Firenze: Nosferatu o del desiderio
Potremo chiederci, per iniziare, perché dei musicisti subiscano ancora oggi il fascino riguardo alla sonorizzazione dal vivo di pellicole del cinema muto. Pratica che fino alla fine degli anni Venti del Novecento, con l’avvento del sonoro, ha rappresentato, attraverso pianisti, organisti ma anche ampi ensemble strumentali, una frizzante realtà dove improvvisazione, creatività, rendevano ogni proiezione un evento unico ed irripetibile. Realtà collaterale all’immagine che riempiva il vuoto emotivo della mancanza della parolae dei rumori realistici, accompagnando lo spettatore nello sviluppo narrativo, drammatizzando, enfatizzando, alleggerendo. Pratica che sa di antico ma riserva tutt’oggi, grazie alle nuove tecnologie, sviluppi sorprendenti. L’hanno documentato bene alle Murate di Firenze, nella programmazione concertistica del Gamo, Sandro Mungianu (clarinetto aumentato), Sergio Sorrentino (chitarra elettrica, laptop) e Fabrizio Casti (elettronica) nel progetto Nosferatu today curato dall’Associazione Spaziomusica di Cagliari.
La scelta di sonorizzare dal vivo il capolavoro di Murnau del 1922 mette in gioco molte problematiche. Prima di tutto la potenza ancora attualissima dell’immagine attraverso personaggi, luoghi sinistri, esterni reali e un angosciante espressionismo scenografico, rischia di dissolvere ogni commento sonoro. Non da meno il carattere romantico dell’opera, con tutti i suoi riferimenti simbolici, esistenziali, psico-sociologici che coesistono nella trama narrativa. Il tutto pervaso da una forte pulsione del desiderio che esplode nel finale tra sacrificio ed estasi.
I musicisti affascinati da questa scommessa ne comprendono anche i rischi latenti. Mungianu nell’introduzione chiarisce che il lavoro pensato e realizzato non possiede un taglio didascalico ma musicale, in questo modo si sono aperti nuovi orizzonti creativi per non rimanere impigliati nella trappola di Murnau. La tecnologia messa in gioco è tanto importante quanto il pensiero dei tre. Proprio l’equilibrio tra macchina, suono strumentale e regia dell’elettronica disegna uno sviluppo che ci accompagna nello scorrere dell’horror film. Senza sovrapposizioni, estremismi, sempre alla ricerca di quel suono, del silenzio, per raccontarci l’emozione di un sentimento, di un luogo, di un gesto. L’uso episodico di alcuni stralci orchestrali di composizioni usate originariamente durante le proiezioni ci regalano un piacevole gioco ieri-oggi. Le sottolineature dei climax, dove si condensano rumore, echi, rimandi, volumi, mantengono un carattere narrativo coerente dove l’elettronica garantisce profondità, una traccia costante, pulviscolo sintetico che aderisce esteticamente alla grana della pellicola che pur restaurata in digitale ancora per fortuna mantiene. La chitarra di Sorrentino alterna frasi leggibili, memorie melodiche ad astrattismi, spigoli elaborati con il laptop. A volte con un semplice accordo trattenuto e ripetuto come un’onda riesce a raccontarci misteri e timori. Il clarinetto di Mungianu percorso da una sonda che cattura, espande, manipola in tempo reale il suono tradizionale dello strumento, diffonde impensabili allucinate dimensioni timbriche, che allontanando un banale effetto speciale, risultano perfette per addentrarci nella poetica di Murnau.
Paolo Carradori
(7 settembre 2025)
La locandina
| Nosferatu today | |
| Clarinetto aumentato | Sandro Mungianu |
| Chitarra elettrica, laptop | Sergio Sorrentino |
| Elettronica | Fabrizio Casti |
| a cura dell’Associazionene Spaziomusica di Cagliari | |
| Programma: | |
| Sonorizzazione live del film Nosferatu di F.W. Murnau | |




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