L’Orchestra Sinfonica UniMi esegue Borenstein

Dopo il successo del concerto inaugurale dello scorso gennaio, trasmesso come da normative anti Covid-19 in streaming online, la 21ª Stagione concertistica dell’Orchestra dell’Università degli Studi di Milano è pronta per il suo secondo appuntamento, con tanto di prima esecuzione italiana.

Martedì 16 febbraio, sempre alle ore 19.00, dall’Aula Magna di Via Festa del Perdono 7, in live streaming sul canale video dell’Università degli Studi di Milano (https://video.unimi.it), l’Orchestra UniMi accoglierà sul palco il suo secondo direttore ospite dei cinque in programma per il cartellone 2020/2021.

Nayden Todorov, apprezzata bacchetta dell’Orchestra Filarmonica di Sofia, guiderà infatti, per la prima volta, la compagine milanese. Una presenza non scontata in un periodo di frontiere sigillate.

Ad aprire la serata, sarà la prima esecuzione italiana di The Big Bang and the Creation of the Universe op. 52 di Nimrod Borenstein (1969), in linea con la preziosa attenzione alla contemporaneità, tratto distintivo dell’Orchestra UniMi, che in ogni concerto propone un brano di un compositore vivente. Nato a Tel Aviv e cresciuto musicalmente tra Parigi e Londra, Borenstein è tra i grandi compositori affermati a livello globale, che al nostro Paese ha guardato anche recentemente con la composizione Cieli d’Italia, commissionata dal Quartetto di Cremona.

The Big Bang and the Creation of the Universe op. 52 è un brano puramente strumentale, di piacevolissimo ascolto, che vanta acclamate esecuzioni come quella diretta da Vladimir Ashkenazy. Eseguito per la prima volta nel 2009 presso il Sheldonian Theatre di Oxford, è composto da tre movimenti, in deciso contrasto tra loro, dedicati all’apparentemente incompatibile binomio formato dal tema della creazione, così come raccontato nella Genesi, e dalle più moderne teorie scientifiche sull’origine dell’universo. Un “viaggio al di fuori del tempo” – come lo definisce il compositore stesso – tra atmosfere di mistero e sospensione, perfettamente evocate dallo strumento protagonista per eccellenza di questo brano: il vibrafono. Il suo suono quasi magico si amalgama a quello di archi e fiati, creando l’illusione di una sonorità da grande orchestra.

«È un’opera in tre movimenti ricca di contrasti, caratterizzata da continui mutamenti di velocità, dinamica, densità e lunghezza – spiega Nimrod Borenstein. – Light, esplora il sentimento di meraviglia che ci coglie davanti a qualcosa di nuovo e conduce dal vuoto all’esuberanza dell’infinita molteplicità delle forme di vita.  Peace parla del silenzio e della calma imperturbabile della solitudine, come anche dell’aspetto più roseo dell’amore. Adam and Eve è una danza che celebra la vita, piena di energia e di sorprese».

A chiudere la serata sarà l’esecuzione della Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore op. 60 di Ludwig van Beethoven (1770-1827), composta dal genio tedesco nel corso del 1806, nello stesso anno di pubblicazione dell’Eroica, ma, a differenza di quest’ultima, caratterizzata da un’atmosfera per lo più tersa e luminosa, decisamente meno titanica, che segna per molti aspetti un ritorno allo spirito del classicismo tardo settecentesco. “Una snella fanciulla greca fra due giganti nordici”, come la definì emblematicamente Schumann, in riferimento proprio alla Terza e alla Quinta Sinfonia.

Nella speranza e nell’auspicio che l’andamento dell’epidemia renda possibile una prossima apertura in presenza di pubblico, per i concerti futuri la stagione sinfonica 2020/2021 dell’Orchestra UniMi manterrà l’ingresso ai concerti a titolo gratuito (con prenotazione obbligatoria).

Un ringraziamento speciale va alla Fondazione Cariplo e al Comune di Milano che negli anni hanno con costanza sostenuto l’attività concertistica dell’Orchestra Sinfonica UniMi, e al Conservatorio di Musica Giuseppe Verdi di Milano per la gentile collaborazione e per le riprese audio/video.

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