Bergamo: al Donizetti Festival 2025 va in scena il matrimonio
È la prima edizione che vede Riccardo Frizza nella doppia veste di direttore artistico e musicale, quella del Donizetti Opera 2025, festival internazionale dedicato al celebre compositore bergamasco che andrà ad animare i teatri della “Città di Gaetano Donizetti” dal 14 al 30 novembre prossimi.
Il Donizetti Opera è organizzato dalla Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo presieduta da Giorgio Berta con la direzione generale di Massimo Boffelli, con il sostegno del Comune di Bergamo. È realizzato, inoltre, grazie al supporto di Allianz (Main Partner della Fondazione Teatro Donizetti), Intesa Sanpaolo, SIAD e un crescente numero di imprese partner e realtà aderenti al progetto Ambasciatori di Donizetti che supportano il festival tramite Art Bonus.
«Il programma del Donizetti Opera 2025 – commenta Riccardo Frizza – già rispecchia la strada indicata dalle linee guida triennali che abbiamo presentato in gennaio e a cui abbiamo lavorato accuratamente in questi mesi, a partire da una maggiore internazionalizzazione del festival. Infatti, oltre alla coproduzione con il Teatro Real di Madrid, fra i più prestigiosi teatri al mondo, questa visione si concretizza anche nella collaborazione con Opera Rara, che permetterà al pubblico di ascoltare, nell’arco di un triennio a partire da quest’anno, l’integrale delle Romanze di Donizetti, tra cui alcune in prima esecuzione assoluta, all’interno della rassegna dei concerti della domenica mattina. Inoltre, l’attenzione alla voce e alla musica donizettiana è il cuore pulsante delle iniziative in cartellone: le quattro opere, tutte proposte in nuovi allestimenti, presentano cast formati da artisti di fama internazionale affiancati da giovani talenti, che un festival ha il dovere di promuovere e far scoprire. Penso ai miei due colleghi di podio, Alessandro Palumbo ed Enrico Pagano, e poi a Carmela Remigio, Nino Machaidze, Paolo Bordogna, Alessandro Corbelli, Vito Priante, Enea Scala, Bruno Taddia, che lavoreranno con Giulia Mazzola, Riccardo Fassi e i talentuosi allievi della Bottega Donizetti, realtà fondamentale per la formazione di una generazione di artisti che saprà affrontare il repertorio donizettiano con consapevolezza. E ancora, la valorizzazione della rete donizettiana e il coinvolgimento della città di Bergamo trovano nel palinsesto off del Donizetti Opera occasioni di incontro e di scoperta, unitamente alla grande attenzione da sempre rivolta alle attività per i più piccoli e le famiglie, perché il nome di Donizetti sia sempre più un collante sociale e un punto di riferimento per l’intera comunità».
Il Donizetti Opera 2025 presenta, quindi, per tre weekend consecutivi quattro titoli proposti in tre nuovi allestimenti: al Teatro Donizetti vanno in scena Caterina Cornaro, per la prima volta con l’intero testo poetico musicato da Donizetti e il finale secondo la volontà del compositore (venerdì 14, sabato 22 e domenica 30 novembre), e Il furioso nell’isola di S. Domingo nella versione integrale della partitura del 1833 (domenica 16, venerdì 21 e sabato 29 novembre); al Teatro Sociale, in Città Alta, è presentato il dittico formato dagli atti unici Il campanello, nella versione del 1837, e Deux hommes et une femme nella versione originale francese (sabato 15, domenica 23 e venerdì 28 novembre).
Il lavoro filologico sulle opere scelte per l’edizione 2025 è stato supportato e seguito dal Centro Studi della Fondazione Teatro Donizetti diretto da Paolo Fabbri, che ha contribuito a individuare le edizioni critiche delle partiture pubblicate da Casa Ricordi, realizzate con il contributo e la collaborazione della Fondazione bergamasca.
