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Madrid: una Carmen che sfida il destino

Carmen è quell “uccello ribelle” che muove i fianchi e cammina fiera e provocante lungo i sentieri della passione, della sregolatezza e dell’autenticità. Vive in bilico tra amore e desiderio perché la morte trionfi, ma anche perché ottenga il suo premio il fuoco del suo sguardo e quel vulcano di sentimenti che la definiscono come donna.

Senza dubbio, il tanto discusso empowerment femminile trova il suo fondamento nella personalità provocatoria dell’eroina di Bizet. Una donna dal cuore indomabile che ha adottato la passione come fulcro vitale per sopravvivere al tempo e restare attuale ed eterna. L’opera celebra 150 anni dal suo debutto — quel clamoroso scandalo all’Opéra-Comique di Parigi nel 1875 — e approda al Teatro Real nella produzione del  geniale e visionario Damiano Michieletto.
Sotto una evidente influenza lorchiana, Michieletto rielabora la storia della sensuale sigaraia ambientandola negli anni Settanta, in un borgo mediterraneo dove il gioco psicologico e la claustrofobia dominano la scena. La tragedia, nata dalla gelosia, si tinge ancora una volta di rosso — o forse di nero — trascinando follia e sregolatezza a danzare con la delusione.

Siamo di fronte a una coproduzione con la Royal Opera House di Londra — dove ha debuttato nell’aprile 2024 con grande successo — e con il Teatro alla Scala di Milano, che la ospiterà nel giugno 2026. Carmen è molto più di un’icona della lirica mondiale; la sua trama ha viaggiato tra cinema, danza, teatro e televisione.

Tutto ciò testimonia un successo che lo stesso Georges Bizet (1838-1875) non poté mai assaporare, poiché morì giovane, desolato e frustrato, tre mesi dopo la prima, a causa delle gelide critiche di un’epoca la cui moralità si scontrava con la rottura della convenzione. Inoltre, questa opera combina fin dalle origini numeri musicali e dialoghi parlati — caratteristica propria dell’opéra-comique — rafforzando così la carica drammatica e immergendo lo spettatore completamente nella storia.

Questa Carmen di oggi si presenta in un modo che non è passato inosservato: questa donna porta i pantaloni; la costumista Carla Teti propone un abbigliamento che, più che provocatorio, vuole essere identificativo.

Quando ci si lascia rapire dalla potenza vocale dell’artista protagonista, parliamo di Aigul Akhmetshina, il mezzosoprano russa che sfoggia un’arte vocale straordinaria. La sua interpretazione è autentica e scenicamente intensa, con una voce che riempie ogni spazio.
Accanto a lei, il tenore statunitense Charles Castronovo dà vita a un Don José colmo di sentimento e passione, con un fraseggio impareggiabile. Spicca anche la presenza di Lucas Meachem, baritono lirico che interpreta un brillante Escamillo.

Tuttavia, chi resta impressa nel cuore del pubblico per una magistrale interpretazione è il soprano guatemalteco Adriana González, la cui indimenticabile Micaela ci conquista mostrando uno strumento vocale semplicemente perfetto.

Sono loro a dar vita alla partitura sotto la bacchetta della straordinaria Eun Sun Kim. La direttrice coreana, alla guida della San Francisco Opera dal 2021, torna al Teatro Real, dove la sua carriera decollò nel 2008 dopo aver vinto il Concorso Jesús López Cobos. Kim rende la lettura musicale una delizia, infondendole una vitalità che ci rende partecipi di ogni suono, a partire da un preludio carico di brillante sonorità. È lei inoltre a guidare i Pequeños Cantores de la ORCAM, la cui presenza in scena è fondamentale in questa produzione.

La scenografia girevole di Paolo Fantin colloca l’azione in quegli anni Settanta con una personalità inconfondibile.

Carmen è e sarà sempre una forma unica di fare opera. Possiede un’identità irripetibile e un impatto totale. Particolarmente raffinata nell’arte di mantenere la tensione, l’opera di Bizet continua a ispirare altre discipline, rendendo eterno il suo lascito di libertà. 

Ricardo Ladrón de Guevara
(13 dicembre 2025)

 

Originales en español

Carmen: El Pájaro Rebelde que desafía al destino

Carmen es ese “pájaro rebelde” que mueve sus caderas y camina altiva y desafiante por los senderos de la pasión, el desenfreno y la autenticidad. Se debate entre el amor y el deseo para que la muerte salga victoriosa, pero también para que logre su premio el fuego de su mirada y ese volcán de sentimientos que la definen como mujer.

