L’omaggio di Filippo Mineccia a Paisiello e agli ultimi castrati

Filippo Mineccia non è solo un controtenore dotato di un’estensione seducente, con centri corposi e ambrati nel colore, acuti luminosi e una discesa alle note gravi sempre calibratissima; l’interprete fiorentino è anche raffinato studioso e riscopritore della letteratura musicale per castrato.

In questo caso l’attenzione e centrata sugli epigoni degli evirati cantori che furono largamente impegnati nelle opere composte da quelli che a loro volta furono gli epigoni della grande Scuola Napoletana, ovvero Giovanni Paisiello e Domenico Cimarosa.

The Paisiello Album – pubblicato da Pan Classics – è un omaggio devoto e pur tuttavia esente da qualsiasi retorica autocompiaciuta che Mineccia fa al compositore tarantino e ai suoi castrati monstre, ovvero Angelo Monanni detto Manzoletto, Francesco Fariselli e Rubinelli, con una scelta di arie capaci di mettere in piena luce le proprie caratteristiche vocali attraverso pagine di cui la riproposizione va salutata con assoluto favore.

Nelle due pagine d’apertura “Meglio rifletti – dall’Antigono – e “So che pietà non hai”– dal Catone in Utica –, entrambe composte per Manzoletto, emerge chiara la perizia tecnica di Mineccia che si pone a totale servizio della musica attraverso un’interpretazione che racchiude in sé una sintesi perfetta di rigore e di fantasia.

L’agitato un poco trattenuto di “Lascia che muoia anch’io” – sempre dall’Antigono – è restituito all’ascolto con rigogliosa varietà d’accenti e velata da una malinconia appena accennata eppure sempre evidente, così come in “Destrier che all’armi usato” – composta per Rubinelli – Mineccia dialoga con il fagotto obbligato che sostituisce, con un colpo di genio del compositore, una prevedibile tromba, dando vita ad una meravigliosa tenzone di agilità mai fini a loro stesse e senza mai perdere di vista una necessaria drammaticità.

Nel recitativo e aria “Oreste, Elettra oh Dio! – Ah che in petto” – dall’Oreste e destinate a Manzoletto –, che concludono il programma nel segno di Cimarosa, Mineccia trova ancora una volta la giusta chiave interpretativa che si incardina in una concitata urgenza sviluppata con intelligente ricerca di colori.

L’orchestra Divino Sospiro, diretta con mano sicura da Massimo Mazzeo, non si limita al puro accompagnamento ponendosi come interlocutore della voce in un dialogo costante e affiatato.

CD da ascoltare e riascoltare.

Alessandro Cammarano

The Paisiello Album
Filippo MinecciaControtenore
Massimo MazzeoDirettore
Divino Sospiro
Pan Classics 10394

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