Milano: spunta il talento di Clara Baget all’Orchestra UNIMI

La Basilica di San Marco è da sempre un luogo per la musica a Milano, in particolare per il repertorio sinfonico e sinfonico-corale.  Anche in questa occasione, un concerto straordinario dell’Orchestra Unimi in ricordo di alcune figure filantropiche che hanno lascito il segno nel recente passato milanese, la cittadinanza accorre numerosa riempiendo la Basilica per un programma tutto dedicato a Beethoven: in cartellone il Primo concerto per pianoforte e orchestra in do maggiore op.15 ed il Concerto per violino e orchestra in re maggiore op.61. Il pianista napoletano, ma milanese di adozione, Bruno Canino e la violinista Alessandra Sonia Romano sono diretti dalla giovanissima bacchetta di Clara Baget.

È proprio la ventitreenne direttrice francese la grande sorpresa di questo concerto, scovata dalla Direttrice Generale dell’orchestra Luisella Molina nel mare magno di giovani talenti, veri e presunti, che ogni anno cercano di ritagliarsi uno spazio all’interno della scena musicale. Fin dalle battute introduttive del concerto per pianoforte la Baget cattura per il fraseggio naturalissimo e per un suono curato in particolare negli archi. Bruno Canino, classe 1935, vive in questa serata una seconda giovinezza proponendo un’esecuzione fresca e praticamente scevra da imprecisioni, con alcuni lievi accomodamenti di metronomo, ma nel complesso di ottima fattura. L’intesa con la Baget sembra molto facile, quasi istintiva in un continuo rincorrersi dei ruoli: lui suggerisce e lei segue e viceversa, in un naturale quanto gradevole scambio dialogico tra i due, ovvero tra pianoforte ed orchestra.

Al termine del concerto il Maestro Canino concede come bis il Vivace dalla sonata op.79 dell’autore di Bonn, brevissimo cameo di una delle meno conosciute sonate tra le trentadue, una pagina discreta ma significativa, un po’ come l’attività dei filantropi dedicatari della serata.

Più difficile, ma non meno felice, il rapporto tra l’op.61 e la violinista Alessandra Romano. Di fronte ad un peso massimo della letteratura per violino e orchestra come il concerto di Beethoven qualunque solista è in soggezione. La Romano viene a capo della partitura con qualche momento di esitazione, ma sempre con unità di intenti e coesione con l’orchestra, merito soprattutto dell’elasticità e dell’attenzione della Baget nell’accompagnarla, che con un gesto non sempre chiarissimo (peccato di gioventù) riesce a trarre dall’orchestra quello che molti direttori anche più blasonati non erano riusciti ad ottenere.

Luca Di Giulio
(10 maggio 2022)

La locandina

DirettoreClara Baget
PianoforteBruno Canino
ViolinoAlessandra Sonia Romano
Orchestra UNIMI
Programma:
Ludwig van Beethoven
Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in do maggiore op. 15
Ludwig van Beethoven
Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 61

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