Cremona Musica è più di una fiera. Anche rispetto alle più imponenti fiere internazionali, il nostrano appuntamento cremonese si distingue per un’incredibile offerta artistica e formativa, che accompagna l’esposizione di strumenti e la vendita di accessori.

Menando abbondantemente il can per l’aia della loro cascina revisionista, i signori Bianchini e Trombetta dedicano paginate intere ai festival di Bayreuth e di Salisburgo (vol. II, cap. I e altrove passim). Qui si raggiunge una vetta nell’arte perversa dell’approssimazione e della distorsione dei fatti.

Annalisa Stroppa, mezzosoprano bresciano, è un’artista poliedrica a tutto tondo. […] Oggi avremo modo di aprire la nostra Boîte à Joujoux e svelare, grazie proprio ad Annalisa, la Wunderkammer dell’opera Falstaff, in particolare guardando all’allestimento realizzato da Damiano Michieletto, al quale la stessa Stroppa ha preso parte, nella recente tournée del Teatro alla Scala ad Astana.

Molto è stato fatto, tutto resta ancora da fare. Dopo la positiva conclusione della lunghissima pratica per portare la Fondazione Arena sotto l’ombrello della legge Bray (è durata oltre un anno, non senza qualche stressante tiraemolla con il commissario di governo), a Verona si canta vittoria. Legittimo, basta che sia chiaro che la fine delle difficoltà è solo un punto di partenza.

In un mondo ideale, tutti i didatti dovrebbero possedere le qualità di Riccardo Muti: tra le altre, l’appassionata dedizione alla propria materia, l’ampia e minuziosa sapienza sorretta da uno scavo sempre più approfondito, l’acutezza analitica e la lungimiranza, la coinvolgente comunicativa e, non ultimo, un umorismo sdrammatizzante a fianco della serietà a tutta prova delle indicazioni e dei precetti.

Il vallo dell’Arena di Verona, durante le serate d’opera, mantiene ancora un po’ di sana tradizione, conservando come un tempo, un gruppetto di intenditori e di appassionati che amano dissertare sullo svolgimento artistico degli spettacoli. Ascoltandoli si traggono diversi stimoli di giudizio sulle prestazioni canore come classifiche di gradimento.

Il Festival di Grafenegg non è solo concerti, infatti ospita fin dalla sua prima edizione (2007) un compositore-direttore “in residence” al quale è affidato INK STILL WET, un workshop di direzione-composizione che vede protagonisti ogni anno cinque giovani che sottopongono i loro lavori non solo all’esame ed ai suggerimenti del mentore, ma anche e soprattutto al giudizio del pubblico.

Tenendo a mente il duplice significato che il titolo ci suggerisce, il regista Mirco Michelon darà “voce” a celebri e inusuali opere, rappresentate in teatri altrettanto importanti, attraverso un gioco di parti tra i protagonisti degli allestimenti affrontati.

Frizzante puntata con a protagonisti gli animali!
Per voi tre estratti d’opera/operetta e un divertissement finale.