Firenze: con il Concerto di Capodanno prende il via «Farulli 100» in memoria del grande violista

Il Concerto di Capodanno in programma a Firenze il 1° gennaio 2020 presso il Teatro del Maggio apre «Farulli 100», progetto dedicato alla memoria di Piero Farulli. Per celebrare il centenario del grande violista, che nacque a Firenze il 13 gennaio 1920 (morì a 92 anni il 2 settembre 2012) e  fu membro per trent’anni del Quartetto Italiano, oltre che fondatore e direttore della Scuola di Musica di Fiesole, sono previste nel corso del 2020 in molte città d’Italia e Europa, con al centro la sua città natale, numerose iniziative: si susseguiranno concerti, masterclass, registrazioni, concorsi, convegni, incontri e altro ancora.

Già per la sua lunga appartenenza al leggendario Quartetto Italiano, interrotta con amarezza dopo il gravissimo insulto cardiaco che mise a rischio la sua vita nel 1977, Piero Farulli meriterebbe un posto nell’albo d’oro dei musicisti di tutti i tempi. Ma nella seconda parte della sua esistenza, forse ancor più fruttuosa della prima, a occupare uno spazio quasi esclusivo (poche, ma di altissimo livello, le sue successive collaborazioni musicali: con il Quartetto Amadeus, l’Alban Berg, il Melos, il Trio di Trieste) fu la sua attività di didatta, di formatore, di pioniere e apostolo dell’educazione musicale; e non solo musicale, dato che quella per la preparazione culturale degli studenti di musica fu una delle sue tante battaglie.

Rotti i ponti con il Conservatorio Cherubini di Firenze dove insegnava, Farulli già nel 1974 aveva fondato la Scuola di Musica di Fiesole. L’intento, per quei tempi rivoluzionario, era quello di offrire un insegnamento musicale qualificato a chiunque, indipendentemente dall’età e dal talento innato: dai bambini in tenera età agli anziani, dai semplici amatori a chi studiava con intenti professionali.

Fiore all’occhiello della Scuola di Musica fu l’Orchestra Giovanile Italiana, l’OGI, fondata nel 1982 su modello dell’ECYO – la European Community Youth Orchestra, ora EUYO-European Union Youth Orchestra – di Claudio Abbado; sul suo podio salì per primo, tra i grandi maestri, Riccardo Muti, poi arrivarono Carlo Maria Giulini, Zubin Mehta, Giuseppe Sinopoli, lo stesso Abbado e tanti altri. Circondati come siamo da un fiorire di orchestre giovanili, forse fatichiamo a ricordare che fino ai primi anni Ottanta l’Italia non ne contava neanche una: a ribaltare la situazione fu proprio Farulli, ed è in grandissima parte merito suo se oggi a entrare in Conservatorio non è soltanto l’aspirante solista (a forte rischio di frustrazione), ma anche chi desideri fin dal principio arrivare a far parte di una compagine orchestrale.

Presso la Scuola di Fiesole, con l’OGI, all’Accademia del Quartetto fondata successivamente, ma anche in altre sedi di primissimo ordine come l’Accademia Chigiana di Siena e il Mozarteum di Salisburgo, Farulli ha per decenni prestato in prima persona la sua opera di docente, formando un gran numero di violisti e di quartetti diventati poi famosi; per fare solo qualche nome, il Quartetto Prometeus, i Quartetti di Cremona, di Venezia, di Torino. Al suo fianco, da sempre, la compagna di ispirazioni e di battaglie (i fondi non bastavano mai, le promesse dei politici troppo spesso venivano disattese) che sarebbe diventata la sua seconda moglie, Adriana Verchiani; il progetto di «Farulli 100» si deve proprio a lei, che l’ha ideato e strenuamente propugnato. Abbiamo parlato di battaglie, sì, perché Farulli aveva la tempra di un crociato. Al suo credo nell’educazione musicale non tollerava opposizioni né risposte incerte. Era pronto a combattere contro istituzioni e singoli, anche rompendo senza ripensamenti relazioni importanti. Ma era anche capace – e chi scrive l’ha sperimentato personalmente – di grandi attenzioni, di duraturo affetto e di lealtà per chi sentiva amico.

Era, insomma, un uomo di passioni e la sua è un’eredità appassionata, che tuttora continua a dare ricchi frutti e che non sta soltanto nelle mirabili interpretazioni che ancora possiamo ascoltare del Quartetto Italiano, né nell’attività che tuttora continua della Scuola di Musica di Fiesole. L’eredità di Piero Farulli è di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incontrare lui e la sua lezione e che continuano a diffondere nel mondo le sue idee e il suo fervido amore per la musica e per i giovani. Molti, tra coloro che si sono formati con lui, concorreranno alle attività di «Farulli 100».

Dopo il Concerto di Capodanno, al quale parteciperanno l’Orchestra Galilei e l’Orchestra dei Ragazzi sotto la direzione di Edoardo Rosadini, un momento speciale delle celebrazioni è previsto il 13 gennaio, giorno dell’anniversario, al Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio. «Tanti Auguri, Maestro» è il titolo della giornata, che prevede un incontro e un concerto. Tra gli avvenimenti più importanti che si terranno in seguito, il primo Concorso internazionale per quartetti d’archi junior (dai 14 ai 22 anni) e, a chiusura dell’anno, il Convegno Internazionale «Formazione 2020: musica e conoscenza», che porterà in evidenza la specifica dimensione scientifico-cognitiva della musica.

In  programma numerosissimi altri appuntamenti in decine di città, per l’esattezza Acri, Aosta, Arezzo, Bari, Bogotà, Borgo San Lorenzo, Budrio, Cagliari, Cesena, Cinigiano, Cremona, Fiesole, Firenze, Foligno, Forio d’Ischia, Forlì, Formigine, Ginevra, Gorizia, Gravedona, Gravina di Puglia, Lampedusa, L’Aquila, La Spezia, Livorno, Londra, Lucca, Madrid, Mantova, Matera, Milano, Nizza, Padova, Parma, Pisa, Pistoia, Potenza, Riccione, Roma, San Polo d’Enza, San Vito al Tagliamento, Siena, Terni, Torino, Trieste, Venezia, Zurigo.

Da segnalare anche l’omaggio di Rai Radio 3, che inaugurerà l’anno 2020 con tre trasmissioni dedicate a Farulli nei primi tre giorni di gennaio, con le parole di Oreste Bossini, che fu violinista nell’Orchestra Giovanile Italiana, e le musiche del Quartetto Italiano.

Patrizia Luppi

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