Giulia Semenzato: Rimanere immobili ci ha fatto percepire la necessità di Arte e Cultura

Giulia Semenzato è tra i protagonisti del concerto “Omaggio a Martina Franca, Città del Festival”; un programma imperniato su Claudio Monteverdi e Domenico Scarlatti nella chiesa di San Domenico. Antonio Smaldone la ha incontrata e intervistata.

  • Il Festiva della Valle d’Itria di Martina Franca: cosa vuol dire prendervi parte per un’Artista? 

Questo Festival è uno dei più rinomati e longevi tra quelli estivi ed è un piacere partecipare, soprattutto quest’anno. Un anno particolare per tutto e, quindi, poter contribuire a dar vita a questo Festival è un onore speciale. Erano anni che attendevo di poter essere presente ma, per un motivo o per l’altro, non era stato possibile. Martina Franca è un gioiello barocco: per me che sono specializzata nel repertorio del seicento e settecento è un’impressionante fonte di ispirazione. Trovo magico il fatto che si possa provare in un convento intriso di storia, e, così, ricondurre quello che si canta al luogo in cui ci si trova.

Canterò il Pianto della Madonna di Monteverdi (come noto, elaborato sulle note del lamento di Arianna che è la figura cardine del festival), ciò mi fa sentire la responsabilità dell’esecuzione ma, allo stesso tempo, mi rende felice perché è bellissimo e Monteverdi è il papà di tutti, mi accompagna in questa esperienza.

  • Un’artista di oggi dovrà, a breve, fare i conti con le conseguenze che la crisi Covid ha imposto a tutti i settori produttivi: quali sono quelle più drammatiche cui si andrà incontro?

La difficoltà principale sarà la mancanza di pubblico, che è la stessa già riscontrabile nell’ultimo mese. Ma la mancanza di pubblico resta un problema legato inevitabilmente, anche in condizioni normali, alla mancanza di educazione all’Opera. Il fatto che, statisticamente parlando, sia stata colpita la fascia di popolazione anagraficamente più avanti negli anni ha determinato e determinerà la riduzione dello “zoccolo duro” dei frequentatori delle nostre rappresentazioni.

È necessario, oggi più che mai, educare sin dall’infanzia le nuove generazioni a questa parte di Storia della Lettreratura: l’Opera ne fa parte a pieno titolo e deve essere trasmessa e percepita come patrimonio fondamentale della cultura italiana.

Inoltre, non è da dimenticare l’importante numero di limitazioni all’approfondimento relazionale occorso all’interno delle regie che impone purtroppo delle difficoltà oggettive e delle riduzioni alla possibilità creativa.

  • Esistono al contrario delle opportunità che potremo rilevare da questa minaccia?

Banalmente direi che, per la prima volta forse in questo secolo, il fatto di rimanere immobili ci ha fatto percepire la necessità di Arte e Cultura. Non si può stare senza, fa parte della nostra esigenza di socialità e di “respirare” Teatro e Musica nonostante il supporto dei media che hanno tentato di sopperire a questa mancanza ma che non annullano l’importanza di esercitare la professione dell’Artista da vivo. Un Artista è professionista che muove cultura ed economia e rappresenta una professionalità da prendere in considerazione seriamente.

  • Cosa porterà con sé di questa esperienza pugliese?

Il sole assieme all’atmosfera amichevole e rilassata che generano la voglia di creare delle belle occasioni; questa voglia è un dato che si percepisce fortemente a Martina Franca unitamente all’intimità della condivisione tra artisti.”

  • Quali sono le realtà musicali di riferimento in Europa per il suo repertorio?

Sicuramente le realtà francesi, dove i molti fondi e l’implementazione della ricerca riescono ad offrire opportunità e programmazioni di un certo tipo. Ci tengo a citare il Theater an der Wien che ormai una delle mie case musicali dove torno ogni anno e ove debutterò Susanna.

  • E, per quanto concerne le realtà festivaliere, quali le tre migliori?

Sicuramente Innsbruck, Aix en Provence e Stoccolma (dove un teatro tutto in legno consente una resa e una produzione “come quelle di un tempo).

  • Un consiglio a chi gestisce il mondo dello spettacolo: come poter procedere per avere un upgrade produttivo e qualitativo tenendo conto della situazione attuale? 

La situazione attuale del sistema artistico è precaria; il lavoro del cantante, ad esempio, è considerato solo in merito alla performance quando sappiamo bene che non è così.

Dovrebbe essere un impegno dello Stato garantire una stabilizzazione professionale delle categorie dello spettacolo dal vivo; ciò sarebbe possibile ripensando il sistema su altri modelli, come quello francese o belga ad esempio, che considerano il lavoro dello spettacolo come lavoro intermittente nella performance ma continuativo nella preparazione e nell’impegno quotidiano. Un’Artista si perfeziona sempre! Va sostenuto sempre! Il coinvolgimento del pubblico e l’incentivazione della contribuzione privata dovrebbe essere una priorità.

  • Giulia Semenzato tra cinque anni: chi sarà? Dove sarà? 

Sarò un’artista ma avrò abbracciato anche l’insegnamento perché tengo fortemente alla divulgazione e alla trasmissione dell’Arte.
Mi vedo sia in uno Stato nordico ad insegnare che in un Paese in difficoltà come divulgatrice (mi piace molto questa accezione).

È un dovere morale donare agli altri la propria esperienza!”

Antonio Smaldone

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