Milano: Lucerne Festival Orchestra e Malofeev ospiti della Scala per la Croce Rossa Italiana

Un programma monografico dedicato al genio russo di Sergej Rachmaninov è ciò che la Lucerne Festival Orchestra ha proposto per la sua tappa milanese al Piermarini, lo scorso 6 ottobre 2019. Sul podio il suo direttore musicale Riccardo Chailly, solista il biondissimo, diciottenne il prossimo 21 ottobre, pianista di origine russa Alexander Malofeev. «L’ultimo fenomeno della scuola pianistica russa…», come lo definisce Il Corriere della sera.

Un concerto benefico a sostegno dei progetti della croce Rossa di Milano per le persone vulnerabili che ha riunito un pubblico eterogeneo quanto caloroso ed entusiasta. La serata, unica a precedere la tournée della LFO in Cina, si è aperta sul Terzo Concerto in re minore op. 30 per pianoforte e orchestra di Sergej Rachmaninov, il “diabolico” e sanguigno Rach 3. Un caposaldo del repertorio pianistico tardoromantico dalla nota difficoltà tecnica ed interpretativa. Un adorato e temuto inno al virtuosismo trascendentale tardo-ottocentesco, divenuto ancor più celebre grazie alla pellicola Shine, storia di vita del pianista australiano David Helfgott, magistralmente interpretato da Geoffrey Rush. Una pietra miliare di cui nel 1942 lo stesso Rachmaninov, dopo aver assistito all’interpretazione da parte di Horowitz, dichiarò: «Questo è il modo in cui ho sempre sognato venisse eseguito il mio concerto, ma non mi sarei mai aspettato di ascoltarlo così in questo mondo».

Ma, torniamo alla sublime performance: avanza sul palco con incedere sicuro il giovanissimo interprete. Lo sguardo è fiero e deciso. Con funambolica disinvoltura le sue mani si muovono sugli ottantotto tasti: nonostante la giovanissima età, precisione ed estrema facilità tecnica si uniscono ad una singolare maturità interpretativa. Il risultato è un Rach 3 denso, energico, ricco di pathos e profondo struggimento. Trova fedele lettura quella musica che «nasce dal cuore e si rivolge al cuore». D’altronde, la sua interpretazione di riferimento è esattamente quella dello stesso autore, il Sergej verso cui Malofeev nutre una profonda ammirazione fino a considerarlo «un dio come compositore e pianista». La Lucerne Festival Orchestra segue le sinuose volute nel gesto della sua guida, le trasforma in suono, in armonia, in musica. Nonostante l’acustica, molto differente da quella del KKL di Lucerna in cui la ascoltiamo di consueto, la sua voce resta inconfondibile. La compattezza degli archi, tale da rendere la percezione di ogni sezione come di un solo grande strumento, il carattere, l’eleganza e la fluidità del fraseggio ma soprattutto la gioia del potersi ritrovare a “far musica insieme” tra amici secondo l’imprinting di matrice abbadiana. Il suono corre, cattura e coinvolge. L’uditorio, avviluppato nelle sue trame fin dall’incipit del tema iniziale, si culla tra le molteplici e raffinate rese dinamiche e, come ammaliato, lascia trasparire espressioni di compiaciuto godimento. L’orchestra di stelle del panorama classico internazionale non delude. Così come l’interpretazione di Malofeev, degna del suo ispiratore, lo stesso Rachmaninov, la cui vigorosa ed epica interpretazione ci giunge scolpita su disco come testimonianza di un geniale pianista-compositore alle prese con la sua stessa opera.

La serata prosegue con un altro 3, quello della Sinfonia in la minore, op. 44. Nata negli Stati Uniti, dove Rachmaninov si rifugiò per non essere travolto dalla Rivoluzione d’ottobre e dopo il tentativo di rifugio in Svezia e Danimarca. Considerata l’opera di un musicista in preda alla malinconia, nonostante la partitura fosse stata affidata ai musicisti prodigiosi della Philadelphia Orchestra, diretti dal grande Leopold Stokowski, fu accolta senza entusiasmo. E bollata dalla critica come anacronistica, nonostante contenesse in modo inequivocabile l’esperienza del cinema. La lettura della LFO è sincera, appassionata.

La percezione di insieme delle sezioni, così come il loro dialogo, gli equilibri sonori e la duttilità con cui l’intero organico rende fedelmente l’universo sonoro voluto dall’autore, e il disegno interpretativo di chi con il suo gesto lo conduce, rimangono la straordinaria peculiarità di questa speciale compagine orchestrale.

Luisa Sclocchis
(6 ottobre 2019)

La locandina

DirettoreRiccardo Chailly
PianoforteAlexander Malofeev
Lucerne Festival Orchestra
Programma:
Sergej Rachmaninov 
Concerto n. 3 in re min. op. 30 per pianoforte e orchestra
Sinfonia n. 3 in la min. op. 44

Compila il form sottostante

Prego Login per commentare

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

  Iscriviti  
Notificami