La Traviata carinziana allo Stadttheater di Klagenfurt

In scena allo Stadttheater di Klagenfurt dallo scorso 14 settembre come spettacolo inaugurale della stagione 2017/2018 La Traviata è in cartellone nella massima istituzione musicale carinziana per un totale di quattordici rappresentazioni per un paio di mesi e si rivela una piacevolissima sorpresa.

Propone il capolavoro verdiano nella sua integrità per quel che riguarda Violetta, affidata a una giovane artista irlandese, Claudia Boyle, molto sensibile come attrice e di mezzi vocali adeguati alle esigenze del personaggio, si avvale di una concertazione attenta e di una direzione molto scrupolosa della Erste Kapellmaeisterin della casa, la lituana Giedre Slekyte, riapre i tagli delle cabalette maschili di Alfredo e di Germont padre nel secondo atto senza che appesantiscano l’azione, e l’omissione del da capo baritonale di “No, non udrai rimproveri” si rivela in questo senso vincente, traspone la vicenda ottocentesca ai nostri giorni grazie a un attento lavoro di drammaturgia, senza che le innovazioni ledano il racconto verdiano su testo di Piave ispirato a Dumas che, come si sa, è sempre attuale.

Se è vero che quel che interessa a Verdi è, più che “il racconto del fallimento di una storia d’amore, la rappresentazione dei conflitti interni dell’anima di Violetta”, lo spettacolo di Richard Brunel che ne firma la regia con la collaborazione di Anouk Dell’Aiera per le scene, Axel Aust per i costumi e Laurent Castaingt per il disegno luci, la traduce in immagini appropriate, con un rispetto a tratti sorprendente delle indicazioni del libretto.

Richard Brunel, il regista francese di questa Traviata carinziana, fu premiato con l’Österreichischer Musiktheaterpreis per l’allestimento pregevolissimo di Les Dialogues des Carmélites di Poulenc che lo Stadttheater di Klagenfurt rappresentò quattro anni fa e che tanto abbiamo apprezzato all’epoca; ritornandovi ora, ha realizzato una regia di La Traviata molto interessante, non diremmo prossima all’ideale, ma riuscendo nell’ingrato compito di creare qualcosa di nuovo e credibile in un testo logorato dalla routine.

Sul fronte musicale la Kärtner Sinfonieochester è un eccellente complesso ed è diretta molto bene, come si diceva, dalla Kapellmeisterin lituana, il Chor und Extrachhor dello Stadttheater si comporta altrettanto bene partecipando anche alle coreografie, piuttosto complesse, alla festa in casa di Flora.

Della protagonista irlandese, Claudia Boyle, abbiamo detto. La voce non è potente, ma l’artista sensibile e la cantante espressiva e in grado di far fronte alle innumerevoli esigenze del canto verdiano. Oltretutto è molto bene assecondata sia dall’Alfredo, generoso nel canto e centrato nella recitazione, di Giordano Lucà, sia dal Germont padre di Paolo Rumetz, artista stabile della Staatsoper di Vienna che nella recita cui abbiamo assistito si inserisce bene nello spettacolo disegnando un padre-padrone ruvido e sbrigativo scenicamente e cantato come si deve.

Bravi anche gli interpreti delle parti secondarie con una menzione particolare per la Flora onnipresente di Iris van Wijnen e per il Douphol di Nicholas Crawley. La rappresentazione era dedicata al pubblico del media-partner dello Stadttheater carinziano, la Kleine Zeitung e ha riscosso un successo incandescente.

Rino Alessi

(21 ottobre 2017)      

La locandina

RegiaRichard Brunel
Direttore del CoroGünter Wallner
Violetta ValéryClaudia Boyle
Flora BervoixIris van Wijnen
AnninaJúlia Banyai
Alfredo GermontGiordano Lucà
Giorgio GermontPaolo Rumetz
GastoneJoshua Owen Mills
Barone DoupholNicholas Crawley
Marchese d´ObignyJosef Pepper
Dottore GrenvilJisang Ryu
GiuseppeThomas Tischler
Ein Diener FlorasJihoon Kwon
Coro e Solisti del Stadttheaters Klagenfurt
Kärntner Sinfonieorchester

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