Londra: Chailly e la Filarmonica della Scala stregano il Barbican.

Dopo i Proms della scorsa estate, l’Orchestra Filarmonica della Scala, con alla testa il suo direttore Riccardo Chailly, torna nuovamente sul suolo britannico per la prima tappa di un ambizioso tour invernale che la vedrà impegnata sui palcoscenici di svariate città europee tra cui Vienna, Parigi, Budapest e Istanbul. Lo stesso Chailly ha esplicitamente dichiarato di considerare questo tour una importante occasione per accrescere ulteriormente la visibilità internazionale dell’orchestra milanese.

Il programma della serata era molto simile a quello dello scorso 22 gennaio eseguito nell’ambito della stagione filarmonica al Teatro alla Scala, con Il Concerto per pianoforte e orchestra di Grieg e la Sinfonia n. 4 di Čajkovskij, preceduti dalla sinfonia della Gazza ladra di Rossini, quasi a voler sottolineare il legame speciale di questa orchestra con la musica operistica.

La Filarmonica della Scala è apparsa particolarmente concentrata, oltre che in splendida forma sul prestigioso palco del Barbican Centre (l’unico precedente risale al 1992 sotto la direzione di Carlo Maria Giulini). Avere l’opportunità di ascoltare un’orchestra italiana in una prova eccellente e assistere alla calorosa accoglienza da parte del pubblico londinese è, agli occhi di un italiano residente in Regno Unito, fonte di un indubbio orgoglio patriottico. Con una performance di tale qualità la Filarmonica ha pieno diritto di affermare la propria presenza nei programmi musicali delle più importanti sale da concerto internazionali.

Chailly, esecutore fra i più acuti della musica del genio pesarese, ha innanzitutto offerto al pubblico una lettura scintillante e raffinatissima della Gazza, evidentemente uno dei suoi cheval de bataille.

Da manuale il controllo dei volumi orchestrali impiegati per costruire il famoso crescendo rossiniano.

Il compito di entrare nel vivo della serata è stato affidato al giovane pianista inglese Benjamin Grosvenor alle prese con Il Concerto di Grieg.

Merita una particolare nota di apprezzamento la performance di Grosvenor; enfant prodige della musica classica inglese, Benjamin è diventato in pochi anni uno dei pianisti più acclamati della sua generazione. Vincitore all’età di undici anni della BBC Young Musician Competition, Grosvenor si esibì a soli diciannove anni ai BBC Proms nel 2011.

Oggi un Grosvenor venticinquenne ha dimostrato non solo di essere dotato di una tecnica virtuosistica eccezionale, ma anche di possedere una notevole capacità interpretativa sottolineando il carattere più drammatico della composizione, impressionando per l’ampia gamma di colori utilizzati: da morbidi pianissimi dell’adagio agli impetuosi – a tratti disperati – accenti con cui ha descritto l’atmosfera furiosa del terzo movimento insieme all’orchestra.

Delicatissima l’esecuzione di Erotik, uno dei pezzi lirici di Grieg, regalato come bis al termine del concerto.

La Sinfonia n. 4 di Čajkovskij ha rappresentato il vero cuore pulsante della serata. La partitura era già stata eseguita dalla London Symphony Orchestra lo scorso novembre, sotto la direzione di un altro grande maestro milanese, Gianandrea Noseda. La Filarmonica della Scala non è stata seconda in quanto a tecnica, sincronia e potenza.

Il tratto distintivo dell’interpretazione dell’orchestra italiana è stato il temperamento che Chailly ha infuso alla sinfonia. Se Noseda aveva preferito una lettura più nervosa e tesa della composizione, Chailly ha approfondito i momenti elegiaci e lirici. Zenit della prova orchestrale e direttoriale è stata la struggente resa musicale della malinconia che pervade tutto il secondo movimento. L’ironica terza parte, interamente pizzicata dagli archi, è stata eseguita con un impeccabile gioco di dinamiche.

Gli ottoni, così pericolosamente esposti all’inizio e importantissimi durante tutto l’arco della sinfonia sono stati ineccepibili, come pure gli archi. Il quarto movimento risulta potente, ma ancora una volta controllato e in ogni modo sempre lontano dal racconto isterico che il finale può suggerire ad altre bacchette.

Bis con l’Overture dei Vespri siciliani di Giuseppe Verdi, vestita con un abito sinfonico in grado di farla brillare di bellezza assoluta.

Thomas Gobbetti

(Londra, 24 gennaio 2018)

La locandina

DirettoreRiccardo Cailly
PianoforteBenjamin Grosvenor
Gioachino Rossini
La gazza ladra, Ouverture
Edward Grieg
Concerto per pianoforte e orchestra in La min. Op 16
Pëtr Il’ič Čajkovskij 
Sinfonia n. 4 i Fa min. op.36
Orchestra Filarmonica della Scala

Compila il form sottostante

Prego Login per commentare

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

  Iscriviti  
Notificami