Firenze: i Pescatori convincono
Musica e regia protagoniste alla pari nell’allestimento de Les pêcheurs de perles di George Bizet a Firenze, al Teatro del Maggio, a partire dal 16 settembre e fino a martedì 23, spettacolo che ha ottenuto un grande successo e favorito l’apprezzamento di questa opera giovanile del grande musicista francese Sul versante musicale ciò è stato reso possibile da due elementi di eccellente qualità per il teatro fiorentino: l’Orchestra e il Coro del Maggio Musicale.
La direzione musicale è stata affidata a Jérémie Rhorer, che, pur non avendo un lungo percorso con le opere di Bizet, ha comunque restituito molto bene i tanti dettagli timbrici della partitura – non dimentichiamo che Bizet è maestro della tavolozza timbrica e anche in un’opera come questa, che segna il suo esordio nel melodramma, lo si percepisce nitidamente – grazie, proprio, alla bravura dei professori d’orchestra.
Anche il cast selezionato è stato di profilo abbastanza alto, a partire dal Nadir interpretato dal tenore messicano Javier Camarena, che è riuscito – pur con qualche sbavatura – ad esprimere il lirismo del ruolo, specialmente nelle arie più intime e nelle frasi più delicate, fino al vero e proprio “falsettone” che ha messo in atto nel “Je crois entendre encore” e che gli è valso un gran tributo di applausi a scena aperta.
Molto più convincente lo Zurga del baritono americano Lucas Meachem, che ha mostrato proprio tutte le qualità canore e sceniche: bel timbro, capacità di dosare i registri e i volumi, fraseggio raffinato, interpretazione ricca di pathos.
Molto brava anche la protagonista femminile, Hasmik Torosyan, che ha padroneggiato la vocalità della parte di Leila, non banale per difficoltà, e ha mostrato duttilità nel colore, nonché nella presenza scenica.
Convincente anche Huigang Liu nel ruolo di Nourabad. Ultimo, ma non ultimo, il Coro, diretto da Lorenzo Fratini, che ha affrontato magistralmente la sua parte a volte molto impervia.
Dicevamo che, oltre alla musica, ha dominato la regia, per la precisione quella firmata da Wim Wenders per la messa in scena, nel 2017, della Staatsoper Unter den Linden di Berlino e nell’occasione ripresa da Derek Gimpel.
Filo conduttore è l’immagine del mare, ma anche le nuvole, e pochi altri elementi, che, volutamente, offrono un allestimento sobrio. Si potrebbe pensare che non sia adeguato a una storia come questa, che si svolge nell’isola di Ceylon e che è stata scritta in un periodo storico in cui erano molto apprezzati gli elementi orientali. Invece.
Adeguatissimo il fondale nero, sul quale risaltano i colori dei bei costumi di Montserrat Casanova, il tutto valorizzato dalle luci di Olaf Freese, riprese da Oscar Frosio. Del resto lo stesso Wenders aveva giustifica la sua scelta dicendo »Quest’opera ai miei occhi (o piuttosto alle mie orecchie) è ingiustamente poco eseguita: il mio desiderio era dunque quello di ‘esporre’ la storia il più possibile e di raccontarla in modo da indurre o incoraggiare lo spettatore all’ascolto attraverso tutti i nostri mezzi. Ho visto spesso opere in cui c’era sempre qualcosa da vedere, così che guardare diventava più importante che ascoltare. Non volevo che il pubblico uscisse ricordandosi di aver visto qualcosa di grandioso; volevo lasciare la sensazione di aver ‘scoperto’ questa musica e soprattutto che sia stata la musica a raccontarvi la storia. Bizet ha realmente creato con la sua musica un mondo a sé».
La trama banale e il basso livello versificatorio del libretto di quest’opera sono, francamente, a parer nostro, l’unico motivo per cui non la si veda spesso nei cartelloni delle stagioni liriche. La musica, infatti, è davvero bella e la partitura ricca di melodie – alcune anche celebri-, che rievocano l’oriente, sì, ma in maniera raffinata, non stereotipata.
L’allestimento del Maggio è riuscito a valorizzare la qualità artistica e l’eleganza della musica di Bizet, e ha mostrato che inserire quest’opera nel cartellone della Stagione è stata una scelta felice, che ha portato a ogni replica un folto pubblico.
Donatella Righini
(19 settembre 2025)
La locandina
| Direttore | Jérémie Rhorer |
| Regia | Wim Wenders |
| ripresa da | Derek Gimpel |
| Scene | David Regehr |
| Costumi | Montserrat Casanova |
| Luci | Olaf Freese |
| riprese da | Oscar Frosio |
| Drammaturgia | Detlef Giese |
| Personaggi e interpreti: | |
| Léila | Hasmik Torosyan |
| Nadir | Javier Camarena |
| Zurga | Lucas Meachem |
| Nourabad | Huigang Liu |
| Bambini | Gherardo Attori, Arianna Barberi, Simone Cardoso, Celeste Castellini, Silvia De Santis, Maria Josè Floriano, Duccio Leoni, Kai McMillan, Violante Orso |
| Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino | |
| Maestro del Coro | Lorenzo Fratini |










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