Bolzano: Sollima rules

Da Haydn ai Nirvana senza mai perdere il filo che corre sottile a legare tra di loro impaginati diversi solo all’apparenza e invece intimamente connessi.

Questo lo spirito del concerto, magnifico, che Giovanni Sollima – in triplice veste di solista, direttore e autore – ha offerto all’Auditorium di Bolzano insieme all’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento.

Programma intrigante quello scelto dal violoncellista palermitano, a cominciare l’Improvvisazione che apre il concerto, proponendo sonorità legate alla tradizione mediterranea in cui trovano posto, ovviamente, richiami alla musica del vicino Oriente e quindi del maquam. Un momento denso e allo stesso tempo percorso da aeree leggerezze.

A seguire il Concerto per Violoncello e orchestra N. 2 In Re Maggiore che Joseph Haydn compose nel 1783 per il violoncellista Anton Kraft, virtuoso entrato a far parte della Cappella dei principi Esterházy nel 1778. Tempi serrati e passaggi virtuosistici marcati mettono in luce le abilità richieste al solista, il tutto senza mai perdere di vista quella placidezza screziata d’ironia che caratterizza la produzione haydeniana.

Sollima opta per una lettura luminosa, tesa nel tessuto dinamico, ritmicamente incalzante il tutto in un dialogo tra violoncello ed orchestra che non perde mai d’equilibrio.

Hide in Orchestra – composta da Sollima per il bicentenario della morte di Haydn e il cinquantenario della fondazione dell’Orchestra Haydn – è con tutta probabilità la sinfonia più beve mai scritta pur contenendone tutti gli elementi salienti.

Il titolo, a seconda di come lo si pronunci prende in significato di “Nascosto nell’orchestra” o “Haydn Orchestra”. La prima declinazione è affascinante e rivelatrice: Sollima “cita” con divertita saggezza la sinfonia n. 27 e il Menuet Reversio senza mai cadere nel trabocchetto dell’imitazione e, in puro spirito haydeniano, detta le regole per sovvertirle un attimo dopo, passando il Minuetto al secondo movimento tanto per fare un esempio. Grazie anche alla risposta convinta dell’orchestra si corre sulle ali di un divertissement mai banale.

Di Gaetano Ciandelli– violoncellista e compositore – si sa poco, fatto salvo che Paganini ebbe a definirlo “un altro me stesso”, certo è che il suo Concerto per violoncello in Do maggiore, ritrovato da Sollima nel Fondo Noseda della biblioteca del Conservatorio Verdi di Milano, è una gemma luminosa, figlia di quel prolifico e fascinoso periodo “di cerniera” che comprende gli ultimi anni del Diciottesimo secolo e i primi dell’Ottocento.

L’impianto del concerto è operistico, con recitativi ed arie, e consente al solista di sciorinare tutte le sue abilità non solo tecniche, tra cui l’esecuzione di un re sopracuto mai fino ad allora previsto da alcun autore.

C’è da augurarsi che la figura di Ciandelli venga maggiormente studiata e che questo concerto entri stabilmente in repertorio.

A chiudere il programma ufficiale Fecit Neap. 17, composta da Sollima nel 2013 per essere eseguito dall’Ensemble I Turchini – oggi Cappella Neapolitana – che ne fece anche la registrazione.

Un omaggio non solo alla grande Scuola Napoletana del Settecento ma anche uno sguardo acuto sulle sue influenze nella produzione musicale successiva.

Già il titolo è emblematico – si richiama alle etichette “in bianco” che i liutai napoletani completavano poi con nomi di colleghi più famosi per apporle sui propri strumenti; una sorta di “fake” consapevole, intrigante nei suoi ammiccamenti e coinvolgente nella sua poliritmia.

Qui l’orchestra, complice la direzione apollinea di Sollima, mostra ancora una volta la sua valentìa.

Tre i bis, a furor di pubblico: “Strike the viol” dalla cantata “Come ye Sons of Art” di Henry Purcell che qui diventa una giga infuocata, poi “Aria” elegia struggente e piena di speranza composta da Eliodoro Sollima – padre di Giovanni – nel 1943 e vero inno alla pace, per chiudere con quel capolavoro grunge che e “Smells like teen spirit” dei Nirvana. Sollima rules!

Alessandro Cammarano
(5 aprile 2022)

La locandina

Violoncello e DirettoreGiovanni Sollima
Orchestra Haydn di Bolzano e Trento
Programma:
Giovanni Sollima
Improvvisazione
Joseph Haydn
Concerto per Violoncello e orchestra N. 2 In Re Maggiore, Hob. Viib: 2
Giovanni Sollima
Hide In Orchestra
Gaetano Ciandelli
Concerto per violoncello in Do maggiore
Giovanni Sollima
Fecit Neap. 17

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