 

Sin duda alguna, el tan mentado empoderamiento femenino tiene su asidero en la desafiante personalidad de la heroína de Bizet. Una mujer de corazón indomable que ha utilizado la pasión como eje fundamental para sobrevivir al tiempo y mantenerse vigente y eterna. La ópera cumple 150 años de su estreno —aquel sonoro escándalo en la Opéra-Comique de París en 1875— y llega al Teatro Real de la mano del genial y vanguardista Damiano Michieletto. Bajo una influencia notoriamente lorquiana, Michieletto recrea la historia de la sensual cigarrera circunscribiendo la acción en los años setenta, en un pueblo mediterráneo donde el juego psicológico y la claustrofobia campan a sus anchas. La tragedia, que parte de los celos, se tiñe una vez más de rojo —o quizá de negro— para llevar la locura y el desenfreno a bailar con el desengaño.

Asistimos a una coproducción con la Royal Opera House de Londres —estrenada allí en abril de 2024 con gran éxito— y el Teatro alla Scala de Milán, donde se presentará en junio de 2026. Carmen es mucho más que un icono de la lírica mundial; su argumento ha navegado por el cine, la danza, el teatro y la televisión. Esto hace fehaciente un éxito que el propio Georges Bizet (1838-1875) nunca pudo disfrutar, pues murió joven, desolado y frustrado tres meses después del estreno debido a las gélidas críticas de una época cuya moralidad chocaba frontalmente con la ruptura de lo convencional. Además, esta obra combina desde sus inicios números musicales y diálogos hablados —característica propia de la opéra-comique—, lo que refuerza la carga dramática y sumerge al espectador de lleno en la historia.

Esta Carmen de hoy viste de una manera que no ha pasado desapercibida: esta mujer va de pantalones. La figurinista Carla Teti propone un vestuario que, más que rompedor, busca ser identificativo. Cuando uno se extasía con la potencia vocal de la artista principal, hablamos de Aigul Akhmetshina, la mezzosoprano rusa que hace gala de un arte vocal extraordinario. Su interpretación es veraz y cargada de autenticidad escénica, con una voz que lo llena todo. A su lado, el tenor estadounidense Charles Castronovo ejecuta un Don José cargado de sentimiento y pasión, con un fraseo incomparable. Destaca también la presencia de Lucas Meachem, barítono lírico que encarna a un brillante Escamillo. Sin embargo, quien queda grabada en el gusto del público por una interpretación magistral es la soprano guatemalteca Adriana González, cuya inolvidable Micaela nos cautiva al demostrar un aparato vocal simplemente perfecto.

Ellos son quienes dan vida a la partitura bajo la batuta de la grandiosa Eun Sun Kim. La directora coreana, al frente de la Ópera de San Francisco desde 2021, regresa al Teatro Real, donde su carrera despegó en 2008 tras ganar el Concurso Jesús López Cobos. Kim hace de la lectura musical una delicia, dotándola de una vitalidad que nos hace partícipes de cada sonido, empezando por un preludio cargado de brillante sonoridad. Es ella también quien guía a los Pequeños Cantores de la ORCAM, cuya presencia en el escenario es fundamental en esta puesta en escena. La escenografía giratoria de Paolo Fantin sitúa la acción en esos años setenta con una personalidad inconfundible.

Carmen es y será siempre una forma en sí misma de hacer ópera. Posee una identidad única y un impacto total. Especialmente exquisita en el arte de mantener la tensión, la obra de Bizet continúa inspirando a otras disciplinas, haciendo eterno su legado de libertad.

Ricardo Ladrón de Guevara

La locandina

DirettriceEun Sun Kim
RegiaDamiano Micheletto
ScenePaolo Fantin
CostumiCarla Teti
LuciAlessandro Carletti
DramaturgElisa Zaninotto
Personaggi interpreti:
CarmenAigul Akhmetshina
Don JoséCharles Castronovo
EscamilloLucas Meachem
MicaëlaAdriana González
ZunigaDavid Lagares
MoralèsToni Marsol
FrasquitaNatalia Labourdette
MercédèsMarie-Claude Chappuis
Le DancaïreLluís Calvet
Le RemendadoMikeldi Atxalandabaso
Orchestra e Coro del Teatro Real  
Piccoli Cantori dell’ORCAM
Maestro del CoroJosé Luis Basso
Direttrice del Coro di voci biancheAna González

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