Milano: il Mahler inedito per la Filarmonica della Scala

Con un programma monografico interamente dedicato a Gustav Mahler è tornata sul palco del Piermarini la Filarmonica della Scala. A guidarla, lo scorso 28 febbraio – e nei giorni successivi 1 e 2 marzo – il suo Direttore Principale Riccardo Chailly. Una serata all’insegna di Mahler a conferma del suo grande legame con la musica del genio austriaco, autore dal cui ascolto derivò, fin da bimbo, la decisione di dedicarsi alla professione di Direttore d’Orchestra. Mahler, per Chailly motivo di studio incessante e fil rouge della carriera artistica, basti ricordare i due cicli sinfonici incisi nel 2005 con il Koninklijk Concertgebouworkest di Amsterdam per Decca e nel 2014 con il Gewandhausorchester di Lipsia per Accentus. Così come il grande Mahler Festival promosso dal Maestro a Lipsia nel 2011, centenario della morte del compositore, con la partecipazione di orchestre, direttori e studiosi da tutto il mondo. Ad iniziare l’uditorio alle suggestive atmosfere mahleriane le toccanti armonie del Nicht zu schnell dal Quartetto con pianoforte in la minore nell’orchestrazione di Colin Matthews in prima esecuzione in Italia. Nella trascrizione del primo movimento dell’incompiuto quartetto mahleriano Quartettsatz, unica composizione cameristica di Mahler riconducibile alla produzione giovanile, commissionata dalla Konzergebouworkest ed eseguita per la prima volta ad Amsterdam nel novembre 2009, risultano evidentemente mahleriani l’atmosfera cupa e gesti ampi, quasi sinfonici, del materiale tematico. La lettura di Chailly e della compagine orchestrale scaligera appare precisa e coinvolgente. Si prosegue con il Symphonisches Präludium – brano risalente al 1876 attribuito ora a Mahler ora a Bruckner, fino alla definitiva paternità mahleriana affermata dagli studi di Donald Mitchell e David Matthews – altra prima esecuzione in Italia nella ricostruzione di Albrecht Gürsching. Ma è la seconda parte del programma che vede protagonista la monumentale Sinfonia n. 5 in do diesis minore a suscitare nel pubblico maggiore entusiasmo. Composta durante il periodo di villeggiatura di Meiernigg tra il 1901 e il 1902 e poi rielaborata più volte fino alle ultime varianti del 1911. Aperta da un’imponente marcia funebre, rappresenta uno degli apici del virtuosismo compositivo di Mahler. Un indiscusso capolavoro del periodo tardo romantico. La sua prima esecuzione risale all’ottobre del 1904 in un concerto a Colonia diretto dallo stesso autore. L’organico è denso e corposo. La bacchetta di Chailly forgia il suono dell’orchestra, il risultato è forse meno denso di pathos e chiaroscuri di come la scrittura vorrebbe nonostante le immagini evocate di stati d’animo e l’abbandono alla suggestione dei sensi emergano evidenti fin dalla tonalità d’impianto della sinfonia. «É fatta di musica appassionata, selvaggia, piena di pathos, briosa, solenne, delicata e piena di tutte le sensazioni dell’anima umana», queste le parole di Bruno Walter sulla Quinta Sinfonia. Non a caso paragonata al romanzo proustiano dove realtà e immaginazione si fondono in un modello sintattico ed estetico in continuo sviluppo e mutamento. La dilatazione dei tempi, la sempre maggiore densità dei contenuti sviluppati in forza della loro astrattezza raggiungono l’apice nel centro della sinfonia, il terzo movimento, lo Scherzo: un trasognato valzer viennese dal carattere selvaggiamente tracotante. Lo stesso Mahler descrive questo movimento come «estremamente difficile da portare a termine, per via della struttura e dell’enorme abilità artistica richiesta in ogni relazione e dettaglio. Come in un duomo gotico, l’apparente confusione deve tramutarsi in supremo ordine e armonia […]» Dalla sprizzante vitalità si passa al lacerante dolore dell’addio del celebre Adagietto, per concludere sull’ironica serenità del Finale. In qualche misura lontana rispetto alle aspettative la resa dal punto di vista espressivo. La precisione del gesto di Chailly si traduce esattamente in materiale sonoro ad opera dei suoi. La lettura di queste pagine risulta partecipe anche se talvolta pare che le molteplici sfumature della vasta tavolozza di colori a cui si potrebbe attingere si riducano quasi ai colori primari, così come si percepisce meno avvolgente ed omogenea la massa sonora dell’imponente organico.

Luisa Sclocchis
(28 febbraio 2019)

La locandina

Filarmonica Della Scala
DirettoreRiccardo Chailly
Programma:
Gustav Mahler
Nicht zu schnell

Dal Quartetto con pianoforte in la min.

(orchestrazione di Colin Matthews)

Prima esecuzione in Italia

Symphonisches Präludium

(ricostruzione di Albrecht Gürsching)

Prima esecuzione in Italia

Sinfonia n. 5 in do diesis min.

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