Trento: Le infinite possibilità di Ettore Majorana.

La sparizione di Ettore Majorana e la ridda di congetture che ad essa fece e tuttora fa seguito è argomento affascinante anche e soprattutto perché in qualche modo ricalca quella che fu la sua principale scoperta, ovvero quella “equazione a infinite componenti” nella quale si dimostra come la medesima particella possa muoversi contemporaneamente in spazi diversi e avanti e indietro nel tempo, avendo allo stesso momento due o più stati.
Il trentunenne fisico catanese scomparve nel marzo del 1938 senza lasciare traccia; negli anni si è ipotizzato il suicidio, la sua uccisione, la fuga in Sudamerica e quella in Germania, la scelta di vivere come un barbone, l’ingresso in convento. Tutte le versioni sono del tutto plausibili: ce n’è abbastanza per trarne un’opera nella quale, partendo dalla fisica si arrivi a scandagliare la dimensione etica e quella religiosa.
Ettore Majorana è dunque andata in scena con bel successo di pubblico nell’ambito di Oper.a.20.21 della Fondazione Haydn al Teatro Sociale di Trento.

Stefano Simone Pintor, librettista e regista, dà forma, in un’operazione di suggestiva efficacia, ad una trama che si sviluppa mettendo in scena simultaneamente tutte le ipotesi sul tavolo, ricalcando l’equazione a infinite componenti e ponendo Majorana, che assume varie forme tutte coesistenti, al centro di un turbine di soluzioni tutte reali e tutte plausibili.
La tolda di una nave, creata da Gregorio Zuria, è il luogo nel quale scienza, filosofia e religione si intrecciano nei dialoghi nei quali si coglie che esse sono aspetti di un Tutto ed anche il suo esatto contrario; Creazione e Distruzione, Pieno e Vuoto convivono senza annullarsi.

La sensazione di straniamento è costante, amplificata anche dal video design immaginato dallo Studio Antimateria che cala l’intero spazio teatrale, pubblico ovviamente compreso, nel turbine di realtà diverse e coesistenti che sono il mondo del protagonista. Palcoscenico, platea e palchi divengono nave, mare, numeri, luce, vortici in un crescendo di contrasti, il tutto in un’atmosfera soffocante ed allo stesso tempo capace di rassicurare, ben illuminata dal disegno di luci di Fiammetta Baldiserri.

La lingua scelta da Pintor è quella degli scienziati e dei teologi, nella quale si innestano elementi popolari e dialettali a dar vita ad un flusso narrativo di grande forza.

La musica di Roberto Vetrano, composta simbioticamente al libretto, attinge con intelligenza a varie forme e stili, ricondotti poi a quello personale dell’autore e trova sviluppi intriganti sia per quanto attiene alla melodia tout-court che, soprattutto, nella ricchezza armonica e contrappuntistica pur sembrando soffrire in qualche momento della preponderanza del libretto.

Jacopo Rivani, alla testa di un’Orchestra Haydn impeccabile, scandaglia con acribìa la partitura rendendola all’ascolto sull’onda di scelte dinamiche sagaci e grande attenzione all’equilibrio complessivo.

Ottimo risulta il Coro OperaLombardia diretto da Diego Maccagnola.

Dignitosa la compagine dei solisti: Lucas Moreira Cardoso (Ettore Majorana), Alessandra Masini (La Cantante), Pietro Toscano (Dio), Ugo Tarquini (L’Antimajorana), Davide Paciolla (La particella ombra), Federica Livi e Tiberia Monica Naghi (La Fisica). Bravissimo Roberto Capaldo nei panni del Barbone.

Teatro pienissimo, molti giovani e riscontro meritatamente positivo.

Alessandro Cammarano

(Trento, 20 gennaio 2018)

La locandina

Direttore Jacopo Rivani
Regia Stefano Simone Pintor
Scene e costumi Gregorio Zurla
Luci Fiammetta Baldiserri
Video Design Studio Antimateria
Ettore Majorana Lucas Moreira Cardoso
Il barbone Roberto Capaldo
La cantante (indi nelle vesti di una Madre) Alessandra Masini
Dio (nelle vesti del I Generale, Il Frate, e Dio stesso) Pietro Toscano
La Fisica(nelle vesti de La Studentessa, La Matriarca e La Fisica Stessa) Federica Livi, Tiberia Monica Naghi
L’Antimajorana (nelle vesti de Il Comandante, Il Fisico, i Fratello, indi l’Antimajorana stesso) Ugo Tarquini
La particella ombra (nelle vesti di Ettore Majorana) Davide Paciolla
Coro OperaLombardia
Orchestra Haydn di Bolzano e Trento | Haydn Orchester von Bozen und Trient
Maestro del Coro Diego Maccagnola

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