Bologna: le mille sfaccettature di Kaufmann

Esistono spettacoli mediocri, or ancor peggio pessimi, che richiedono qualche giorno di riflessione prima della stesura di una recensione obiettiva. Giusto il tempo necessario a chetare le emozioni e ritrovare l’oggettività necessaria ad una disamina chirurgica dell’evento, libera da sentimentalismi e vizi di forma.

Ma non è questo il caso del mio ritardo.

Il Teatro Comunale di Bologna saluta il suo pubblico, prima dell’imposta chiusura, con una serata di gala degna di tal nome. Ma ripensare a quella sera rende difficile ingoiare il rospo e accettare la realtà. Il nuovo DPCM entrato in vigore dal giorno successivo all’evento ha sgretolato ogni progetto artistico per il prossimo mese consegnando la cultura italiana ad una nuova ondata di immobilità. Spetterà al digitale e alla direzione artistica illuminata colmare il vuoto lasciato dalla politica.

Ma torniamo all’inconsueto palco del PalaDozza di Bologna che ha ospitato un programma tutt’altro che comune in grado però di esporre al meglio le doti canore dell’indiscusso protagonista: il tenore tedesco Jonas Kaufmann per il Gala a lui dedicato; al centro l’opera romantica rievocata dalle pagine più significative dei compositori del tardo Ottocento inizio Novecento italiani e stranieri.

Si esorcizza ogni superstizione aprendo lo spettacolo con l’Overture da La forza del Destino magistralmente diretta da Asher Fisch, che guida l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna senza perdere l’occasione di cesellare ogni battuta regalando momenti di intenso sentimento. Segue la prima esibizione del tenore in “Cielo e mar” da la Gioconda di Amilcare Ponchielli, in cui troviamo subito prova dell’eccezionale tecnica unica di Kauffmann forte di un appoggio solido a cui segue un rinforzo sicuro e controllato. Del pari livello l’esecuzione de “Improvviso” da Andrea Chénier di Umberto Giordano. La prima parte del Gala termina con “Mamma, quel vino è generoso” da Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni. In quest’ultima aria culmina tutta l’arte espressiva del protagonista che dimostra, non solo di conoscere a fondo il personaggio e i suoi stati d’animo, ma di saperli veicolare con la voce al proprio pubblico senza inutili orpelli o trovate da teatro di posa.

Nella seconda parte, parallelamente alla prima, un altro estratto tratto dell’Opera a torto “innominabile” di Verdi: “La vita è inferno all’infelice” altro cavallo di battaglia del tenore, inserito anche nel suo Album tributo al compositore bussetano.

Ottima occasione per sfoggiare il suo pianissimo, addolcito dai fonemi francesi, è offerta da La Juive di Jacques Halévy con “Rachel, quand du Seigneur”.

Kaufmann non è stata però la sola voce a risollevare i nostri cuori di melomani in lutto.

Cleméntine Margaine, la special guest della serata, si cimenta prima in “Acerba voluttà” da Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, esibendo uno strumento potente e dal timbro più che piacevole passando poi agli abiti, eccessivamente larghi, di Amneris ne “L’aborrita rivale… Già i sacerdoti adunansi… da Aida di Giuseppe Verdi. Il mezzosoprano dà però il meglio di se nei pezzi nella sua lingua madre come in “Mon cœur s’ouvre à ta voix dal Samson et Dalila di Camille Saint-Saëns o nel duetto finale dalla Carmen di George Bizet in “C’est toi!… C’est moi….

Come di consueto Kaufmann concede al suo pubblico numerosi bis tra cui spicca l’interpretazione di Mario in “E lucevan le stelle” dalla Tosca di Giacomo Puccini.

Nel complesso una serata d’alto profilo in cui doti, esperienza e tecnica fanno passare in secondo piano l’acustica imperfetta. Vere e proprie ovazioni per il protagonista chiudono l’evento con successo.

Matteo Pozzato
(25 ottobre 2020)

La locandina

TenoreJonas Kaufmann
MezzosopranoClémentine Margaine
DirettoreAsher Fisch
Orchestra del Teatro Comunale di Bologna
Programma:
PRIMA PARTE
Giuseppe Verdi
da La forza del destino, “Ouverture”
Amilcare Ponchielli
da Gioconda, “Cielo e mar”
Francesco Cilea
da Adriana Lecouvreur, “Acerba voluttà”
Umberto Giordano
da Andrea Chénier, “Improvviso”
Giacomo Puccini
da Manon Lescaut, “Intermezzo”
Giuseppe Verdi
da Aida, “L’aborrita rivale… Già i sacerdoti adunansi…”
Pietro Mascagni
da Cavalleria rusticana, “Intermezzo sinfonico”
da Cavalleria rusticana, “Mamma, quel vino è generoso”
SECONDA PARTE
Giuseppe Verdi
da La forza del destino, “La vita è inferno all’infelice”
Camille Saint-Saëns
da Samson et Dalila, “Baccanale”
da Samson et Dalila, “Mon cœur s’ouvre à ta voix”
Jacques Halévy
da La Juive, “Rachel, quand du Seigneur”
Georges Bizet
da Carmen, “Aragonais”
da Carmen, “C’est toi!… C’est moi…”

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