Pubblicati da Alessandro Cammarano

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Palazzetto Bru Zane: “Scene italiane e non solo…”

Quella di Benjamin Godard, della sua figura e soprattutto della sua musica, si conferma, di ascolto in ascolto, come una delle più felici tra le riscoperte del Palazzetto Bru Zane. Godard o “della serenità”, della gioia leggera ma mai vacua che traspare dalle sue composizioni, del suo anelito ad una freschezza che non viene mai meno, neppure nei passaggi di maggior drammaticità.

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Palazzetto Bru Zane: “A quattro mani”

C’è un senso d’intimità, di familiarità complice, di intesa sottintesa nella musica per pianoforte a quattro mani. Forse perché, soprattutto in Francia costituisce il veicolo di conoscenza del grande repertorio strumentale ed operistico, tedesco in particolar modo, è attraverso trascrizione a quattro mani che esso giunge nei salotti colti e non solo.

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Palazzetto Bru Zane “Febbre e delirio”

Probabilmente alcuni potrebbero storcere il naso alla definizione di “Beethoven francese” che, a lui vivente, fu destinata a George Onslow. Il compositore francese forse non possiede la dirompente carica creativa del ben più celebre, e non per caso, collega tedesco, e tuttavia con lui condivide la capacità non comune di sovvertire le regole codificate in una sorta di sfida con gli assunti essenziali della forma sonata e della partizione dei temi.