Milano: Kožená-Rattle, atmosfere mitteleuropee in una serata d’autunno

Sotto le battenti piogge milanesi, si è tenuto il 20 ottobre alla Scala il concerto straordinario del mezzosoprano Magdalena Kožená e del direttore Sir Simon Rattle, accompagnati da un quintetto di solisti: Giovanni Guzzo (violino), Amihai Grosz (viola), Dávid Adorján (Violoncello), e Kaspar Zehnder (flauto) e Andrew Marriner (clarinetto).

Il programma spazia tra alcuni importanti autori del lied europeo, proponendo un’antologia di composizioni ispirate alla letteratura e alla natura.  Il concerto si apre con Chasson, e prosegue con Stravinskij, Ravel e Strauss. La prima parte della serata è un po’ in sordina, forse Stravinskij non arriva, forse la temperatura emozionale della sala, non strapiena, non riesce a salire. Con la seconda parte, invece, arriva la magia.

I cinque lieder di Brahms tengono il pubblico sul filo emozionale del rasoio: la raffinata vocalità di Magdalena Kožená cuce una trama di atmosfere e dinamiche ben coordinate con l’ensemble.  Con Janacek, e soprattutto Dvorak, si assiste a un crescendo emozionale. In un istante di silenzio, si leva un “Brava!” tra il pubblico e gli applausi non si risparmiano. Il mezzosoprano ceco è a suo agio specialmente nel suo repertorio nativo e riesce a esprimere la tavolozza di colori ed emozioni di che un programma così variegato (circa otto tipologie di canzoni in quattro lingue diverse) richiede.

Sentire il grande Sir Rattle come pianista non è cosa da tutti i giorni. Il merito del grande direttore, qui, è quello di tessere un tappeto pianistico delicato, ma assertivo, capace di legare il canto agli assoli strumentali e di impreziosire l’idea musicale complessiva. Operazione riuscitissima considerando che si tratta di un concerto d’ensemble e non di un recital vocale o pianistico.

Complice un repertorio cameristico intimo e un Piermarini semivuoto, l’effetto è quello – bello – di sentirsi in un salotto tedesco in cui un gruppo di amici suonano – bene – per altri amici.

Tra i bis, rimane impresso il violino di Giovanni Guzzo che ha infuso nella sala un momento di alta poesia.

Il concerto è riuscitisismo, nonostante il pubblico esiguo, gli applausi sono intensi e gravidi di partecipazione.

Pietro Gandetto
(20 ottobre 2019)

La locandina

MezzosopranoMagdalena Kožená
PianoforteSimon Rattle
ViolinoGiovanni Guzzo
ViolaAmihai Grosz
VioloncelloDávid Adorján
FlautoKaspar Zehnder
ClarinettoAndrew Marriner
Programma:
Ernest Chausson
Chanson perpétuelle op. 37
Igor’ Stravinskij
Three songs from William Shakespeare
Richard Strauss
Drei Lieder der Ophelia, op. 67
Maurice Ravel
Chanson madécasses
Johannes Brahms
Fünf Ophelia – Lieder
2 Gesänge, op. 91
Leoš Janáček
Říkadla
Antonín Dvořák
Sei arie da Cigánské melodie op. 55 (arr. Duncan Ward)

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