Milano: the Book of Mormon arriva in originale

Imprevedibile, graffiante, spiazzante, irriverente ma anche politicamente scorretto a un livello tale da rivelarsi irresistibile.

The book of Mormon uno dei musical più acclamati a Broadway e in West End è finalmente sbarcato in Italia, al Tam- Teatro degli Arcimboldi a Milano con una prima applauditissima. Prevedibile?

Certo, se si considera che dal 2011, quando ha debuttato a Broadway a oggi, il risultato è sempre lo stesso ovunque: migliaia di persone che escono da teatro ridendo, o, nel caso di coloro che lo hanno già visto, canticchiando le canzoni di Trey Parker, Robert Lopez e Matt Stone che da un lato sono di impatto immediato e facili da canticchiare, dall’altro si rivelano uno scrigno di citazioni.

Parker e Lopez, con Matt Stone firmano anche la storia di due Missionari, appena formati, che vengono spediti in Uganda per cercare nuovi fedeli. Due giovani, di buona famiglia, uno dei quali, Elder Cunningham, dotato di una spiccata predisposizione per inventare le cose o, come dice lui, “raccontare un sacco di bugie”, abituati a uno stile di vita ricco di agi, si ritrovano di fronte alla popolazione locale, flagellata dall’aids, con le donne sottoposte a pratiche che ne inibiscono il piacere, e con uomini che per soddisfare le proprie voglie cercano il piacere non solo con delle minorenni ma anche, in casi estremi, con dei bambini. I due mormoni vengono accolti con gioia dai mormoni inviati nell’area in precedenza, incapaci di battezzare nuovi fedeli ma pronti a passare il tempo seguendo una routine che si sono creati e che hanno ormai consolidato.

Quello che nessuno si sarebbe aspettato, però, è che invece che Elder Price, il ragazzo preparato, a raccontare la bibbia alla popolazione è, per una serie di circostanze impreviste, proprio Cunningham, che non ha mai letto tutto il libro e che ne offre una versione capace di includere Darth Veder, Yoda e qualche altro personaggio di classici della fantascienza per convincere i nuovi fedeli, che sono entusiasti di avere una nuova religione.

Cresce quindi il numero dei battesimi e dall’America, a cui i locali propongono uno spettacolo in cui riassumono la loro versione della bibbia con un finale sorprendente.

Le tematiche trattate, che portano in Italia lo spettacolo in cui le espressioni “colorite” non mancano proprio nell’anno del giubileo, offrono uno spaccato chiaro di quello che di fatto è un disorientamento abbastanza diffuso in materia di religione, non solo tra i credenti, ma anche tra i fondatori stessi.

Si possono leggere tantissime provocazioni in un testo che non le manda a dire e che tra parolacce e nomi propri che superano la volgarità risulta in ogni attimo godibile, frizzante e mai banale.

Il cast è di altissimo livello, come l’allestimento, le coreografie, le scene e i costumi, per non parlare della band che suona dal vivo.

Per chi è a Milano c’è tempo fino al 21 per poterlo vedere e per chi non ha un programma un viaggio per la città della moda, questo spettacolo val bene la gita, perché dimostra chiaramente che, se si è gli autori di South Park, si può creare una vera e propria bomba di comicità che per due ore e mezza genera migliaia di emozioni nel pubblico.

Sara Del Sal
(10 dicembre 2025)

La locandina

Regia Casey Nicholaw e Trey Parker
Coreografie Casey Nicholaw
Scenografie Scott Pask
Costumi Ann Roth
Light Design Brian MacDevitt
Sound Design Brian Ronan
Orchestrazioni Larry Hochman e Stephen Oremus
Supervisione musicale e arrangiamenti vocali Stephen Oremus
Personaggi e interpreti:
Elder Price Adam Bailey
Elder Cunningham Sam Glen
Nabulungi Nyah Nish
Elder Mckinley/Moroni Tom Bales
Mafala Hatimbi Kirk Patterson
General / Satan Sackie Osakonor

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