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Milano: alla Scala trionfa il lirismo di Anne-Sophie Mutter

Se la filologia ha ristabilito dei criteri nell’ordine della prassi esecutiva, al tempo stesso ha posto dei limiti settoriali irrigidendo a priori l’ascolto. L’effetto è il seguente: di fronte a una lettura estremamente musicale, ricca di spunti, intenzioni e inventione -nell’accezione più barocca del termine- spesso si sentono commenti negativi perché considerata fuori stile. 

Poiché, per nostra fortuna, le prime incisioni risalgono agli inizi del secolo scorso, non sapremo mai la verità. Tuttavia abbiamo una (ma anche più di una) certezza: Anne-Sophie Mutter.

Sin dai suoi esordi la cifra stilistica della violinista tedesca di è basata su un equilibrio interpretativo fondato sulla ricerca del così detto «bel suono» che, sostenuto da una tecnica sapiente, le ha permesso di conquistare un’identità artistica riconoscibile e inconfondibile.

Sta di fatto che se il Mozart o addirittura il leggendario Vivaldi della Mutter – alla corda, vibrato, ricco di sonorità e qualche abbandono – può far storcere il naso a coloro che hanno sentito Mozart e Vivaldi suonare la propria musica in modo asettico, personalmente li trovo non solo estremamente coinvolgenti ma anche particolarmente aderenti alla scrittura e pertanto convincenti. 

Veniamo alla serata scaligera. 

Un concerto da camera in un grande teatro affollato da un pubblico in trepidante attesa di ascoltare un’artista che con la sua grazia ed eleganza non ha mai deluso il suo pubblico. Al suo fianco il pianista e compagno di vita Lambert Orkis.

Un vero connubio artistico che si è materializzato dai primi arpeggi della Sonata n. 27 in sol maggiore K 379 di Wolfgang Amadeus Mozart, una delle pagine più sperimentali del genio di Salisburgo in cui la parte pianistica è al pari livello di quella del violino. 

Fra i due strumenti si instaura un vero e proprio dialogo in cui l’alternarsi non è altro che uno scambio reciproco di garbati affetti e galanterie. La lettura che ne scaturisce è all’insegna del puro gusto cameristico fatta di sonorità soavi, ampi respiri, cantabilità anche nelle agilità. 

Una giocosa poesia in cui alla raffinata articolazione di Orkis han fatto da contrappunto le ricercatissime sonorità della Mutter, dai pizzicati morbidi, alle agilità mai sterili, il tutto in un’aura di idilliaca bellezza.

In questo clima si inserisce anche la Sonata n. 5 in fa maggiore op. 24 “La Primavera” di Ludwig van Beethoven. Il tema spensierato del primo movimento che dà il titolo alla Sonata, viene esposto da Anne-Sophie Mutter con sognante trasporto, rendendolo sempre più lirico ad ogni ripresa. 

È un Beethoven levigato, mai sgranato, ricco di abbandoni soprattutto nel intenso Adagio molto espressivo in cui la qualità del pianissimo ha creato atmosfere di prodigioso silenzio. Dettagliatissimo lo Scherzo in cui il duo Mutter-Orkis ha sfoderato un controllo e virtuosismo di tocco da manuale, così come nel Rondò finale, in cui l’indicazione Allegro ma non troppo, se presa alla lettera, consente di mantenere, confermandolo, il carattere primaverile esposto nel primo movimento.

Il lirismo prosegue nei bagliori francesi della Sonata in la maggiore di César Franck in cui le sonorità violinistiche si fanno più corpose. Tuttavia se nelle precedenti pagine il tocco di Orkis è stato ottimale, in Franck è mancata, soprattutto nei primi due movimenti, quella pastosità necessaria per arricchire di armonici la parte solistica. 

Anche in questo capolavoro Anne-Sophie Mutter restituisce una lettura elegiaca, con sonorità certamente più vivide ma sempre permeate di quella allure di indescrivibile eleganza. Così come Beethoven, anche Franck è prodigo di indicazioni e il finale Allegretto poco mosso, spesso affrontato con impeto, riacquisisce con Anne-Sophie Mutter il carattere espressionista del romanticismo di Franck.

Pubblico in delirio. Due bis John Williams, di cui la Mutter ha inciso pagine alquanto interessanti e Johannes Brahms.

Il Novecento metronometrico ha dato importanti contributi ora però torniamo a cantare laddove ci è concesso.

Gian Francesco Amoroso 

13 febbraio 2022

Teatro_alla_Scala
Teatro_alla_Scala

La locandina

ViolinoAnne-Sophie Mutter
PianoforteLambert Orkis
Programma
Wolfgang Amadeus Mozart
Sonata in sol magg. K 379
Ludwig van Beethoven
Sonata n. 5 in fa magg. op. 24 “La Primavera
César Franck
Sonata in la magg.

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