Arena di Verona, lo spot che è una perculata

C’è una nuova sezione, nel sito internet dell’Arena di Verona. Si chiama “Highlights”, che nella parlata nostrana si potrebbe tradurre “In evidenza”, ma così non sarebbe di tendenza (e scusate la rima). Vi sono per ora raccolti tre immagini e tre video, questi ultimi già tutti regolarmente su YouTube. Fra questi, quello di cui vogliamo parlarvi (in basso) è nella canonica lunghezza di 30 secondi, il tipico taglio dello spot pubblicitario. E questo fa sospettare che magari sia destinato anche alle Tv. Una iattura che il santo protettore dell’Arena, se esiste, non dovrebbe permettere.

All’inizio, esterno giorno, si vede una giovane coppia intenta allo shopping in via Mazzini. Lei è piena di curiosità, si capisce che non è una che guarda solo le vetrine; lui è molto annoiato e perennemente attaccato al telefonino. Un bel cafone. Il miracolo scatta quando sbucano in piazza Bra. Fosse per lui, passerebbe oltre, ma lei scopre quelle antiche pietre e letteralmente trascina dentro all’anfiteatro il suo poco encomiabile compagno, che non trattiene gli sbuffi. Dopo quella visita tutta da intuire (nulla viene mostrato) ritroviamo la coppietta in versione elegante mentre si affaccia nella platea dell’Arena. È calata la notte, c’è un sacco di gente con i lumini. Sul palcoscenico, molto in lontananza, si intravvedono le scene egizie di Aida. Si spande la malinconica melodia di “Va’ pensiero”, che è un coro del Nabucco. Bell’exploit, per un teatro lirico. Poi parte lo slogan: “Fatti rapire dall’opera”.

Si resta così, con un palmo di naso, mentre la domanda sorge spontanea: perché mai? E tuttavia, questi creativi bisogna capirli. Tutti sono capaci di attirare spettatori strillando grandi nomi. Che so: “L’Otello di Verdi in Arena con la regia di Steven Spielberg”. Oppure: “Riccardo Muti sul podio in Arena per Mefistofele di Boito”: Ma il fatto è che non solo non ci sono grandi nomi, per il festival estivo 2018. A tre mesi dall’inaugurazione non ci sono ancora nemmeno i nomi normali o quelli insignificanti. Basta controllare il sito, non si può proprio sapere chi canterà cosa e quando: si trovano solo titoli, riassunti della trama e regie. Tutte vecchie tranne una. In una situazione del genere, fare un video pubblicitario decente sarebbe una “mission impossible” anche se si sapesse di cosa si sta parlando. Figurarsi se è chiaro che non lo si sa proprio. E allora non resta che sperare che il riscatto del rapimento valga il prezzo del biglietto.

Cesare Galla

Per gentile concessione di Vvox.it
Link d’origine: https://www.vvox.it/2018/03/25/arena-di-verona-lo-spot-che-e-una-perculata/

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