Firenze: la ORT nel segno di Berio
L’Orchestra della Toscana ha aperto la sua 45ª stagione con un concerto che ha avuto come fulcro del programma un omaggio sentito e profondamente intrecciato con la storia dell’ORT: quello a Luciano Berio, primo direttore artistico negli anni ’80, figura fondativa nella definizione della sua vocazione contemporanea.
Una linea che l’attuale direttore principale, Diego Ceretta, giovane ma già maturo sul podio, raccoglie e rilancia, di concerto con il direttore artistico, Daniele Spini.
La serata, in un affollato Tetaro Verdi dove era presente anche una delle figlie di Berio, Cristina, si è aperta con la Ouverture da concerto in sol maggiore di Luigi Cherubini, la cui esecuzione sottolinea il rigore costruttivo e la tensione sinfonica della apgina, già proiettata oltre il classicismo. Ceretta ha offerto una lettura asciutta, ben bilanciata tra lirismo introduttivo e incisività ritmica dell’Allegro, in cui ha spiccato l’ottima esecuzione dei fiati dell’ORT e l’articolazione nitida degli archi, in un dialogo serrato che restituisce tutta la compattezza della scrittura.
Ma il cuore pulsante del concerto è stato Rendering di Luciano Berio, il “Restauro”del frammento sinfonico in Re maggiore D936A di Franz Schubert.
Questa composizione conferma il genio di Berio con la sua bellezza della scrittura, che attraversa il tempo e lo spazio della forma musicale. Ceretta affronta la partitura con rispetto e intelligenza, così le transizioni tra Schubert e Berio risultano morbide, mai forzate, in un continuum che rende vivo il concetto di memoria sonora. L’Andante, che, come diceva lo stesso Berio, “sembra abitato dallo spirito di Mahler”, è stato reso con molta intensità emotiva; mentre il finale ha messo in luce la natura polifonica che Berio riscontrava nel frammento schubertiano.
L’ORT ha risposto con duttilità e con grande cura del suono, mostrando ancora una volta l’ottimo livello di questa compagine.
Conferma della qualità dell’orchestra e di Ceretta – al suo terzo anno alla guida dell’ensemble -, è stato il brano di chiusura, la Sinfonia n. 3 “Renana” di Robert Schumann, scelta perfettamente coerente con il percorso di Ceretta sul grande sinfonismo romantico. Ceretta si conferma direttore in piena fioritura: consapevole, mai manierato, dotato di un gesto comunicativo capace di fondere rigore analitico e tensione narrativa.
Donatella Righini
(22 ottobre 2025)
La locandina
| Direttore | Diego Ceretta |
| Orchestra della Toscana | |
| Programma: | |
| Luigi Cherubini | |
| Concerto ouverture in Sol | |
| Franz Schubert-Luciano Berio | |
| Rendering | |
| Robert Schumann | |
| Sinfonia n. 3 op. 97 ‘Renana’ | |






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