Cremona: un Nabucco luci e ombre

Ombre e luci, con prevalenza delle prime, connotano lo spettacolo molto cinematografico di Federico Grazzini: sulla sinfonia, in una scena fissa formata da tre grandi pareti che portano i segni di esplosioni ed incendi, tra fumo denso, avanza una bambina, a cui manca solo il palloncino rosso alla Bansky, arrivano poi quattro adulti, in abiti deserticheggianti tra Dune e Fahrenheit 451, quindi i babilonesi, in uniforme nera e mascherati, che aggrediscono e trascinano via i poveretti. E purtroppo la scarsa verosimiglianza dei gesti di figuranti e coro è il punto meno riuscito dello spettacolo.
Questo contrasto tra Ebrei-poveretti laceri e Babilonesi-militarizzati tecnologici ma armati di spada, sorregge con coerenza l’intera recita, tra rimandi, citazioni, evocazioni.
La corona di Nabucco ricorda quella di Sauron, Abigaille ha un abito militaresco vagamente nazista, “È l’Assiria una regina” è risolto con brillantezza perché lo cantano, costretti in una fantascientifica gabbia laser, gli Ebrei, mentre Abigaille, canticchia tronfia e compiaciuta come la Regina di Cuori di Alice, tra sorrisini e mossette. Il tutto è sorretto da coerenza narrativa e ottima interpretazione di buona parte del cast.
È molto meno convincente il movimento degli artisti del coro, ancorato saldissimamente a gesti di tradizione, tra levar di manine e agitar di bastoni e spade, con la tragicommedia che raggiunge il culmine quando l’ingresso delle guardie di Nabucco sulla marcia della banda di scena avviene saltellando a tempo di musica. Anche i gesti di minaccia, percosse e violenza contrastano con la verosimiglianza dell’azione scenica dispiegata per esempio da Veccia o dalla Kolar. Vero che le luci, o meglio le ombre che quelle proiettano sul fondale, sono molto suggestive e più efficaci della scena stessa (Giuseppe di Iorio è il light designer).
Il lavoro di Grazzini è poi di fine cesello su alcuni personaggi: Angelo Veccia nel ruolo del titolo domina scenicamente la parte con assoluta bravura, e così anche Kristina Kolar, Abigaille, riesce a trasmettere le sfaccettature del personaggio, e di grande potenza espressiva è l’accecamento di Zaccaria prima della scena della profezia.
La parte musicale è anch’essa coerente e ben riuscita.
Veccia mette al servizio del personaggio non solo il corpo, ma anche la notevole abilità di cantante: dosaggi sapienti di volumi e colori, accentuazioni ora di ruvidità ora di morbidezze, fraseggio coerente, delineano un Nabucco dotato di profondità espressiva e intensamente personale.
Nel ruolo di Zaccaria il basso Peter Martinčič raccoglie un caloroso successo: la voce non è potentissima ma è ben proiettata, ed il suono è sempre di ragguardevole politura. Tanto nella preghiera quanto nei tumultuosi bagliori della profezia dispiega fine controllo dei colori e del peso vocale, viene a capo senza difficoltà della tessitura impervia della sua parte e anch’egli fraseggia con buona padronanza.
Mara Gaudenzi, Fenena, compensa una minor disinvoltura in scena con una voce molto bella ed un’interpretazione densa di pathos.
La Kolar è una Abigaille con tutte le note al loro posto, molto corretta.
La direzione musicale di Valerio Galli è molto precisa, giocata tutta sulla asciuttezza del suono, e sul contrasto netto tra pieni e vuoti, più che sulle dinamiche, in modo che pause e silenzi acquistano espressività propria, come le ombre che caratterizzano la regia. Al netto di alcuni tagli, e di un piccolo imprevisto per un professore d’orchestra colto da malore prima della recita, la parte musicale convince il pubblico. L’orchestra I pomeriggi musicali risponde con sufficiente attenzione alle richieste del podio, dimostrando affiatamento e agilità.
Il coro Operalombardia diretto da Diego Maccagnola viene lungamente applaudito a scena aperta al Va’, pensiero.
Giovanni Camozzi
(21 novembre 2025)

La locandina

Direttore Valerio Galli
Regia Federico Grazzini
Scene e costumi Anna Bonomelli
Light designer Giuseppe di Iorio
Personaggi e interpreti:
Nabucco Angelo Veccia
Abigaille Kristina Kolar
Zaccaria Peter Martinčič
Ismaele Marco Miglietta
Fenena Mara Gaudenzi
Abdallo Saverio Pugliese
Anna Greta Doveri
Il Gran Sacerdote di Belo Alberto Comes
Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano
Coro OperaLombardia
Maestro del Coro Diego Maccagnola

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