Bolzano festival Bozen: superbo Mahler con gli amici dell’Accademia diretti da Steinaecker

“Situazione quasi surreale quella di un concerto in questa contingenza, e comunque mai avrei pensato di ascoltare quindici elementi per una sinfonia di Mahler, ma bisogna avere fiducia nel futuro, nella cultura e nella musica”. Con queste parole quanto mai vere il sindaco di Bolzano, Renzo Caramaschi, ha aperto il concerto inaugurale del Bolzano Festival Bozen 2020 che si è tenuto il 1° agosto presso l’Auditorium della città, su un palcoscenico rimasto vuoto per più di cinque mesi causa pandemia.

Il primo concerto in cartellone è stato affidato alla Gustav Mahler Jugendorchester, che si è presentata in una formazione ridotta sotto il nome di Gustav Mahler Academy Friends, ossia un ensemble formato da docenti (provenienti dalla Mahler Chamber Orchestra, Rundfunk-Sinfonieorchester di Berlino, Opernhaus di Zurigo e Wiener Symphoniker, tanto per dire), studenti ed ex studenti. In programma la Quarta Sinfonia di Mahler con il soprano svedese Camilla Tilling per la direzione del tedesco Philipp von Steinaecker, responsabile dell’Accademia Gustav Mahler nonché principale direttore ospite dell’Orchestra Filarmonica Slovena. Una squadra “di casa” dettata dalle circostanze, ma non un impedimento alla realizzazione di un concerto di alto livello, come ci si aspetta da questa istituzione.

Steinaecker si pone alla guida sensibile – e libera dallo spartito – di solisti eccezionali nonché cameristi esperti. Le melodie mahleriane di questa sinfonia, amabili quanto celebri, scorrono attraverso innumerevoli cambi di tempo o pulsazione con una naturalezza che ne incrementa la beltà. Quei passaggi di transizione che riportano ai temi principali (vedi il primo e il terzo movimento, verso il finale) sono curati con tale perfezione dal direttore come dai solisti (perché questo sono, in una riduzione per quindici elementi) da risultare meravigliosi. Si apprezza la caratterizzazione timbrica dei cinque fiati soprattutto nel secondo movimento, scritto proprio per loro da Mahler che prediligeva questa “voce del bosco” tra il popolare e il parodistico. Mentre il suono del violoncello diventa ultraterreno già nell’incipit del terzo movimento – che all’inizio è veramente estatico nel tempo lento staccato da Steinaecker – regalando quel “sorriso tra le lacrime” che lo stesso compositore cercava in questa sinfonia. Culmine di cotanta bellezza è l’ultimo movimento, quel lied orchestrale “Das himmlische Leben”così inaspettato come finale di una sinfonia, eppure così luminoso. Merito anche di Camilla Tilling, talmente perfetta nella voce, pura, sempre impeccabile anche nel gioco di emozioni fanciullesche che richiede il testo, da pensare che Mahler l’avesse incontrata in quell’estate del 1899, musa ispiratrice o santa del Paradiso, scesa dal quell’arco celeste che riempie gli occhi alla fine di tutto.

Per quanto riguarda l’arrangiamento ad opera del tedesco Klaus Simon – realizzata nel 2007, prima di tante altre e non solo nel giardino delle sinfonie di Mahler – l’apprezzamento non è così entusiastico. Non nella realizzazione, quanto nell’operazione in sé. Se dobbiamo pensare ad un arrangiamento con organico ridotto delle sinfonie mahleriane, sicuramente la Quarta è la più adatta a questa trasformazione (sebbene Simon abbia trascritto anche Prima, Quinta, Sesta, Settima e Nona), essendo già un’opera diversa dalle altre, più contenuta nella dimensione dell’orchestra e più delicata nella composizione, caratteristiche tra l’altro che le negarono l’apprezzamento del pubblico nelle sue prime esecuzioni a Monaco, Vienna e Berlino. Ma la riduzione per quindici strumenti le toglie almeno due degli assi della musica mahleriana, ossia quella contrapposizione straniante tra il tutti orchestrale ed alcune voci solinghe, nonché l’estremo ed appassionato contrasto tra un fortissimo potente e un filo di pianissimo, effetti impossibili nei numeri dell’arrangiamento.

Ma è un peccato di cui ti dimentichi con l’esecuzione dei Gustav Mahler Academy Friends in quei lunghissimi secondi di totale silenzio che seguono l’ultimo pizzicato del quarto movimento. Quel silenzio estatico in cui è racchiusa tutta la musica ascoltata, quel silenzio che è la vera meraviglia di un concerto dal vivo, quello che è mancato per così tanto tempo. Dieci i minuti di applausi che scrosciano da questo nulla che è tutto.

Monique Cìola
(1 agosto 2020)

La locandina

DirettorePhilipp von Steinaecker
SopranoCamilla Tilling
Gustav Mahler Academy Friends
Programma:
Gustav Mahler
Sinfonia n. 4 in sol maggiore (versione per ensemble di Klaus Simon)

0 0 voto
Vota l'articolo
Iscriviti
Notificami

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti