Grafenegg Festival 2017: Due pianoforti per Temirkanov

Due concerti, un unico esaltante cammino musicale in una dimensione che raggiunge vertici altissimi. Protagonisti l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo con Yuri Temirkanov, e due pianisti che rappresentano due scuole e due distinte visioni del pianismo, anche per ragioni anagrafiche, impegnati a loro vicini per formazione estetica ed intellettuale.
La Filarmonica di San Pietroburgo appare ad ogni ascolto sempre più luminosa negli ottoni, tornita negli archi (perfetti i violini e i violoncelli), sinuosa nei legni e incisiva nelle percussioni. Temirkanov è un pittore della musica che dipinge nell’aria la sua tela sonora con gesto contenuto e sguardi accennati.

Il Concerto Pianoforte e Orchestra No. 1 in Re minore op. 15 di Brahms è appannaggio di Rudolf Buchbinder, che rappresenta la scuola tradizionale portata al più alto grado e che ritrova in Temirkanov un perfetto interlocutore sin dal Maestoso d’apertura. Buchbinder affronta la pagina con una misura che in alcuni passaggi appare quasi ruvida e mettendo in risalto la narrazione musicale in ritmiche spezzate. Nell’Adagio centrale e nel Rondò finale la melodia si apre ad un’inaspettata familiarità che mette in bel risalto gli elementi “popolari” della pagina brahmsiana; i tempi si rilassano, il tocco di Buchbinder si fa suadente, ma senza mai perdere la tensione dinamica, dando vita ad un fraseggio leggero ed al contempo denso.

La seconda parte del concerto prevedeva la Suite da Il lago dei Cigni di Čajkovskij, della quale Temirkanov e la sua Orchestra danno una lettura di sconvolgente erotismo: non c’è miele, non ci sono leziosità, quella che viene raccontata è una storia di amore intensa, carnale, in alcuni momenti quasi dura. Tempi serrati si aprono ad improvvisi slanci dinamici che disegnano un continuo “trovarsi e riprendersi”.

Nella seconda serata, dopo la Suite da La leggenda dell’invisibile città di Kitež e della fanciulla Fevronija di Rimskij-Korsakov, che il pubblico, forse non conoscendola a fondo, applaude non quanto dovrebbe e che invece merita un’ovazione per la tensione narrativa ed il senso di sospensione che Temirkanov le infonde, è la volta del Concerto per Pianoforte e Orchestra n. 3 in Do maggiore op.26 di Prokoviev. Ancora una volta l’intesa con il solista, un Nikolaj Luganskij in stato di grazia, appare perfetta; fra lui e Temirkanov basta un cenno per intendersi.
L’impaginato di Prokoviev mette assai bene in evidenza il pianismo di Luganskij, fatto di forza e velocità oltre che di una tecnica straordinaria; la percussività richiesta dal compositore è espressa al massimo grado e priva di qualsiasi sentore di meccanicità, dando anzi vita ad un dipanarsi di una linea nella quale si ritrovano delicati spunti narrativi. L’Andantino centrale è risolto, nel suo tema con variazioni, con ironia divertita ed è sicuramente il momento più alto di tutta l’esecuzione.

Il concerto si chiude con Quadri da un’esposizione e qui Direttore e Orchestra superano loro stessi iper tensione drammatica e capacità narrativa; fin dalle prime note si avverte che la pagina di Musorgskij è parte profonda ed integrante della loro cultura non solo musicale. Temirkanov attinge ad una tavolozza cromatica che pare avere sfumature infinite e trova espressione in giochi dinamici sempre coinvolgenti sui quali fluisce una melodia priva di qualsiasi calligrafismo. Fra i momenti più alti l’angosciante Bydlo e Samuel Goldenberg e Schmuÿle, per arrivare alla stratosferica Grande Porta di Kiev e i suoi pieni sontuosi.

Successo pienissimo per tutti in entrambe le serate e tre bis, due la prima sera, con la chicca del Salut d’amour op.12 di Elgar uno la seconda.

Alessandro Cammarano

(Grafenegg, 19 e 20 agosto 2017)

La locandina

Programma 19 agosto 2017
Johannes Brahms
Concerto per Pianoforte e Orchestra No. 1 in Re minore op. 15
Pëtr Il’ič Čajkovskij
Suite dal balletto “Il lago dei cigni” op. 20
Programma 20 agosto 2017
Nikolaj Rimskij-Korsakov
Suite dall’opera “La leggenda dell’invisibile città di Kitež “
Sergej Prokof’ev
Concerto per Pianoforte e Orchestra n. 3 in Do maggiore op.26
Modest Musorgskij
“Quadri da un’esposizione” (Orchestrazione Maurice Ravel)
PianoforteRudolf Buchbinder (19 agosto)
PianoforteNikolaj Luganskij (20 agosto)
DirettoreYuri Temirkanov
Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo

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