Milano: l’incantevole debutto del Quartetto Hermès alla Società del Quartetto

Nonostante la giovane età dei componenti, il Quartetto Hermès vanta già un curriculum piuttosto interessante: importanti premi internazionali, concerti in prestigiosi festival e tre incisioni discografiche.

Omer Bouchez, Elise Liu (violino), Yung-Hsin Chang (viola) e Anthony Kondo (violoncello) per il loro debutto alla Società del Quartetto hanno presentato pagine di raffinato virtuosismo in cui è stata prevista la presenza del pianista Gabriele Carcano.

Primo brano in programma l’incantevole Quintetto n. 1 in re minore op. 89 di Gabriel Fauré, composizione poco frequentata di un autore ancora troppo sconosciuto per il pubblico italiano. L’incanto ha inizio già con le prime note in arpeggio del pianoforte sulle quali si eleva limpido il tema del secondo violino e al quale si intrecciano gli altri strumenti in una rapsodica fusione di impasti sonori dai quali emergono i caratteristici bagliori armonici della poetica di Fauré. Ricco di tenue pathos il secondo movimento viene affrontato con accurata ricerca timbrica per poi cedere il passo al finale da un’intima, controllata esuberanza.

Le trasparenti sonorità e la freschezza delle intenzioni del Quartetto Hermès unite all’equilibrio interiore di Gabriele Carcano hanno reso particolarmente intelligibile questa pagina di Fauré nella quale anche la sola cura del dettaglio rischierebbe di appesantire l’esecuzione.

Dalle tinte pre-espressionistiche di Fauré lo scenario muta improvvisamente con le prime note del Quartetto in mi bemolle maggiore op. 33 n. 2 “Lo Scherzo” di Franz Joseph Haydn. L’esprit fin’ora espresso cede il passo a una sottile ironia –da qui il sottotitolo– in cui le parti giocano in un innovativo compromesso fra contrappunto e stile operistico all’italiana.

L’incanto si rinnova non solo per la chiarezza del fraseggio e il respiro unitario, ma anche per la sorprendente purezza dell’intonazione.

Infine col Quintetto in fa minore op. 34 di Johannes Brahms –uno dei lavori più travagliati e tormentati del compositore tedesco­– il clima s’incupisce e la vena brahmsiana di Gabriele Carcano emerge in tutta la sua maturità interpretativa. Se nelle pagine precedenti una certa trasparenza sonora era congeniale a mettere in risalto la scrittura, in Brahms la mancanza di un suono più scuro –nonstante gli accesi slanci e impeti del giovane quartetto– ha evidenziato il valore strutturale di questa monumentale opera a scapito di una lettura introspettivo-tardo-romantica.

Gabriele Carcano suona da vero camerista, consapevole degli equilibri da mantenere in un gioco caleidoscopico di timbri che ben si amalgamano con le intenzioni degli archi.

Il pubblico della Società del Quartetto, che probabilmente non si aspettava di assistere a una serata così coinvolgente, ha accolto con generoso entusiasmo questa compagine cameristica che ci auguriamo di poter riascoltare nelle prossime stagioni.

Gian Francesco Amoroso
(26 marzo 2019)

La locandina

Quartetto Hermès
PianoforteGabriele Carcano
Programma:
Gabriel Fauré
Quintetto n. 1 in re minore op. 89
Franz Joseph Haydn
Quartetto in mi bemolle maggiore op. 33 n. 2 Hob.III.38 “Lo Scherzo”
Johannes Brahms
Quintetto in fa minore op. 34

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