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Dobbiaco: mille sfumature di Appl

Vibrante, intensa, commovente, amabile. Mille sono le sfumature della voce di Benjamin Appl, che porta a Dobbiaco una serata di liederistica che lascia il segno. Il baritono tedesco, accompagnato al pianoforte da James Baillieu, è stato protagonista di un lungo concerto che ha conquistato il pubblico internazionale delle Settimane Musicali Mahleriane, importante rassegna vicina al cinquantesimo dove il famoso cantante è ospite per la prima volta. Il programma musicale scelto per l’occasione, costruito attorno alla figura di Gustav Mahler, ha percorso strade inaspettate e ampie, dipingendo una nuova opera d’arte non scontata, con risultati affascinanti.

L’esperimento e la sua realizzazione non erano tra i più facili, se teniamo presente la complessità del mondo del Lied, dove gli attori da mettere in dialogo sono ben quattro: il testo poetico con l’apporto di significato delle parole, la musica composta per valorizzarlo, l’incedere del canto che ne segna l’efficacia, l’essenzialità del pianoforte che ne è ora luce ora ombra. In questo equilibrio già così delicato, Appl ha azzardato accostamenti nuovi in un’alternanza fitta e rischiosa, il cui risultato – non scontato! – è stato un capolavoro. Non un caso, bensì uno studio lungo e approfondito sulle possibili connessioni tra autori e tematiche diverse, il tutto illuminato da una voce splendida.

Nella prima parte della serata abbiamo ascoltato i Six songs from A Shropshire Lad (su poesie di Housman) del compositore inglese George Butterwoth, morto in battaglia poco più che trentenne durante la Prima Guerra Mondiale, alternati in maniera ragionata ai Rückert Lieder di Mahler. E così il ramo del tiglio (Mahler) s’intrecciava a quello del ciliegio (Butterworth), mentre fresche metafore della natura ricordavano come i sentimenti siano pietre preziose da proteggere, di come la morte sia l’altra faccia della giovinezza. Il filo rosso di questo intreccio erano i richiami alle melodie popolari, mentre il timbro asciutto e nostalgico nella lingua tedesca di Gustav s’alternava alla morbidezza avvolgente nell’idioma inglese di George, in un gioco iridescente che valorizzava entrambi.

La seconda parte del programma apriva un altro capitolo e metteva in relazione Mahler con i lieder della moglie Alma e dell’allievo Korngold, raccontando la leggerezza felice di giovani amori estivi in giardini fioriti, per concludersi in un terzo capitolo emotivamente assai diverso che conduceva nell’atroce storia dei campi di concentramento della Seconda Guerra mondiale con i lieder di Ilse Weber e Aldolf Strauss. La mano per risollevarsi era porta, infine, dall’esecuzione di Urlich (dai mahleriani Des Knaben Wunderhorn) con “la piccola luce che Dio ci donerà e che brillerà per me fino alla vita eterna e beata!” e dal bis – I’ll walk beside you di Alan Murray – una ballata sentimentale, diventata famosa durante la Seconda Guerra Mondiale, che parla di speranza, amore e fratellanza.

Benjamin Appl non è nuovo alla presentazione di programmi che seguono percorsi inusuali, com’è stata l’incisione discografica Forbidden Fruit (2023, Alpha Classics), ma questo progetto attorno a Mahler è diverso, come ci rivela lo stesso cantante in un’amabile intervista concessa subito dopo il concerto. «Ricordo questo momento a casa, di sera – racconta Appl – quando ho guardato i songs di Butterworth, ho letto i testi e subito ho pensato avessero una connessione con altri. L’inaspettato era come il compositore inglese fosse focalizzato sulla musica popolare, e fissasse un’altra dimensione della musica di Mahler».

«Ogni programma cui mi dedico – prosegue il baritono – è diverso dal precedente, ogni volta è un nuovo concetto con una sua costruzione specifica, una linea che il pubblico può percorrere come un viaggio. Ci sono molte buone idee nella testa ma non è detto che necessariamente poi funzionino arrivati all’esecuzione. Sono molti i fattori di cui si deve tenere conto per programmare un concerto: c’è naturalmente quello emozionale, c’è un discorso di tonalità, di agogiche e di come ogni brano può proseguire in un altro, e poi ci sono le tematiche. Io sono un artista che non produce nulla di nuovo ma recita dei brani esistenti, la musica c’è già, l’unica cosa che posso fare in prima persona è decidere come accostarla e raccontarla in un programma. Questo è il compito più interessante e affascinante: disegnare una combinazione sopra un concetto che funziona».

Questo speciale progetto liederistico su Mahler è stato presentato, oltre a Dobbiaco, anche a Ginevra. «Al momento non sono programmate nuove date – conclude Appl – ma certamente ci piacerebbe entrare ancora più in profondità di questo programma, che richiede molto tempo e molto amore».

Monique Cìola
(15 luglio 2025)

La locandina

BaritonoBenjamin Appl
PianoforteJames Baillieu
Programma:
Il mondo di Gustav – “Perché hai vissuto?”
Lieder di:
Gustav Mahler, George Butterworth, Alma Mahler, Erich Wolfgang Korngold, Ilse Weber, Adolf Strauss

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