«Le trame che il festival Donizetti Opera 2025 porta in scena – spiega Paolo Fabbri – paiono variazioni su un unico tema: il matrimonio. In Caterina Cornaro la protagonista vorrebbe stringerlo con l’amato, ma ragioni politiche, dure fino al ricatto, la obbligano a un’unione d’altro tipo. Una moglie fedifraga e sprezzante ha fatto smarrire il senno al Furioso che impazza nell’isola di S. Domingo. Le fantasiose trovate di un ex della sposa, nel Campanello, impediscono al neo-coniuge di trascorrere con lei la prima notte di nozze. In Deux hommes un marito redivivo e il nuovo sposino fanno a gara per sbarazzarsi di une femme troppo volitiva e perfino manesca».
Si confermano per questa undicesima edizione del Donizetti Opera le compagini protagoniste degli ultimi anni, con l’Orchestra Donizetti Opera impegnata nei due titoli al Teatro Donizetti, l’Orchestra Gli Originali – formazione che adotta strumenti d’epoca – al Teatro Sociale e il Coro dell’Accademia Teatro alla Scala diretto da Salvo Sgrò in tutte le produzioni.
Caterina Cornaro e Il furioso nell’isola di S. Domingo
Sarà una fra le opere del Donizetti maturo ad aprire il festival: Caterina Cornaro, titolo ideato sul libretto di Giacomo Sacchero nel 1842 per il Theater am Kärntnertor di Vienna, su richiesta dell’impresario Bartolomeo Merelli, ma andato poi in scena nel 1844 al San Carlo di Napoli. Nella città partenopea l’opera andò incontro a un clamoroso insuccesso dettato da una serie di motivazioni, fra cui un ampio rimaneggiamento del libretto da parte della censura che inficiò la chiarezza della trama e un’orchestrazione pensata per un teatro austriaco. Da qui la volontà di Donizetti di intervenire in modo sostanzioso sulla drammaturgia nella terza parte dell’opera: proprio questo finale, di cui esiste il manoscritto, sarà per la prima volta rappresentato a Bergamo, così come il testo poetico di Sacchero sarà quello originale prima degli interventi della censura napoletana. L’edizione critica adottata al festival è stata curata da Eleonora Di Cintio per Casa Ricordi e sarà eseguita dall’Orchestra Donizetti Opera sotto la bacchetta del direttore artistico e musicale Riccardo Frizza, con il Coro dell’Accademia Teatro alla Scala, guidato da Salvo Sgrò.
La storia della regina di Cipro, diventata tale grazie a una singolare amicizia tra i suoi due contendenti, con il potere del Consiglio dei Dieci pronto ad abbattersi su chiunque intralciasse gli interessi della Repubblica di Venezia, è portata in scena al Teatro Donizetti con la regia di Francesco Micheli, che racconta: «Caterina Cornaro è tra le ultime opere che Donizetti compone, all’inizio del travagliato declino della sua salute fisica e mentale. La nuova edizione critica, che ho seguito negli anni scorsi come direttore artistico del festival, ci permette di comprendere appieno questo autentico canto del cigno, dove il tema centrale è proprio il lento spegnimento del protagonista maschile. Per me una grande occasione per salutare definitivamente il festival e omaggiare il grande Gaetano. Restituire la sconvolgente bellezza di questo capolavoro sconosciuto è un’impresa portentosa, che mi ricorda i giorni incredibili di Ange de Nisida».
Il nuovo allestimento in prima assoluta, coprodotto con il Teatro Real di Madrid, vedrà le scene di Matteo Paoletti Franzato, i costumi di Alessio Rosati, le luci di Alessandro Andreoli, la drammaturgia di Alberto Mattioli e il visual design di Matteo Castiglioni. Nel ruolo del titolo torna al Donizetti Opera una delle beniamine del pubblico, Carmela Remigio, accanto al Gerardo di Enea Scala e al Lusignano di Vito Priante. Interprete di Mocenigo sarà Riccardo Fassi, mentre Fulvio Valenti sarà Andrea Cornaro, Francesco Lucii interpreterà il doppio ruolo di Strozzi e di Un cavaliere del re, e Vittoria Vimercati sarà Matilde.
Caterina Cornaro inaugura venerdì 14 novembre alle ore 20.00 e replica sabato 22 novembre sempre alle ore 20.00 e domenica 30 novembre alle ore 15.30.
