Milano: Una Johannes Passion intrisa di mistica sacralità

Nonostante i ritmi frenetici delle stagioni meneghine, i milanesi sanno concedersi delle oasi di puro ascolto contemplativo. La settimana santa ambrosiana, infatti, da qualche anno è arricchita da un appuntamento ormai entrato nel solco della tradizione: l’esecuzione delle Passionsmusik bachiane a cura dell’Ensemble laBarocca, diretta dall’esperta bacchetta del maestro Ruben Jais.

Quest’anno è stata la volta della Johannes Passion BWV 245, opera monumentale del sommo Kantor, composta a Lipsia nel 1724.

Della Johannes Passion sono pervenute diverse versioni, l’ultima, erroneamente considerata l’opera definitiva, non è esente da quell’alone di metamorfosi legate alle contingenze più disparate, ma indubbiamente il tutto è riconducibile a quel sorprendente processo creativo che faceva dell’autore un meticoloso perfezionista degli equilibri formali.

Ieri sera, per la terza e ultima replica della Johannes Passion, l’Auditorium di Milano era gremito da un pubblico attento ed estremamente silenzioso.

Il merito di questo clima sacrale va al maestro Ruben Jais che dal tormentato e cupo esordio ci ha condotti, tramite una concentrata concertazione, a contemplare la luce con l’ultimo corale celebrativo. Interessante la sua costante ricerca di un fraseggio chiaro, articolato con particolare cura alla cantabilità, emozionanti i pianissimi che nei corali hanno creato momenti di umano misticismo.

Il tenore austriaco Bernhard Berchtold, applauditissimo da un pubblico riconoscente, ha cesellato mirabilmente la parte dell’Evangelista creando con la sua duttile vocalità momenti di autentico lirismo. Perfettamente calato nella parte di Gesù, il baritono Simon Schnorr ha scolpito i recitativi con equilibrio e varietà di inflessioni, raggiungendo particolare intensità nella frase «Es ist vollbracht» (Tutto è compiuto).

Camille Poul, soprano dal timbro chiaro e sonoro, ha eseguito le sue arie col giusto peso interpretativo, attenta nel fraseggio lasciando adeguato spazio alla retorica bachiana.

Bene l’alto Pascal Bertin, anche se opaco in alcune zone della tessitura, e il tenore Fernando Guimarães, sebbene un po’ fisso in alcuni passi.

Precisi e pertinenti gli interventi dei baritoni Lars Johansson Brissman e Lukáš Zeman.

L’Ensemble laBarocca, al decimo anno della sua fondazione, ha dimostrato totale adesione alle richieste della concertazione. Pregevole la viola da gamba di Cristiano Contadin, elegante e discreto il liuto di Diego Cantalupi, preziose le viole d’amore di Claudio Andriani e Gabriele Mugnai.

Il Coro, preparato da Erina Gambarini, è risultato più a proprio agio nei corali luterani e meno incisivo nei cori in forma di turba, soprattutto laddove la scrittura contrappuntistica diventa più impervia.

Il pubblico ha tributato con generosi applausi il successo della serata, dimostrando affettuosa riconoscenza a una realtà che merita di essere sempre più amata e sostenuta.

Gian Francesco Amoroso

(Milano, 27 marzo 2018)

La locandina

Direttore Ruben Jais
EvangelistaBernard Berchtold
GesùSimon Schnorr
SopranoCamille Poul
AltoPascal Bertin
Tenore Fernando Guimarães
BaritonoLars Johansson Brissman
BaritonoLukáš Zeman
Viola da gambaCristiano Contadin
Ensemble laBarocca
Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi
Maestro del CoroErina Gambarini

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