Cremona: nell’Orfeo vince la Musica

Non è il trionfo dell’Amore l’essenza ultima dell’Orfeo di Monteverdi, ma l’apoteosi della Musica.

Le vicende amorose fanno da sfondo ad un più ampio contesto in cui è il canto ad assurgere a espressione prima della natura umana, necessità irrinunciabile per elevarsi sino alla deificazione.

Nel libretto di Striggio – magnifico ma ben lontano dalle vette poetiche di Busenello e di Badoaro che verranno – Euridice è personaggio a tutti gli effetti secondario rispetto alla vicenda, più catalizzatore che non parte agente, soprattutto se lo si confronta con la profondità espressiva della Messaggera o di Proserpina. In fondo a lei si chiede solo di permettere l’ascesa al cielo di Orfeo, che per riaverla dall’Ade compie un percorso di crescita e catarsi attraverso il canto.

Attorno al protagonista si muove un contesto fatto di pastori e dei che nei cori glorificano il madrigali, moltiplicando le voci degli strumenti chiamati ad un esercizio polifonico lussureggiante.

Nell’Orfeo che ha inaugurato il Monteverdi Festival 2024 il vero punto d’interesse – e soprattutto quello che soddisfa maggiormente – viene dal versante musicale.

Francesco Corti, e con lui il Pomo d’Oro in stato di grazia, si rende protagonista, cogliendo la vera essenza del dramma e facendola sua, di una lettura della partitura monteverdiana esemplare per nitidezza di suono, capace di porre in risalto ogni singola modulazione, attenta al più piccolo scarto di metronomo, sciolta nella trattazione delle linee melodiche, ombreggiata della giusta malinconia.

Non è da meno la compagnia di canto, pressoché debuttante, costituita quasi interamente da vincitori e semifinalisti del Cavalli Monteverdi Competition 2023 e che ha saputo riservare sorprese ben più che piacevoli a cominciare da Marco Saccardin capace di destreggiarsi con sicurezza nel ruolo eponimo esibendo una vocalità rigogliosa cui si accompagna un encomiabile scavo della parola cantata.

Non gli è da meno Jin Jiayu, nel doppio ruolo di Euridice e della Musica e dunque causa ed effetto delle vicende del Cantore Trace, protagonista di una prova brillante.

Sontuosa la Messaggera dolente e disperata di Margherita Sala dalla bella voce dai riflessi d’ambra, così come Paola Valentina Molinari dà vita ad una Proserpina caparbiamente volitiva mentre Laura Orueta tratteggia con grazia la Speranza.

Molto bene Alessandro Ravasio, padrone di una cavata grave ben tornita, nei panni di Caronte e con lui Rocco Lia a disegnare un Plutone quasi paterno.

Giacomo Nanni si disimpegna assai bene come Apollo, Pastore 4 e Spirito 3 e Roberto Rilievi è incisivo come Matteo Straffi nelle vesti del Pastore 1 e dello Spirito 1.

Sandro Rossi è Pastore 3 efficace e Emilia Bertolini Ninfa deliziosa.

Sugli scudi il Coro Monteverdi – Cremona Antiqua preparato da Dario Maccagnola.

L’allestimento di Olivier Fredj rientra a pieno titolo nella categoria degli spettacoli “non pervenuti”, nel quale si fa davvero fatica a vedere il paradosso del Gatto di Schrödinger che, secondo il regista, sarebbe alla base del suo lavoro.

Nello spazio scenico fatto di quinte mutevoli immaginate da Thomas Lauret e arricchito dai video – quelli sì suggestivi ed evocatori –  di Julien Meyer (video maker) e Jean Lecointre (visual content creator) che rimandano alle acqueforti e litografie secentesche succede poco se non dei tableux vivants ben confezionati.

Di qualche interesse la dicotomia tra il mondo dei vivi rigorosamente grigio e quello colorato e barocchissimo degli Inferi – i costumi sono di  Camilla Masellis e Frédéric Llinarès  – con un richiamo fugace al Ballo delle Ingrate; per il resto una rassicurante piattezza che culmina con il Finale a palcoscenico nudo – che novità! – e gli interpreti di nuovo in abiti contemporanei a glorificare Orfeo e la Musica.

Successo meritatissimo per tutti gli interpreti e che ha coinvolto anche il regista e i suoi collaboratori.

Alessandro Cammarano
(14 giugno 2024)

La locandina

Maestro al cembalo Francesco Corti
Regia e costumi Olivier Fredj
Scene Thomas Lauret
Costumi Camilla Masellis, Frédéric Llinarès
Light designer Nathalie Perrier
Visual content creator Jean Lecointre
Video maker Julien Meyer
Assistente alla regia Chiara Raguso
Personaggi e interpreti:
Orfeo Marco Saccardin*
La Musica/Euridice Jin Jiayu*
Messaggera Margherita Sala
Proserpina Paola Valentina Molinari
Speranza Laura Orueta*
Ninfa Emilia Bertolini*
Caronte Alessandro Ravasio*
Plutone Rocco Lia*
Apollo/Pastore 4/Spirito 3 Giacomo Nanni**
Pastore 1/Spirito 1 Roberto Rilievi
Pastore 2/Spirito 2 Matteo Straffi
Pastore 3 Sandro Rossi**
Il Pomo d’Oro
Coro Monteverdi – Cremona Antiqua
Maestro del coro Dario Maccagnola
*vincitore 1° concorso Cavalli Monteverdi Competition, 2023
**semifinalista 1° concorso Cavalli Monteverdi Competition, 2023

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