Sorte totalmente differente da quella che toccò a Caterina Cornaro ebbe Il furioso nell’isola di S. Domingo, rappresentato per la prima volta al Teatro Valle di Roma nel 1833, dove riscosse un immediato successo con decine e decine di repliche in tutta Italia: a Napoli, addirittura, venne rappresentato in tre teatri contemporaneamente. Il Donizetti Opera 2025 propone l’edizione critica di Eleonora Di Cintio per Casa Ricordi, che ripristina un paio di tagli effettuati durante la stagione del debutto romano, inserendo quindi la versione completa del recitativo secco che segue il duetto fra Cardenio ed Eleonora «La mia vittima è qui… Apri il ciglio» e l’impiego della Sinfonia al posto del Preludio.
L’opera si incentra sulla figura di Cardenio, personaggio ispirato all’uomo senza senno della Sierra Morena nel Don Chisciotte di Cervantes e protagonista di un lavoro teatrale in cinque atti anonimo da cui Iacopo Ferretti trasse il libretto. Il ruolo venne interpretato da Giorgio Ronconi, considerato dai più il primo baritono “moderno”.
Il nuovo allestimento della Fondazione Teatro Donizetti vede la regia di Manuel Renga, che per il Donizetti Opera ha curato diversi progetti per i più piccoli e che quest’anno, dato il plauso conseguito, è stato chiamato ad affrontare anche un titolo del festival, oltre all’Opera Family ispirata a questo lavoro donizettiano. Lo spettacolo ha le scene e i costumi di Aurelio Colombo e le luci di Emanuele Agliati. Così Renga introduce la sua lettura: «Una fotografia e la nebbia della mente si dirada. O almeno così pare. Il furioso nell’isola di S. Domingo, fra i più eclatanti successi di Donizetti, è un’opera semiseria in cui il protagonista è folle e furioso, come il matto della Sierra Morena del Don Chisciotte di Cervantes. Comunemente si parla della follia come di una pianta a cui si possono tagliare i rami, ma le radici rimangono per sempre. Nel nuovo allestimento la chiave di lettura attraverso cui vedere tutta la vicenda è proprio la radice della follia, che anni dopo gli avvenimenti dell’isola, dà nuovo germoglio. Il folle anziano Cardenio, isolato nel suo mondo di ricordi chiuso nel passato, ritirato in una casa di cura, attraverso i pochi oggetti di una vita lontana ritorna ai tempi dell’avventura sull’isola di S. Domingo: l’incontro con Marcella e Bartolomeo, il rapporto con Kaidamà, il ritorno dell’amata Eleonora, il salto nel vuoto, nelle profondità dell’oceano. I ricordi, però, confondono, i sentimenti si sfocano, realtà e fantasia non si distinguono più, finché la forza della volontà e dell’amore emergono per ridare chiarezza e serenità alla vita: si risveglia il vero amore, quello per cui è lecito anche impazzire».
A interpretare il ruolo di Cardenio sarà il baritono Paolo Bordogna mentre, come Eleonora, farà il suo debutto nel ruolo e al Donizetti Opera Nino Machaidze. I panni di Kaidamà saranno vestiti da Bruno Taddia e quelli di Marcella da Giulia Mazzola. Fernando e Bartolomeo saranno rispettivamente Santiago Ballerini e Valerio Morelli. Sul podio, alla guida dell’Orchestra Donizetti Opera e del Coro dell’Accademia Teatro alla Scala, salirà Alessandro Palumbo.
Il furioso nell’isola di S. Domingo debutta domenica 16 novembre alle ore 15.30, con repliche venerdì 21 novembre alle ore 20.00 e sabato 29 novembre alle ore 20.00.
