Biennale Musica: l’Ensemble Fractales suona l’ovvio

Dove sta andando la musica nuova? A giudicare da quello che si è sentito ieri pomeriggio al teatro Piccolo Arsenale– non tutto, per fortuna – si direbbe che stia procedendo verso un’involuzione preoccupante sia formale che concettuale.

Il belga Ensemble Fractales – composto per altro da strumentisti incredibilmente bravi – era chiamato a cimentarsi tra l’altro in due prime esecuzioni assolute commissionate dalla Biennale che hanno deluso non poco e in altri tre impaginati in prima italiana.

SoNar di Alessandro Melchiorre, classe 1952, è niente più che gradevolmente convenzionale nel suo riproporre una serie di stilemi ascoltati e riascoltati: dal caos alla quiete è percorso noto. Certo, la forma è molto più che corretta ma si inserisce in un’estetica superata.

Più o meno le stesse sensazioni sono quelle suscitate dall’altra commissione, Erratic Time di Fausto Sebastiani anche se qui il discorso musicale si fa più stringente e, sia pur nella convenzione, spinge a riflettere attraverso la frammentazione della forma in un’ottica di stringente attualità.

Assai interessante, di contro, Ars Memoriae in cui il basco Mikel Urquiza profonde citazioni – evidente quella vivaldiana, più sfumate altre – ed eco folkroriche proponendo un impaginato sul filo del ricordo, forse a tratti un po’ “piacione” ma comunque efficace nell’evocazione.

Piacevole anche Fterà, che Yann Robin ha scritto ne 2014 – ci vogliono sette anni perché l’Italia si accorga di qualsiasi cosa in campo musicale? – che nella sua ispirazione alla Nike di Samotracia cerca, spesso trovandola, la leggerezza del soffio rendendola con sonorità affabulanti.

A conclusione del programma l’intrigante Of other spaces di Maurizio Azzan in cui la spazializzazione del suono attraverso la disposizione degli strumenti trova vie di sperimentazioni interessanti mettendo ben in rilievo l’instabilità fluida che costituisce il filo conduttore del lavoro.

Applausi meritatissimi per gli esecutori – Gian Ponte, pianoforte; Marion Borgel, violino e viola; Diego Amaral Coutinho, violoncello; Renata Kambarova, flauto; Benjamin Maneyrol, clarinetto.

Alessandro Cammarano
(30 settembre 2020)

La locandina

Ensemble Fractales
Programma:
Alessandro Melchiorre
SoNar (2020, 12′) prima es. ass – commissione La Biennale di Venezia
Mikel Urquiza
Ars memoriae (2019, 10’) prima es. it.
Yann Robin
Ftérà (2014, 12’) prima es. it.
Fausto Sebastiani
Erratic Time (2020, 12′) prima es. ass. – commissione La Biennale di Venezia
Maurizio Azzan
Of other spaces (2017, 18’) prima es. it.

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