Milano, la Nona essenziale di Chailly

L’impianto vitalistico della Sinfonia n. 9 di Ludwig van Beethoven, in cui sembrano riassumersi secoli di storia della musica, va oltre il suo essere “monumentale” se si pensa questa pagina con estremo dinamismo. Sebbene, infatti, Beethoven sia il primo compositore a restituirci delle partiture piuttosto articolate e particolarmente dettagliate -tanto da far credere che non ci sia spazio per uno scavo interpretativo da parte dell’esecutore- in  realtà i documenti discografici e la memoria degli ascolti ci restituiscono un panorama alquanto variegato.

Naturalmente nel duecentocinquantesimo anniversario della nascita del genio di Bonn non poteva mancare un doveroso omaggio, nonostante i mesi migliori del 2020 siano stati funestati dalla chiusura forzata delle attività artistiche a causa del Covid-19. E così il Teatro alla Scala, dopo timidi tentativi, riapre solennemente i battenti con l’ultimo dei capolavori sinfonici beethoveniani.

«Per fare musica dobbiamo essere tutti insieme» esordisce il sovrintendente Dominique Meyer nel suo breve discorso introduttivo. Grande verità. In questi lunghi mesi di blocco totale, in cui si sono sperimentate molte vie per cercare di far sopravvivere le attività artistiche (e gli artisti), ci si è resi conto che il far musica dal vivo è e rimarrà sempre un presupposto imprescindibile.

Al riguardo, in seguito ai decreti sul distanziamento, la Scala, al fine di riprendere le fila della stagione autunnale, ha predisposto uno spazio che occupa gran parte del palcoscenico sopperendo ai problemi acustici con una serie di pannelli atti alla veicolazione del suono.

Sul podio Riccardo Chailly, dopo il trionfale successo del concerto con la Filarmonica della Scala in piazza Duomo, affronta la “Nona” con aderenza alla scrittura beethoveniana senza particolari slanci enfatici o abbandoni lirici, restituendo una lettura essenziale che ha dato risalto alla componente strutturalista.

Il quartetto vocale, composto da Krassimira Stoyanova, Ekaterina Gubanova, Michael König e Tomas Konieczny, ha completato la resa esecutiva impreziosita dal sempre sfavillante coro scaligero istruito dal maestro Bruno Casoni.

Lunghi applausi, naturalmente, per uno dei più importanti capolavori di tutti i tempi.

All’uscita dal teatro molte considerazioni sul distanziamento delle maestranze e il pubblico decimato. Resta la viva speranza di tornare alla normalità nonché il desiderio  e la necessità di poter fruire di nuove e stimolanti programmazioni in cui oltre ai titoli consueti si auspicano capolavori da (ri)scoprire.

Gian Francesco Amoroso
(14 settembre 2020)

La locandina

DirettoreRiccardo Chailly
SopranoKrassimira Stoyanova
MezzosopranoEkaterina Gubanova
TenoreMichael König
BassoTomasz Konieczny
Coro e Orchestra del Teatro alla Scala
Maestro del CoroBruno Casoni
Programma:
Ludwig van Beethoven
Sinfonia n. 9 in re min. op. 125

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