Il campanello e Deux hommes et une femme
Il sipario del Teatro Sociale in Bergamo Alta si apre sul dittico formato dalla farsa Il campanello e dall’opéra-comique Deux hommes et une femme, entrambe in un atto ed entrambe incentrate sul triangolo sentimentale di una donna e due uomini: nel primo caso la giovane Serafina viene promessa in sposa allo speziale Don Pistacchio, ma l’amato Enrico, grazie a mille travestimenti, interromperà la prima notte di nozze suonando di continuo il campanello della farmacia; la protagonista della seconda opera è invece Rita, sposata in prime nozze con il violento Gasparo, ma che si unisce in seconde nozze con il timido Pepè, credendo il primo marito scomparso in mare. Il ritorno improvviso di Gasparo genera un “tira e molla” parossistico, in cui al centro finisce proprio la protagonista.
Il campanello va in scena nell’edizione critica a cura di Ilaria Narici per Casa Ricordi con il contributo del Comune di Bergamo. La versione è quella del 1837 per il Teatro del Fondo di Napoli, con i recitativi di Salvadore Cammarano cantati al posto dei dialoghi parlati presenti nella prima versione dell’anno precedente scritta per il Teatro Nuovo. Quest’opera ci dà prova – ancora una volta – di un Gaetano Donizetti vero uomo di teatro, oltre che artista generoso: regalò, infatti, la partitura della farsa alla compagnia del Teatro Nuovo che navigava in cattive acque. «Degno di nota – spiega ancora Paolo Fabbri – che, nel Campanello, Donizetti si presentasse come autore al cento per cento: della musica ma anche del libretto, dando prova di abilità da poeta teatrale, assimilata sul campo ma anche frutto di una disposizione creativa a buon diritto definibile ‘naturale’, che si manifestava anche con le parole, oltre che con le note».
Se Caterina Cornaro è stata l’ultima opera a debuttare con Donizetti in vita, Deux hommes et une femme rientra in quel gruppo di lavori che videro la ribalta dopo la morte del compositore. Venne ideato per il Teatro dell’Opéra-Comique nel 1839 su libretto di Gustave Vaëz, autore di versi ricchi di cinismo e decisamente poco inclini alla parità di genere che, dopo un tentativo di portare in scena l’opera in una versione italiana al Teatro del Fondo di Napoli andato fallito, riuscì a far eseguire la partitura nel 1860 all’Opéra-Comique con il titolo Rita, ou le mari battu. A Bergamo Deux hommes et une femme viene eseguita nella versione originale francese, con il libretto derivato dalla fonte autografa nell’edizione critica a cura di Paolo A. Rossini per Casa Ricordi, con la collaborazione di Francesco Bellotto.
Per entrambe le opere l’allestimento è curato da un unico team creativo, interamente al femminile: la regia è di Stefania Bonfadelli, le scene di Serena Rocco, i costumi di Valeria Donata Bettella e le luci di Fiammetta Baldiserri. «Trovo particolarmente felice l’idea di unire queste due opere che sembrano un tutt’uno – racconta la regista. Una si compenetra nell’altra sia dal punto di vista musicale che nell’intreccio drammaturgico, in primis, per il fatto che nel Campanello un marito parte e in Deux hommes et une femme uno ritorna dopo molti anni, ma soprattutto per quel sapore schiettamente francese tra il “boulevard” e il “vaudeville”, a cui Donizetti le consegna allontanandole dalla tipicità delle sue opere comiche più celebri. Qui sembra che Donizetti lasci spazio solo al divertimento tout court, anche un po’ assurdo se vogliamo, senza implicazioni psicologiche palesi. Le due opere oltrepassano sia la farsa che l’opera buffa per strizzare l’occhio un po’ a Feydeau e un po’ a Ionesco, in surreali rapporti matrimoniali, travestimenti e agnizioni».
Alla guida dell’orchestra di strumenti d’epoca Gli Originali ci sarà Enrico Pagano, inserito nel 2021 da Forbes Italia nella lista dei 100 Under 30 leader italiani del futuro, concertatore di un cast interamente formato dagli allievi della Bottega Donizetti 2025, curata da Giulio Zappa. A questo gruppo di giovani talenti farà da mentore Alessandro Corbelli, interprete del ruolo di Gasparo in Deux hommes et une femme, e si affiancherà Giovanni Dragano come Spiridione ne Il campanello. In scena il Coro dell’Accademia Teatro alla Scala.
Il dittico è proposto sabato 15 novembre alle ore 20.00, domenica 23 novembre alle ore 15.30 e venerdì 28 novembre alle ore 20.00.
