Ljubljana: Il Verdi cesellato di Diana Damrau

Chi sosteneva che i concerti di musica operistica appartenessero al glorioso passato dei Martini e Rossi è stato smentito. Le grandi voci di oggi, e Diana Damrau appartiene di diritto alla categoria, amano questo genere di esibizione. Permette loro di presentarsi in concerto, in compagnia di un collega di minor fama, in questo caso il marito della signora, accompagnate da un’orchestra sinfonica di grandi dimensioni che svolge nella serata una funzione più che decorativa, con spazi sostanziosi a lei riservati. La formula antica si rinnova, insomma, ed ecco VERDIssimo, un concerto di arie e duetti d’opera verdiani che Diana Damrau sta portando in tournée nel corso di un’estate densa d’impegni professionali.

Dopo Viersen, Baden Baden, Lucerna e in attesa della tappa di Regensburg, VERDIssimo è stato presentato al sessantaseiesimo Festival di Lubiana, nella grande sala del Cankarjev dom, dove la Diva tedesca e il consorte francese, il basso baritono Nicolas Testé, si sono esibiti con enorme successo in un concerto dell’eccellente Orchestra Filarmonica Slovena, diretta da Ivan Repušić; in programma arie e duetti verdiani da La Traviata, Otello, Don Carlo, Il Trovatore ed anche da opere meno eseguite quali Luisa Miller e I Masnadieri. Alla parte vocale, molto attesa e applaudita, si sono alternati brani sinfonici quali l’Ouverture de I Vespri Siciliani, il Preludio de La Traviata, la rara Ouverture da Giovanna d’Arco (non il Verdi più interessante, va detto), quella meno rara da Luisa Miller e i quasi inediti ballabili da Otello, una vera e propria chicca che la serata proponeva. Un programma consistente, più di due ore di musica, cui Damrau e Testé hanno aggiunto due bis da I Masnadieri lui, e da I Vespri Siciliani (un trascinante Bolero) lei.

Che dire ancora di Diana Damrau? In carriera dal 1995 e dotata di una voce di soprano coloratura, sembra orientarsi – in questa fase della carriera – verso un repertorio più lirico. La sua partecipazione al concerto è stata sì fondamentale al suo buon esito, ma le ha consentito di circoscriverla all’aria di Amalia da I Masnadieri, eseguita brillantemente ma senza il recitativo che la precede, al duetto tra Amalia e Massimiliano dalla stessa opera e alla grande scena del finale primo di Traviata nella prima parte, per stupire nella seconda – più coinvolgente e meglio articolata – per l’intensità e l’espressività della sua Desdemona in Otello, un personaggio se vogliamo che sembrerebbe poco congeniale alle caratteristiche dell’artista tedesca, e per la forza drammatica con cui ha saputo affrontare la grande scena di Luisa Miller che, dopo l’incontro scontro con il perfido Wurm, l’ha vista interpretare con grande evidenza espressiva sia l’aria Tu puniscimi Signore sia la relativa cabaletta.

La voce di Diana Damrau, bella in natura, è in piena evoluzione e se non brilla più come un tempo nelle alte sfere sopranili, è in grado di sfoggiare fraseggi singolari in tessiture medio-centrali che parevano, in origine, fuori dalla sua portata. Al suo fianco Nicolas Testé fa un po’ la figura del principe consorte, ma con estrema dignità. In difficoltà nella scena di Ferrando da Il Trovatore, in cui peraltro si è fatta sentire l’assenza del coro, e poco rilevante nel lamento di Fiesco da Simon Boccanegra, ha fornito prove migliori sia in Macbeth sia nella grande scena di Filippo II dal Don Carlo confermandosi elemento sicuro ma poco in sintonia, lui basso baritonale, con il repertorio verdiano anche per l’assenza di una spiccata attitudine, che Verdi esige, alla restituzione della parola “scenica”.

L’affiatamento fra i due interpreti è in ogni caso palese e così quello della coppia con il giovane direttore d’orchestra che ha saputo cogliere l’occasione per far risultare l’ottima Orchestra Filarmonica slovena, la vera protagonista della bella e applauditissima serata.
Rino Alessi
(18 luglio 2018)

La locandina

VERDIssimo
Diana Damrau Soprano
Nicolas Testé Bass-baritone
Ivan Repušić Direttore
Orchestra Filarmonica Slovena

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