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Beatrice Venezi, “Allegro con Fuoco”

È uscito da poco in libreria presso Utet, la più antica casa editrice italiana – nasce a Torino nel 1791 – , Allegro con fuoco, sottotitolo “Innamorarsi della musica classica”, prima fatica letteraria di Beatrice Venezi, musicista, direttore d’orchestra, nata, come il suo prediletto Puccini, che amava svisceratamente le donne, a Lucca nel 1990.

Ricordo con piacere il debutto di Beatrice Venezi sul podio dell’Orchestra stabile del Teatro Verdi di Trieste al Ridotto Victor De Sabata con un concerto dal titolo Progetti contemporanei in cui erano in programma quattro composizioni originali di Federico Gon, Cristian Carrara, Marco Podda e Marco Taralli che avevano trovato ispirazione nelle opere di Shakespeare, Rilke e Joyce. Era il 2016 e il meglio della carriera di Venezi doveva ancora arrivare.

Beatrice Venezi è dunque tra i più giovani direttori d’orchestra donna d’Europa. Non si capisce perché, in un momento storico in cui il presente è disconnesso dal passato e poco proiettato nel futuro, quando si parla di un direttore d’orchestra di genere femminile, le si deve sempre dare un primato: la più giovane, la più bella, la più elegante, la più brava e via discorrendo. Senza contare le numerose occasioni in cui la si definisce – non ci riferiamo a Venezi, ma a un qualsiasi direttore d’orchestra al femminile oggi in attività, da Gianna Fratta a Speranza Scappucci – la prima donna a dirigere un’orchestra in Italia, dimenticando, solo per fare un esempio, che negli anni Cinquanta del secolo scorso fu molto attiva Carmen Bulgarelli Campori (Modena, 1910 – Incisa in Val d’Arno, 1965).

Campori fu una delle pioniere della direzione d’orchestra al femminile in Italia e fu anche soprano e poi compositrice, oltre che maestro concertatore e direttore d’orchestra.

Definita da Bruno Bettinelli “la quintessenza della musicalità”, Campori, che era moglie di marchese, abbandonò ben presto una promettente carriera di cantante lirica per problemi alle corde vocali, ma ne iniziò una molto fortunata come direttore d’orchestra, salendo sul podio per cinquecento volte nei massimi teatri di tutto il mondo.

Solo in Italia le sue direzioni furono distillate col contagocce. Il classico caso di Nemo propheta in Patria.

La storia di Venezi, come quella di Mimì, è per forza di cose più breve: inizia infatti a farsi conoscere con delle Instagram Stories e una forte presenza sui social, finché non ottiene il primo successo pubblico – ripreso dalla stampa italiana – al Lucca Summer Festival del 2018, in occasione del centosessantesimo anniversario della nascita di Giacomo Puccini.

Ed ecco la bella musicista-influencer subito nominata Direttore Principale della Nuova Scarlatti di Napoli e dell’Orchestra Milano Classica, che aveva già diretto in molteplici esibizioni liriche.

Nel 2017 Beatrice Venezi è stata segnalata dal Corriere della Sera fra le cinquanta donne più creative dell’anno. L’anno successivo è stata selezionata dalla rivista Forbes fra i cento under trenta leader del futuro.

Ora con Allegro con fuoco (pagg. 174, Euro 16) Beatrice Venezi esordisce come scrittrice, e il suo stile narrativo è forbito e capzioso. Il suo romanzo-saggio vuole essere un contributo alla diffusione della musica classica fra i suoi coetanei. Si comincia con una piccola, se vogliamo banale ma utile disquisizione sull’inutilità della separazione fra generi.

Perché definire classica la musica colta e leggera quella di più facile fruibilità, si chiede l’autrice da sempre interessata alla musica a trecentosessanta gradi?

E’ lodevole non fare categorie e non dare primati, la musica è musica, si divide in bella e brutta, e basta. C’è chi, come una mia cara amica, la divide fra musica leggera e musica pesante, ma è una provocazione scherzosa. E c’è chi come Beatrice Venezi, ama sperimentare e connettere tipologie differenti fra loro, classica ed elettronica, rap e jazz, folk e pop restando fedele alla tradizione. Tale attività, e il libro ne è testimonianza, è volta al fine di avvicinare i giovani alla musica classica e di costruire un’educazione musicale all’ascolto condivisa e accessibile per tutti.

«La musica classica è di tutti. Per troppo tempo l’abbiamo considerata noiosa, adatta a vecchi intellettuali, lontana dal suono dei tempi; l’abbiamo legata al flauto dolce a cui ci costringevano a scuola; alle occhiatacce per un applauso sbagliato a teatro; a simboli incomprensibili annotati su fogli ingialliti. Per troppo tempo abbiamo lasciato che pregiudizi e cliché ci tenessero lontano dalla bellezza di quella musica che per secoli ha sedotto uomini e donne» è il succo del discorso.

Beatrice Venezi non si lascia sopraffare dai luoghi comuni, li perpetua: «Chiunque – ci racconta – può innamorarsi della musica classica, che, come ha fatto lei, facendosi condurre dalla giusta guida, è arrivata a capire che la melodia può essere un mezzo per scoprire il mondo, il ritmo, un tentativo di ascoltare noi stessi e l’armonia, una prova di vita sociale.».

Anche le trame dell’opera sono simboli archetipici della nostra attualità: Carmen non è una zingara dalla seduzione facile, è un’icona della lotta femminile per combattere la violenza sulle donne. La Bohème non è una scena di vita nella Ville Lumière dell’Ottocento, ma la trasposizione parigina di serie tv di successo come Friends o How I Met Your Mother. Insomma, parlandoci di spartiti e semiminime, di cui è dettagliatamente spiegato il significato, biografie di compositori e direttori d’orchestra, Beatrice Venezi ci mostra come la musica classica, una volta libera dagli stereotipi, sia un bene globale: una bellezza che appartiene a tutti. E la inserisce, da brava musicista-influencer, in un nuovo ciclo di stereotipi e luoghi comuni. Tant’è.

Rino Alessi

Beatrice Venezi
Beatrice Venezi

Beatrice Venezi
Allegro con Fuoco – Innamorarsi della musica classica
UTET 2109
Pagine: 176 p., Brossura

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