Milano: Semele, la perfezione di Gardiner

Semele, oratorio profano in tre atti di Georg Friedrich Händel, debutta in tutto il suo splendore alla Scala in una serata a scopo benefico per celebrare il sessantesimo anniversario dell’Opera San Francesco per i poveri. La fondazione, che non ha bisogno di presentazioni, nel suo costante e capillare operato sul vasto e complesso territorio milanese, è un punto di riferimento imprescindibile per coloro che vivono in difficoltà.

Il pubblico, accorso numeroso, ha avuto il privilegio di assistere a un capolavoro –purtroppo poco frequentato – dell’epoca barocca.

L’indagine sulla natura di Semele, il cui libretto di William Congrave è ispirato alle Metamorfosi di Ovidio, ha trovato il giusto equilibrio espressivo nella realizzazione semiscenica di Thomas Guthrie.

Gli essenziali elementi scenici, i movimenti corali ben definiti, i personaggi stilizzati nei costumi di Patricia Hofstade e le luci delicate di Rick Fisher hanno conferito leggerezza e fascino a una partitura alquanto articolata. Tre atti, piuttosto lunghi, ma intrisi di fresca bellezza e rinnovata invenzione musicale anche laddove Händel ripropone bagliori  di opere preesistenti.

Spiccano gli interventi corali di stampo oratoriale, i recitativi carichi di raffinata retorica, gli affetti più cantabili, le arie di furia, i virtuosismi esasperati che nel loro alternarsi restituiscono quello stile “fantastico” che tanto suscitava stupore e meraviglia nell’ascoltatore.

A rivelarci questa lussureggiante partitura è stata una delle più importanti compagini barocche: il Monteverdi Choir e gli English Baroque Soloists diretti dal loro glorioso fondatore John Eliot Gardiner.

Gardiner, attentissimo all’articolazione del fraseggio e agli accenti drammatici, concerta con l’eleganza che lo contraddistingue anche le parti più concitate, non eccedendo mai in sonorità forzate e lasciando sempre spazio a un respiro di estrema cantabilità.

Ad assecondarlo in tutto e per tutto il Monteverdi Choir, che non si scompone nemmeno nelle scene in cui l’azione si fa più animata, e gli English Baroque Soloists insuperabili per ricerca di stile e bravura tecnica.

Perfettamente inserito nel disegno musicale di Gardiner, il giovanissimo cast, composto da Louise Alder, Hugo Hymas, Gianluca Buratto, Lucile Richardot, Carlo Vistoli ed Emily Owen, ha delineato con freschezza di mezzi vocali e temperamentosi intenti il carattere e i legami amorosi dei personaggi.

Il pubblico, conquistato da questo imponente affresco händeliano, ha espresso con calorosi consensi il proprio entusiasmo per un oratorio profano (inspiegabilmente) sconosciuto, dimostrando che il successo di uno spettacolo può avvenire anche con un semplicissimo ma efficace apparato scenico nonché con una solida compagine musicale. Ci auspichiamo pertanto che il cartellone scaligero ospiti più spesso produzioni simili.

Gian Francesco Amoroso
(6 maggio 2019)

La locandina

DirettoreJohn_Eliot Gardiner
RegiaThomas Guthrie
CostumiPatricia Hofstede
LuciRick Fischer
Personaggi e Interpreti
SemeleLouise Alder
JupiterHugo Hymas
Gadmus/SomnusGianluca Buratto
Ino/JunoLucile Richardot
AthamasCarlo Vistoli
IrisEmily Owen
English Baroque Soloists
Monteverdi Choir

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