Pubblicati da Alessandro Cammarano

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Bologna: al Trovatore si addice il Kabuki

Dallo spazio antiteatrale del Farnese di Parma al palcoscenico di un teatro classico; Le trouvère torna ad essere l’originario Trovatore, che Robert Wilson rimonta– per l’inaugurazione di stagione del Teatro Comunale di Bologna – conferendo al tutto un’atmosfera di compiuta intimità, che risalta ancor di più nello spazio concluso della sala del Bibiena.

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Torino: una Butterfly in grigio

Si potrebbe dire che Puccini approdi tardi all’esotismo ed ai suoi temi, ma nel momento in cui vi si approccia lo fa da par suo.

Madama Butterfly è molto più della rappresentazione di un Oriente da cartolina; è uno scontro di culture che travolge i sentimenti, già pienamente calata nel Novecento, per la tematica e, soprattutto, per la musica e le soluzioni armoniche e contrappuntistiche che la caratterizzano e ne fanno un capolavoro indiscusso.

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Londra: un Hansel und Gretel di intelligente tradizione

Opera di Natale per eccellenza, come lo Schiaccianoci per il balletto, Hansel und Gretel è molto più che una pagina per bambini.

Engelbert Humperdinck rappresenta uno degli epigoni di maggior valore del tardoromanticismo tedesco di stampo wagneriano, ma è anche compositore che guarda ai suoi contemporanei: l’impronta squisitamente mahleriana che si ritrova soprattutto nelle ballate di Peter e nelle filastrocche dei due protagonisti rimanda direttamente a Des Knaben Wunderhorn.

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Milano: Attila fra le rovine mette tutti d’accordo

Parte dalla platea, tutta rivolta al palco delle Autorità, infiamma i pachi e arriva su fino al loggione l’applauso interminabile che il pubblico della Scala riserva al Presidente Mattarella. Cinque minuti, lunghi e intensi, omaggio allo statista vero e schiaffone sonoro agli “statisti” improvvisati che momentaneamente detengono il potere; poi il “Canto degli Italiani”, che tutti gli Italiani cantano a squarciagola, intonatissimi e quasi sorpresi della propria forza.

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Roma: un Rigoletto espressionista e intimo

Quello che ieri sera ha inaugurato la stagione 2018/2019 dell’Opera di Roma è il Rigoletto di Daniele Gatti, e lo è a pieno diritto almeno per due motivi: il primo perché a lui il pubblico, dal quale si poteva temere qualche reazione relativamente a ciò che lo ha portato ad essere dimissionato – secondo noi a torto – dalla Concertgebouworkest, ha riservato un’accoglienza calorosa sin dal suo ingresso nella buca orchestrale e che è diventato ovazione alla fine, il secondo sta nella scelta di una lettura dell’opera in chave espressionista che condividiamo completamente.

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Bolzano: tradimento e solitudine secondo Emma Dante

La ballata dell’amore tradito, storie di due donne diverse per estrazione sociale e ambiente, contesti che sembrano non avere nulla in comune e che invece si rivelano più affini che mai nella visione di Emma Dante, che mette in scena La voix humaine e Cavalleria rusticana, che inaugura la stagione 18/19 di Oper.A.20.21 della Fondazione Haydn, in un uno spettacolo ad intensità crescente in cui il senso della tragedia si delinea in tutta la sua dirompente violenza col procedere degli eventi.