Firenze: musica, memoria e speranza. Il Requiem di Mozart emoziona Santa Croce
Una grande emozione è stata il filo conduttore dell’esecuzione della Marche religieuse di Luigi Cherubini (da Troisième Messe solennelle per l’incoronazione del re di Francia Carlon X nel 1760) e del Requiem di Wolfgang Amadeus Mozart, il 10 settembre scorso, nella Basilica di Santa Croce – con replica straordinaria l’11 – per celebrare i 45 anni di attività dell’Orchestra della Toscana.
La prima emozione l’ha procurata il messaggio letto dalla violinista Clarice Curradi a nome dell’Orchestra e del Coro: avrebbero dedicato l’esecuzione del Requiem alle vittime del genocidio palestinese a Gaza in nome della “musica come speranza per una società migliore”. Nonostante il lungo applauso che ha seguito il messaggio sia stato interrotto dalla protesta di alcuni israeliani che non hanno gradito (e che se ne sono andati), il mood della serata è stato, effettivamente, molto ricco di emotività.
L’orchestra ha rappresentato il cuore pulsante della serata: l’intensità dell’esecuzione, unita a una sensibilità dinamica ben calibrata, ha saputo restituire con forza il dramma e la spiritualità, soprattutto del capolavoro mozartiano. Anche il coro Harmonia Cantata, diretto da Raffaele Puccianti, ha dimostrato una notevole compattezza e padronanza stilistica, frutto evidente di anni di esperienza condivisa e della qualità dei suoi componenti, alcuni dei quali non professionisti ma preparatissimi comunque. I passaggi più solenni — come il Dies irae e il Confutatis — sono stati resi con una potenza espressiva che non è mai scaduta nell’enfasi eccessiva, ma ha saputo rimanere al servizio della musica.
A guidare il tutto, con sempre crescente maturità (dato che ha esordito giovanissimo sul podio ORT e da subito ha conquistato tutti), è Diego Ceretta, che ha mostrato grande intelligenza musicale e una visione interpretativa chiara. Ha diretto senza bacchetta, affidandosi a un gesto ampio, espressivo e preciso, che ha messo in evidenza una connessione profonda con la musica e con i musicisti. Questa scelta ha conferito all’esecuzione un carattere ancora più comunicativo e umano. La sua direzione ha saputo tenere insieme le varie componenti con equilibrio e sensibilità, valorizzando le voci del coro, accompagnando con attenzione i solisti e ottenendo dall’orchestra un suono coeso, ricco di sfumature.
Sul fronte dei solisti, mentre soprano (Francesca Pia Vitale), mezzosoprano (Eleonora Filipponi) e basso (Francesco Leone) hanno offerto interpretazioni corrette ma poco incisive, è stato il tenore Dave Monaco a distinguersi per chiarezza vocale, fraseggio elegante e una partecipazione espressiva che ha portato luce nei suoi interventi.
Nel complesso, si è trattato di un Requiem sentito e sincero, che ha colpito soprattutto per la composta intensità emotiva, potremmo dire francescana, in omaggio e in sintonia con la sede ospitante, la Basilica di Santa Croce di Firenze, la più grande chiesa francescana del mondo, nonché “Pantheon” di gloriosi personaggi, incluso Luigi Cherubini, autore del primo breve brano, il cui cenotafio vi è conservato. Una serata in cui l’impegno condiviso e la guida ispirata e sempre più talentuosa di Ceretta, hanno reso omaggio, con autenticità e passione, a una delle vette più alte della musica sacra.
Donatella Righini
(10 settembre 2025)
La locandina
| Direttore | Diego Ceretta |
| Soprano | Francesca Pia Vitale |
| Mezzosoprano | Eleonora Filipponi |
| Tenore | Dave Monaco |
| Basso | Francesco Leone |
| Orchestra della Toscana | |
| Harmonia Cantata | |
| Maestro del Coro | Raffaele Puccianti maestro del coro |
| Programma: | |
| Luigi Cherubini | |
| Marche religieuse, dalla Troisième Messe solennelle | |
| Wolfgang Amadeus Mozart | |
| Requiem per soli, coro e orchestra K 626 | |








ASAC
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