DONIZETTI OFF
Mostre, concerti, conversazioni, prove aperte, teatro di figura, passeggiate sulle Mura e anche la colazione con Gaetano in Casa Natale o a Teatro: il Donizetti Opera 2025 non si limita alle grandi produzioni in palcoscenico, ma coinvolge la città di Bergamo con un fitto palinsesto di appuntamenti, molti dei quali gratuiti, che dopo gli incontri del CineDOpera da poco conclusi e l’inaugurazione presso il Donizetti Studio della mostra diffusa Caterina Cornaro experience. Una regina da ricordare, prosegue dal 25 ottobre, Giornata Mondiale dell’Opera, fino al 30 novembre a raccontare Donizetti in ogni forma.
In programma iniziative per gli adulti e per bambini con le proprie famiglie sotto il cappello #WorldOperaDay, seguite dagli incontri e dalle visite guidate in programma per la Caterina Cornaro experience presso il Teatro Donizetti, l’Accademia Carrara, la Biblioteca Musicale Gaetano Donizetti, Mura di Bergamo: il Museo e il Museo Donizettiano.
La serie Opera Unplugged (sabato 25 ottobre, domenica 2 e sabato 8 novembre), dopo un approfondimento iniziale a cura del Centro Studi donizettiani, apre le porte dei teatri Donizetti e Sociale per assistere a una sessione di prove di regia delle opere in programma, introdotta dagli stessi registi; mentre le conversazioni di Opera Stories (sabato 15, mercoledì 19, venerdì 21, sabato 22 e sabato 29 novembre) partono dagli ultimi libri legati al panorama musicale, in collaborazione con Feltrinelli Librerie, per parallelismi, suggestioni e confronti suggeriti dagli stessi autori tra Donizetti, la musica e la messa in scena, oltre a riflettere sul ruolo di spettatore oggi.
Inoltre, la nuova rassegna The Donizetti Brunch (16, 23 e 30 novembre) invita ad assistere ai ricercati concerti della domenica mattina – che presentano anche inediti e prime esecuzioni in tempi moderni, in collaborazione con Opera Rara – nel Ridotto Gavazzeni, con a seguire la possibilità di un brunch esclusivo nella panoramica Sala Allianz del Teatro Donizetti.
Ma non solo, anche i più piccoli nel fine settimana potranno fare colazione con Gaetano Donizetti in Casa Natale e prendere parte a laboratori e spettacoli partecipati grazie alle proposte del cartellone Opera Family (sabato 15, 22 e 29 novembre e domenica 16, 23 e 30 novembre), sostenuto da Stucchi, dedicato agli spettatori di domani e alle loro famiglie. Ai giovani sono dedicate anche le Anteprime Under30 delle opere in cartellone (martedì 11 novembre Caterina Cornaro, mercoledì 12 novembre Il campanello / Deux hommes et une femme e giovedì 13 novembre Il furioso nell’isola di S. Domingo, tutte alle ore 17.00), così come saranno coinvolti nelle iniziative rivolte alla cittadinanza per il Dies Natalis (sabato 29 novembre), tra l’elevazione musicale in Santa Maria Maggiore a cura del Politecnico delle Arti di Bergamo e le visite guidate della Casa Natale di Gaetano Donizetti, eccezionalmente aperta per l’occasione.
Infine, l’ultima settimana di festival uno sguardo particolare è rivolto anche al mondo imprenditoriale con la serata Leadership Armonica (giovedì 27 novembre), concerto esperienziale per riflettere insieme a Gloria Campaner, Alberto Zanardi e Daniel Lumera su un nuovo concetto dell’essere leader. La serata si tiene sotto il patrocinio di Confindustria Bergamo e con la collaborazione di Federmanager.
Tra musica, arte e parola sono, dunque, chiamati a partecipare alla programmazione del festival Donizetti Opera 2025 pubblici di tutte le età: una manifestazione che diventa, così, esperienza collettiva, capace di far dialogare la lirica con la città, e la tradizione e la storia con l’attualità e la contemporaneità.




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