La Semi-ramide di Opera Rara

Una Semiramide restituita alla sua integrità quella che Opera Rara propone nella registrazione realizzata alla Henry Wood Hall di Londra nel 2016, quando l’ultima opera che Rossini scrisse per i palcoscenici italiani prima del suo definitivo trasferimento in Francia fu presentata in forma di concerto, anticipando le celebrazioni per il bicentenario rossiniano.

Obbiettivo centrato solo in parte in un’esecuzione nella quale momenti luminosi si alternano ad opacità evidenti.

Non è semplice mantenere la tensione drammatica per quasi quattro ore – tanto dura l’addio di Rossini all’opera italiana – soprattutto se non si trova un filo conduttore che guidi la narrazione musicale entro binari sicuri.

Nella Semiramide, dal punto drammaturgico, non succede pressoché nulla, l’oratorialità prevale, la drammaturgia è improntata alla staticità, eppure i grandi concertati guardano avanti, aprono la strada a Donizetti e al primo Verdi, fungono da ispirazione per il nascente Grand-Opéra.

Sir Mark Elder, interprete solitamente acuto del repertorio del primo Ottocento, sembra qui incerto sul cammino da percorrere.

La presenza dell’Orchestra of the Age of Enlightenment farebbe pregustare un’esecuzione storicamente informata; putroppo Elder ne sfrutta le sonorità fascinosamente asciutte solo in minima parte.

I tempi non procedono sempre in maniera congrua, spesso con scarti di metronomo “fantasiosi”, le scelte dinamiche appaiono talora poco comprensibili, così come la melodia si contrae e si distende indipendentemente dalla parola cantata.

Luci ed ombre nella compagnia di canto, chiamata ad una prova da far tremare le vene ai polsi.

Ad Albina Shagimuratova il ruolo-titolo sta decisamente troppo largo; la voce è di incantevole limpidezza, la linea di canto risulta impeccabile, le agilità sono sicure, ma sembra la sorella minore della regina di Babilonia omicida e tendenzialmente incestuosa.

Al contrario convince pienamente l’Arsace guerriero e fanciullo di Daniela Barcellona, veterana del personaggio, che rende tutto credibile attraverso un fraseggio in cui rigore e fantasia trovano una perfetta coniugazione.

Interessante la prova di Mirco Palazzi, capace di dar vita ad un Assur timoroso della sua stessa malvagità, il tutto incardinato su un canto di bella morbidezza e notevole varietà di accenti.

Pessimo l’Idreno di Barry Banks, la cui voce usurata non è in grado di tener testa alle spaventose difficoltà che Rossini riserva al principe indiano.

Gianluca Buratto è un ottimo Oroe, poderoso nella cavata grave e giustamente ieratico, così come James Platt risulta convincente come Ombra di Nino.

Corretti l’Azema di Susana Gaspar e il Mitrane di David Butt Philip; bene l’Opera Rara Chorus diretto da Madaleine Venner.

Da comprare o scaricare perché comunque non manca una nota.

Alessandro Cammarano

DirettoreSir Mark Elder
SemiramideAlbina Shagimuratova
ArsaceDaniela Barcellona
AssurMirco Palazzi
IdrenoBarry Banks
OroeGianluca Buratto
AzemaSusana Gaspar
MitraneDavid Butt Philip
L’Ombra di NinoJames Platt
Orchestra of the Age of Enlightenment & Opera Rara Chorus
Maestro del coroMadaleine Venner
Opera Rara Orc57 (4CDs)

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