Montepulciano: al Cantiere Internazionale d’Arte la nuova opera di Orazio Sciortino

Eros, ironia e invenzione, tra Medioevo e surrealismo, ispirano Maxima Immoralia, opera da camera del compositore Orazio Sciortino, che sarà rappresentata in prima assoluta venerdì 25 luglio 2025 al Cantiere Internazionale D’arte di Montepulciano (Auditorium Ex Macelli, ore 21.30).

Commissionata da Fondazione I Teatri di Reggio Emilia/Festival Aperto, l’opera del compositore siciliano è pubblicata da Edizioni Curci in collaborazione con CIDIM-Comitato Nazionale Italiano Musica. Con: Marta Eguilior regia e direzione artistica; Orazio Sciortinodirettore; Maria Eleonora Caminada, Giulia Peri, Giulia Zaniboni voci; GAMO Ensemble (Marco Facchini violino, Lucio Labella Danzi violoncello, Francesco Gesualdi fisarmonica, Ilaria Baldaccini pianoforte, Federico Tramontana percussioni); Chiara Amaltea Ciarelli costumi; Ayla Gordon assistente alla regia. Coproduzione Cantiere Internazionale d’Arte, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia / Festival Aperto, GAMO Ensemble

Orazio Sciortino descrive così genesi e caratteristiche dell’opera: «Maxima Immoralia nasce come riflessione sul legame tra cultura popolare ed erotismo, ispirandosi alla letteratura satirica ed erotica che, tra il XIII e il XVII secolo, raccontava con leggerezza e irriverenza desideri, ipocrisie e costumi dell’epoca. Una tradizione ricchissima in cui le donne, spesso protagoniste, rivendicano il diritto al piacere, si interrogano sulla sessualità, raccontano amori, tradimenti, esperienze di convento e fantasie audaci.

L’opera prende la forma di un’azione teatrale ispirata all’intermezzo barocco e ai madrigali rappresentativi di Banchieri: una struttura a pannelli, fatta di numeri chiusi, piccoli melologhi a mo’ di recitativi, danze e momenti musicali. In scena, una sola figura femminile – moltiplicata in tre voci – conduce un soliloquio animato da personaggi immaginari, maschere, confessioni e invenzioni linguistiche. Si fa riferimento a un matrimonio non consumato con un uomo segretamente omosessuale, ai saggi consigli di una suora ex meretrice, ad amanti condivisi e desideri sopiti. Intervallano il racconto episodi surreali e grotteschi tratti anche da aneddoti agiografici o della storia della Chiesa, piccoli “cunti” popolari, inserti danzati e suoni che diventano parte della narrazione.

Il libretto intreccia testi originali e omaggi rivisitati a Marziale, Boccaccio (in particolare alla novella di Pietro da Vinciolo del Decameron), Veronica Franco e a scritture anonime medievali. Prosa e versi convivono in registri molteplici: dalla poesia erotica alla satira, dal pastiche linguistico al puro nonsense. Non mancano incursioni nella storia meno edificante della Chiesa, tra suore ex prostitute e ricette licenziose. La musica, parte integrante della drammaturgia, è affidata a un ensemble (violino, violoncello, fisarmonica, pianoforte, percussioni) utilizzato con tecniche e timbriche talvolta non convenzionali, per evocare strumenti immaginari e sonorità arcaiche sospese tra epoche e stili».

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