Milano: Dohnányi e Buchbinder con la Filarmonica della Scala

Tre grandi autori e due straordinari interpreti sono stati protagonisti del settimo appuntamento della Filarmonica della Scala.

Al suo ingresso l’orchestra si è disposta alla tedesca lasciando presagire la provenienza e le intenzioni sonore del direttore.

Con l’ouverture Egmont di Ludwig van Beethoven Christoph von Dohnányi ci proietta immediatamente nelle tensioni drammatiche della tragedia di Goethe. Il suono cupo, tutto alla corda che Dohnányi ottiene dall’orchestra è mantenuto anche nel finale trionfale, a voler sottolineare il peso di una vittoria conquistata tramite il sacrificio di un eroe.

Di tutt’altro respiro la seconda pagina in programma: il concerto n. 22 in mi bemolle maggiore K 482 di Wolfgang Amadeus Mozart.

Rudolf Buchbinder, al pianoforte, già dall’introduzione orchestrale entra nello spirito della partitura mozartiana, consapevole che in questo primo movimento la sua parte è in serrato dialogo con l’orchestra. I toni patetici del secondo movimento sono a tratti dilatati da abbandoni estatici, mentre nel Rondò finale il clima festoso è sostenuto da una fresca cantabilità.

La varietà di fraseggio di Buchbinder è tale che anche i passi più virtuosistici risultano finemente cesellati, conferendo a questo concerto una lettura cameristica di ampio respiro.

Ovazioni e richieste di bis (non esauditi).

A conclusione del programma la Sinfonia n. 3 in fa maggiore op. 90 di Johannes Brahms in cui Christoph von Dohnányi cambia nuovamente colore all’orchestra, ottenendo un suono estremamente poetico.

Nonostante l’età avanzata possa ridurre la plasticità del gesto e il vigore di certi slanci, un anziano maestro ha dalla sua parte l’esperienza di una vita, la conoscenza approfondita della partitura, la capacità di intervenire sull’orchestra nei momenti giusti, ottenendo fraseggi e dilatazioni ritmiche che solo una bacchetta esperta è capace. Particolarmente ispirato il terzo movimento la cui introspezione ha avuto punte di alta spiritualità.

Calorosi applausi per il maestro Christoph von Dohnányi che ritroveremo a novembre nell’Elektra di Strauss con la regia dell’indimenticato Patrice Chéreau.

Gian Francesco Amoroso
(5 aprile 2018)

La locandina

Filarmonica della Scala
DirettoreChristoph von Dohnányi
PianoforteRudolf Buchbinder
Programma:
Ludwig van Beethoven
Egmont, ouverture in fa min. op. 84
Wolfgang Amadeus Mozart
Concerto n. 22 in mi bem. magg. KV 482
per pianoforte e orchestra
(cadenze del primo e terzo movimento di Rudolf Buchbinder)
Johannes Brahms
Sinfonia n.3 in fa magg. op. 90

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