Oviesse – Arts of Italy: tutto è stato molto naturale dato  che sia noi che Oviesse abbiamo cercato Elio (noi come presentatore, loro come testimonial di Arts of Italy) e, quindi, avendolo come trait d’union ci siamo trovati a condividere poi il discorso sul Canto Lirico. Le 5 cantanti selezionate da Monica Bacelli realizzeranno un CD dedicato ad Arie d’Opera che sarà veicolato da Arts of Italy nel 2019 e che vedrà proprio la presenza di Elio nella traccia che fungerà da cammeo a coronamento del progetto.

Interessante la presenza come sponsor di PadMu, Pad for Musicians (e-reader su cui caricare spartiti), start-up italiana che ha dato un contributo al progetto.  Arriva ad Amadeus Factory per la Seconda Edizione il Patrocinio morale di Regione Lombardia e Comune di Milano. Il Conservatorio di Milano e il Teatro dal Verme sono i partner tecnici che offrono gli spazi. L’ Accademia del Teatro alla Scala entra nel progetto con la presenza degli allievi del Corso di Fotografia di Scena che seguono interamente il progetto, documentandolo. Lo IED ha realizzato un progetto di creatività per i materiali di comunicazione della seconda edizione che è stato premiato  attraverso l’assegnazione di  una Borsa di Studio dell’editore  Bel Vivere ai tre giovani che hanno presentato il progetto. Ritorna come partner  la Fondazione  Gioventù Musicale d’Italia che offre una Tournée di Concerti in Italia. La Società del Quartetto e Pianocity – Milano hanno già dato e daranno spazio ai vincitori di AmadeusFactory.  NovaraJazz, PomiglianoJazz, Pianofortissimo – Bologna, Fondazione Zeffirelli di Firenze si aggiungono alle realtà che offrono spazi di rappresentazione dal vivo dei nostri talenti selezionati.

  • Un Talent di livello che trova il suo spazio nel Canale ClassicaHD di Sky.

Sono molto contento dell’esito, che non aspettavo così presto. Il partner televisivo è sicuramente un canale mediatico privilegiato. L’asse tra AmadeusFactory, che come progetto mantiene la sua autonomia, e ClassicaHD è configurabile come una coproduzione. Penso che per il 2019 il taglio sarà sicuramente ancora più orientato al televisivo, andando incontro alle esigenze di mercato e ad una maggiore capillarizzazione.

  • Quali potrebbero essere gli ulteriori attori interessati per la prossima edizione?

Più che quelli possibili, diciamo che è il caso di indicare quello di cui ci sarebbe molto bisogno: partner istituzionali o privati che possano sposare il progetto e le sue potenzialità andando a fornire il sostegno economico indispensabile per una realtà così articolata, garantendone un seguito sempre più ampio.

  • Cosa significa tutto questo a livello personale: quanto c’è di te in Amadeus Factory e, viceversa, quanto lo condiziona?

Per me è una “prima volta”: mi sono ritrovato a progettare Amadeus Factory senza preavviso, essendomi stato chiesto di “immaginare” un progetto speciale. Sicuramente mi ha molto coinvolto e continuerà a farlo. Se da una parte assorbe gran parte del mio tempo, altrettanto mi da molta soddisfazione. Nella mia vita ci sono ovviamente anche altri progetti ma, il fatto di poter constatare che una propria creatura abbia un così immediato riscontro, senz’altro fornisce una forza motrice sostanziale per tutto il resto. Posso dire che ne vado fiero e questo mi è testimoniato dall’interesse profondo sia degli addetti ai lavori che dal pubblico che non ti aspetti, ad esempio il messaggio o la richiesta di informazioni di giovani che sentono vicina una realtà come questa.

  • Per ora Amadeus Factory trova il suo naturale bacino di utenza nei Conservatori di Stato. Come sappiamo i percorsi formativi di queste Istituzioni hanno gradualmente subito un mutamento sostanziale negli ultimi 18 anni, tragico a nostro avviso. È pensabile un’apertura a chi affronta un percorso di “vecchio stampo” come, ad esempio, i giovani che frequentano le numerose e storiche Scuole Civiche o quelli di altri ambiti artistici, ad esempio, la Danza?

Già da quest’anno c’è stata un’apertura al circuito AFAM nella sua totalità e la relazione di contatto è avvenuta direttamente coi  Direttori delle diverse Istituzioni; l’anno prossimo, quasi sicuramente, l’interfaccia sarà direttamente coi giovani, attraverso la pubblicazione di un Bando che sia direttamente accessibile senza filtro istituzionale. Troveremo sicuramente anche dei requisiti generali per garantire anche ad altre Istituzioni Musicali, oltre ai Conservatori, di vedere i propri giovani come protagonisti del Talent italiano della Classica.  Per ciò che riguarda l’apertura alla Danza, diciamo che… le idee sono sul tavolo.

  • Come se stessimo registrando un videoclip: Biagio… chi eri, chi sei, chi vuoi essere?

Non ho mai amato le etichette, mi è sempre risultato difficile darmi un profilo univoco. Amo la dinamicità e non mi piace cristallizzarmi su un unico focus. Ho bisogno di continui stimoli, così come è sempre stato. Sono stato un ragazzo curioso e volitivo; sono ora animato dallo stesso spirito ma con la consapevolezza dei risultati raggiunti; voglio essere alla ricerca di sempre nuove strade che valorizzino la molteplicità dei miei interessi.

  • Essere parte della “generazione di mezzo”, la nostra. La generazione del divario tra Operatori Culturali affermati e già “sistemati” e la Web-generation  dei ventenni che muovono imperanti nuovi cloud-business attraverso realtà virtuale e social: quale la tua idea di bilanciamento tra questi due estremi?

Penso che l’Italia sia trasversalmente un Paese gerontocratico. Gli “anziani” molto difficilmente lasciano spazio ai giovani. Nel settore Teatro-Musica i giovani faticano ad acquisire un reale peso specifico. La nostra generazione, rispetto ai ventenni di oggi, pur non avendo la stessa freschezza o velocità di rapporto con i nuovi media conserva consapevolmente la percezione profonda e pratica della realtà. I ventenni di oggi rischiano di restare immersi in un fluido virtuale. La nostra generazione può far valere un affondo analitico indispensabile che ne delinea lo spessore. Sempre di più le nuove generazioni sono sprovviste di quella memoria indispensabile per vivere con consapevolezza il presente e consegnare il nostro mondo al futuro.

In effetti è sempre più raro dar voce in modo sano alle qualità dei giovani… a tutti i livelli. Amadeus Factory si pone sulla giusta strada e, a tutti i livelli, offre la possibilità di misurarsi con sé stessi e, poi, di presentarsi al mondo. Attendiamo allora con ansia i risultati… chi vincerà?

Sostenendo questa iniziativa, in realtà, abbiamo già vinto tutti!

Antonio Cesare Smaldone

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