Pubblicati da Alessandro Cammarano

Francesco Cilluffo e il Novecento storico italiano: una visione acuta e appassionata

Francesco Cilluffo è, fra i direttori italiani della giovane generazione, uno dei più acuti conoscitori del repertorio, a tutt’oggi alquanto negletto, del nostro Novecento storico. Lo abbiamo raggiunto a poche ore dalla Prima dell’Isabeau di Mascagni, che Cilluffo dirigerà all’Opera Holland Park di Londra, per un’intervista-conversazione su un periodo ancora “controverso” della storia musicale italiana.

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Verona: le Cinque Giornate nel Nabucco secondo Arnaud Bernard

Barricate, fucilieri, carrozze, dragoni a cavallo, martinit, nobili, borghesi, popolani, sorelle infermiere, bandiere austriache e tricolori, cannoni e moschetti, il tutto intorno e dentro al Teatro alla Scala che da Tempio della Lirica e simbolo di Milano diviene il Tempio di Gerusalemme, con uno scarto temporale dell’azione, spostata da Arnaud Bernard nel 1848, durante i moti contro l’abdicando Kaiser Franz Karl d’Asburgo Lorena.

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Venezia: Richard III, guitto feroce, lucido e grottesco

L’arena di Riccardo III è sbilenca come lo era la sua schiena, secondo una tradizione che dalla poesia di Shakespeare pochi anni fa è arrivata alla verità storica del regale scheletro trovato sotto al parcheggio di un supermercato di Leicester. Ai piedi dei gradoni arrugginiti di un circo abbandonato, tutti i personaggi si muovono sopra una distesa di sabbia rossa. […]

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Monte di Malo: Manuel Canale e i fasti dell’organo romantico

La provincia italiana racchiude un oceano di tesori: da minuscoli teatri perfetti a strumenti meravigliosi sparsi nelle chiese.  Non fa eccezione la Chiesa Parrocchiale di Monte di Malo, la cui scalinata monumentale scende sinuosa dalla cima di una collina come lo strascico di un mantello. La Parrocchiale custodisce un meraviglioso organo Callido-Zordan del 1805 che, dopo un restauro accurato e rigoroso da parte della ditta Luigi Patella, è tornato a dispiegare le sue innumerevoli voci con la grazia e la forza di un tempo.

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Verona: Una Carmen da deposito

Inaugurazione all’insegna dello status quo quella del novantaseisimo Opera Festival all’Arena di Verona. Dopo una mezz’ora “istituzionale”, con la deposizione di un mazzo di rose rosse su una poltrona di platea vuota a ricordo delle vittime di femminicidio, l’intervento della Sovrintendente Cecilia Gasdia comprensibilmente emozionata e la lettura, anche in traduzione tedesca, del messaggio del Presidente della Repubblica, si accendono le luci sulla nuova produzione di Carmen di Hugo De Ana, che firma come di consueto regia, scene e costumi.