Il 31° Ravenna Festival riparte dal 21 giugno con un nuovo cartellone

Il Ravenna Festival ha presentato stamattina al Teatro Alighieri la seconda versione del programma della 31a edizione, con sostanziosi mutamenti rispetto a quella annunciata nel dicembre scorso; in mezzo è passato il Covid-19 con le relative restrizioni, ma pur nell’isolamento la squadra del Festival ha lavorato compatta per l’obiettivo comune. Il risultato è un cartellone che non ha nulla da invidiare a quelli degli anni passati, a partire dall’inaugurazione che si terrà (come tutti gli appuntamenti successivi in città) nella cinquecentesca Rocca Brancaleone, all’aperto, con possibilità di rifugiarsi nel Teatro Alighieri in caso di pioggia.

Nella serata inaugurale, Riccardo Muti, con la partecipazione del soprano Rosa Feola, dirigerà musiche di Mozart e di Skrjabin. Nel mese di luglio, Muti sarà protagonista di altri due concerti: il 3, per l’annuale appuntamento delle Vie dell’Amicizia (dedicato alla Siria e in particolare all’attivista Hevrin Khalaf, assassinata il 12 ottobre 2019), dirigerà la Sinfonia n. 3 “Eroica” di Beethoven (con replica il 5 nel Parco Archeologico di Paestum); il 12, sempre sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e con il violoncellista Tamás Varga, brani di Dvořák. Tra gli altri direttori, spiccano i nomi di Valery Gergiev, il 28 giugno, impegnato con la pianista Beatrice Rana e la “Cherubini” nel Concerto n. 3 op. 37 per pianoforte e orchestra e nella Sinfonia n. 6 “Pastorale” di Beethoven, e di Iván Fischer, che con la partecipazione del soprano Anna Prohaska dirigerà musiche di Wagner, Britten e Haydn.

Il nutrito parco di artisti ospiti comprende numerosi altri musicisti, come il violoncellista Mario Brunello, ballerini e attori, tra i quali Sergio Castellitto e Neri Marcorè. La musica dei nostri tempi sarà rappresentata da artisti come Brunori Sas e Stefano Bollani negli appuntamenti finali del Festival, che si terranno nel settecentesco Pavaglione di Lugo.

Il cartellone, che fino al 30 luglio propone più di quaranta appuntamenti, rispetta la vocazione multidisciplinare del Festival con serate dedicate alla musica come alla danza, al teatro come al cinema. Quest’anno, inoltre, la musica dialoga con la letteratura, l’architettura, la scienza e il giornalismo negli appuntamenti allo Stadio dei Pini di Cervia, dal 22 giugno al 16 luglio: tra gli ospiti il giornalista Massimo Gramellini, l’architetto Stefano Boeri, lo scrittore Roberto Cotroneo e – in una serata che prevedibilmente vedrà un grande concorso di pubblico – la virologa Ilaria Capua e il giornalista Gad Lerner in un discorso intorno alla pandemia.

Il pubblico che potrà accedere alla Rocca Brancaleone (con mascherina, a distanza di sicurezza e con ingresso a turni) sarà al massimo di 300 persone, cifra ben lontana da quelle delle sedi consuete del Festival come il Teatro Alighieri o, ancor di più, il Pala De André; ma il prezzo dei biglietti non sarà aumentato e andrà da un massimo di 40 a un minimo di 5 euro. I contributi pubblici e le donazioni degli sponsor – di cui da sempre l’Eni è il capofila – dovrebbero garantire un bilancio in pareggio senza penalizzare gli spettatori.

Patrizia Luppi

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