Lucerna: Chailly omaggia Abbado

Si chiude all’insegna della tradizione la serie di concerti della LFO al Lucerne Festival. È quanto avvenuto lo scorso 24 agosto, nella prima giornata soleggiata dopo abbondanti piogge: dal podio della sala del Kultur und Kongresszentrum (KKL), progettato da Jean Nouvel, Riccardo Chailly ha guidato i suoi nell’esecuzione della Sinfonia n. 6 di Gustav Mahler.
Una sorta di omaggio al suo predecessore, Claudio Abbado, di cui rimane indimenticabile l’interpretazione del 2006. L’organico orchestrale pare più vicino alla fisionomia con cui l’abbiamo conosciuto nella precedente era e l’identità della Lucerne Festival Orchestra sembra riemergere più chiaramente. Identità creata nel 2003, anno in cui viene rifondata da Claudio Abbado e dal sovrintendente del festival Michael Haefliger con l’intento di conservare la peculiarità voluta dal suo fondatore Arturo Toscanini. La storia di questo specialissimo ensemble affonda infatti le sue radici negli anni ’30, nel 1938 più precisamente, quando Toscanini, dopo l’annessione dell’Austria alla Germania del Terzo Reich, decise di non tornare al Festival di Salisburgo e riunì in un “Concerto di Gala” i più celebri virtuosi del tempo in un’unica orchestra d’eccezione. Per questo scelse proprio la Svizzera e Lucerna: il concerto si tenne davanti alla casa sul lago in cui Richard Wagner trascorse sei anni della sua vita.
Questa la tradizione, proseguita da Abbado con la sua “Orchestra degli amici”, in cui riunire solisti, cameristi, professori di musica di fama internazionale e membri delle più blasonate orchestre d’Europa (Berliner Philharmoniker, Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, Camerata Salzburg, Chamber Orchestra of Europe, Mahler Chamber Orchestra, Royal Concertgebouw Orchestra, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, per citarne alcune). Questa la tradizione di cui è oggi custode ed erede Riccardo Chailly. Con un sold out e una standing ovation finale è stato accolto l’ultimo concerto della LFO prima della tournée in Cina prevista per il mese di ottobre.  Fin dall’attacco del primo movimento, Allegro energico ma non troppo, si dipana il disegno interpretativo. Una fedele lettura degli smisurati e densi universi sinfonici del grande autore austriaco. Il suono è compatto e l’amalgama timbrico curato. La Sesta Sinfonia, composta nell’estate degli anni 1903 e 1904, finita di strumentare il 1° giugno 1905, eseguita per la prima volta a Essen il 27 maggio 1906 sotto la direzione dell’autore, rivede la luce con i suoi contrasti fatti di chiaroscuri affascinanti e ricchi di mistero, perfettamente resi nell’intenso dialogo tra le sezioni. Nel sacro fuoco di momenti di marziale e incalzante procedere sonoro che risolvono in aperture dalla luminosità dirompente. Una sintesi poetica di «lotta dell’uomo contro il destino» ben resa da quell’atmosfera di grande impatto emotivo che muove tra attimi di respiro vigoroso ad altri di struggente rimpianto.
La performance dell’orchestra ha mantenuto il carattere di perfezione a cui negli anni ha abituato il suo pubblico. La percezione di insieme delle sezioni, così come il loro dialogo, gli equilibri sonori e la duttilità con cui l’intero organico rende fedelmente l’universo sonoro voluto dall’autore, e il disegno interpretativo di chi con il suo gesto lo conduce rimangono la straordinaria peculiarità della LFO. Continua la magia di questo specialissimo ensemble.

Luisa Sclocchis
(24 agosto 2019)

La locandina

DirettoreRiccardo Chailly
Lucerne Festival Orchestra  
Programma:
Gustav Mahler (1860–1911)
Symphony No. 6 in A minor

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