Da Mozart A Zemlinsky: L’evoluzione del quintetto per archi

La Società del Quartetto di Vicenza apre il 2018 all’insegna del grande repertorio cameristico ospitando – sabato 13 gennaio al Teatro Comunale – il Bartholdy Quintett, uno dei rari quintetti d’archi, nell’attuale panorama internazionale, che lavorano stabilmente. Il repertorio per quintetto d’archi, infatti, viene di solito eseguito o da formazioni quartettistiche (che occasionalmente si avvalgono della collaborazione di una viola esterna), ovvero da cinque solisti che si mettono insieme una tantum per uno specifico ciclo di concerti o un progetto discografico.

Anke Dill, Ulf Schneider, Barbara Westphal, Volker Jacobsen e Gustav Rivinius sono cinque eccellenti musicisti tedeschi – due violini, due viole e un violoncello – che nel 2009 presero la decisione di mettere in comune le loro esperienze cameristiche fondando un quintetto stabile con una progettualità artistica ben definita. Siccome proprio in quell’anno ricorreva il bicentenario della nascita di Felix Mendelssohn-Bartholdy, i cinque decisero di chiamarsi Bartholdy Quinttett.

Il fatto di lavorare stabilmente fianco a fianco ha portato i cinque archi tedeschi da una parte ad approfondire tutto il repertorio storico a disposizione (una letteratura che conta capolavori di Boccherini, Mozart, Mendelssohn e Brahms, insieme a pezzi di straordinaria bellezza, ma ancora poco conosciuti dal pubblico), dall’altra a stimolare giovani compositori contemporanei a scrivere dei nuovi quintetti per archi appositamente per loro. È il caso di Robert Krampe, autore del pezzo “…mein Saitenspiel…” eseguito in Prima assoluta dal Bartholdy Quintett a Lubecca nel 2011 e poi riproposto con successo in varie occasioni.

In questa nuova tournée che sabato 13 gennaio fa tappa a Vicenza per la stagione della Società del Quartetto, il Bartholdy Quintett propone tre autori che a loro modo hanno offerto un importante contributo alla scrittura per quintetto d’archi. S’inizia con Alexander von Zemlinsky, figura di fondamentale importanza nel mondo musicale viennese a cavallo fra Otto e Novecento, del quale vengono eseguiti due movimenti per un Quintetto d’archi che l’autore scrisse fra il 1894 e il 1896, ma che poi restò insoluto.

Al centro del concerto il Bartholdy Quintett ha scelto Mozart, con il Quintetto in Sol minore del 1787 che insieme al pezzo “gemello” in Do maggiore viene considerato uno dei massimi vertici della letteratura cameristica di tutti i tempi. Lavoro intimistico e riflessivo, il Quintetto in Sol minore ha uno scarto espressivo nell’Allegro finale, che assume contenuti disimpegnati e, quasi, di puro intrattenimento.

Infine Anton Bruckner, autore che il pubblico conosce per le grandiose sinfonie e la musica sacra ma che in realtà fu anche un raffinato compositore di musica da camera. Il suo Quintetto in Fa maggiore, concepito fra il 1878 e il 1879, è un brano molto elaborato e ricco di soluzioni inedite, pur rimanendo nel solco della grande tradizione cameristica. Sabato sera, grazie all’interpretazione del Bartholdy Quintett, il pubblico vicentino avrà modo di ascoltarlo per la prima volta.

La 108ª stagione concertistica della Società del Quartetto fa parte della stagione artistica 2017/18 del Teatro Comunale Città di Vicenza.

Info:

Sabato 13 gennaio 2018

Teatro Comunale Città di Vicenza, ore 20:45

Biglietti ancora disponibili presso:

  • Sede della Società del Quartetto di Vicolo Cieco Retrone (0444 543729)
  • Biglietteria del Teatro Comunale (0444 324442)
  • Online presso il SITO del Teatro

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