• Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Rss questo sito
  • Home
  • News
  • Recensioni
    • dal Vivo
      (teatri e dintorni)
    • da Salotto
      (dischi e video)
    • in Libreria
    • dal Cinema
      (e piccolo schermo)
  • Interviste
  • Approfondimenti
  • Noi
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
  • Home
  • News
  • Recensioni
    • dal Vivo
      (teatri e dintorni)
    • da Salotto
      (dischi e video)
    • in Libreria
    • dal Cinema
      (e piccolo schermo)
  • Interviste
  • Approfondimenti
  • Noi
Sei in: Home1 / Interviste2 / Nicolò Jacopo Suppa: l’interpretazione nasce dall’analisi

Nicolò Jacopo Suppa: l‘interpretazione nasce dall’analisi

Finalista al Premio Cantelli 2022, il prossimo 4 settembre, Nicolò Jacopo Suppa incarna plasticamente la stagione felice per le bacchette italiane under 30, una Generazione Z di grande talento. Lo abbiamo incontrato durante il Festival Settenovecento di Rovereto dove ha diretto due magnifici concerti.

  • Come si trova, lei ventinovenne e quindi giovanissimo, a dirigere un’orchestra a sua volta giovanissima come la Settenovecento?

In realtà molto bene, nella misura in cui appunto sono molto più vicino a loro rispetto a quando mi trovo a lavorare con altre orchestre. La cosa bella è che c’è tanta voglia, i ragazzi della Settenovecento ci mettono l’anima, lavorano bene, strumentalmente sono eccezionali. Poi comunque hanno dei bravissimi tutor-preparatori con i quali hanno fatto ottime prove sezioni; ho dovuto mettere a posto alcune cose a livello tecnico non semplici perché soprattutto Schumann ha delle difficoltà mastodontiche che mettono in crisi qualsiasi orchestra e che loro hanno superato benissimo. Una cosa che mi è piaciuta molto è che sono riuscito a dare da subito un’impronta musicale precisa ad ogni pezzo, trovando il suono di Mendelssohn, quello di Britten e quello di Schumann, veramente bravi e duttili. Forse l’unica difficoltà che ho riscontrato, ma è perché sono davvero giovanissimi, è dovuta un po’ di inesperienza – ma ci siamo passati tutti – è bisogna ribadire alcuni concetti, ma nel momento in cui li si ribadiscono loro e vengo assimilati escono fuori cose davvero molto belle dal punto di vista musicale. La notina sfuggita si perdona, purché sia fatta con musica.

  • Un’operazione riuscita, dunque …

Sicuramente sì. Tutto si deve alla preparazione dei ragazzi e ai tutor che, come dicevo prima, hanno fatto un lavoro davvero eccezionale; i preparatori dei fiati, quelli degli archi che non soltanto supportano i ragazzi non solo dal punto di vista tecnico ma anche da quello psicologico, il che non è indifferente.

  • Stavo pensando che molti direttori dell’ultima generazione, lei incluso, sono violisti. C’è un motivo, secondo lei o è solo una coincidenza? Lei come è arrivato alla direzione d’orchestra?

(ride) Non so se ci sia una ragione particolare. Io ho sempre avuto il pallino della direzione d’orchestra, ma prima ancora del canto. Io mi sono innamorato della musica ascoltando a cinque anni e mezzo la Bohème a Torre del Lago; da lì le domande molto banali che può fare un bambino tipo “Ma papà come fanno a fare la neve in estate?”. I miei genitori erano parecchio stupiti del fatto che fossi rimasto attento e “rapito” per più di tre ore. Alla fine della serata avevo deciso che avrei fatto il musicista, anzi sarei stato il cantante lirico e la mia carriera musicale è cominciata con l’ingresso nel Coro di voci bianche della Scala, poi i ruoli da “solista”: Gherardino, il Pastorello, e anche la stessa Bohème. Poi mi sono avvicinato allo strumento, dapprima il violino ma – mi perdonino i violinisti – ha un suono troppo acuto, mentre la viola è quella che secondo me ricorda di più la voce umana, ha un colore stupendo. Oltre al diploma in viola quello di Composizione, perché trovo che per un direttore siano imprescindibili, oltre ad una buona conoscenza del pianoforte, per la piena comprensione della pagina. Troppo spesso si sentono direttori rispondere alla domanda “Perché fai questa cosa?” con un “Perché la sento.”, e invece no: l’interpretazione deve nascere dallo studio e dall’analisi della partitura, dopo averla analizzata in tutte le sue sfaccettature si può mostrare quello che sta dietro al segno scritto. Tornando alla viola posso dire che ho suonato tanto in orchestra e questo per me è stata una grande fortuna perché ho avuto l’opportunità e la fortuna di poter lavorare con molti grandi direttori, ho potuto vedere come lavorano, quello che si deve fare ma soprattutto quello che non si deve fare.

  • E qui si innesta un’altra domanda: quanto è importante il “fare gavetta” come assistente di un direttore d’orchestra?

Tanto, veramente tanto. Perché lì si ha l’opportunità di vedere come lavora un direttore, anche senza magari fare l’assistente in senso proprio ma semplicemente andando ad assistere alle prove dei grandi maestri è una lezione. Penso, se posso fare un nome, a Daniele Gatti con il quale ho studiato. Le sue prove sono vere lezioni di direzione, anche solo quando vedi il gesto che si traduce in suono in funzione dell’idea musicale, come parla e che cosa chiede all’orchestra. E tutto fa, mattoncino per mattoncino.

  • Ultima domanda. Parliamo del Concorso Cantelli, che ha fortunatamente ripreso vita. Su diciotto finalisti gli italiani sono, lei compreso, quattro; una bella media. Come vede il futuro della direzione d’orchestra in Italia? Personalmente constato un fiorire di suoi coetanei tutti bravi e tutti avviati.

Le due grandi scuole di direzione d’orchestra sono quella italiana che discende da Toscanini e quella tedesca che fa capo a Furtwängler, quindi abbiamo già un retaggio non indifferente; noi discendiamo da Votto, Giulini, Abbado, Muti, il che non è poco. La cosa che secondo me fa davvero la differenza è la preparazione generale. Mi spiego: in occasione di masterclass di istituzioni di un certo prestigio, confrontandomi con altri ragazzi di diversa provenienza – Spagna, Stati Uniti, Brasile, Regno Unito, per citarne alcuni – restano stupiti dalla nostra conoscenza della partitura. Per loro è un po’ “vado lì, mando insieme le cose, dò gli attacchi, un po’ piano un po’ forte e fine”; sono strutturati su quello, mentre invece la direzione d’orchestra è altro. Le orchestre chiedono altro, non si accontentano che tu “metta a posto” due o tre cose e morta lì, vogliono sapere il tuo pensiero musicale sull’autore e sulla pagina, la profondità dell’idea. La scuola di direzione d’orchestra in Italia porta già con sé un bagaglio culturale per affrontare la partitura che in altri paesi manca; alcuni sono ottimi tecnici preparatori, ma dov’è il musicista? Dove la visione musicale del brano? Dove la concezione dell pezzo dietro il segno scritto?

Alessandro Cammarano

Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi attraverso Mail
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento Annulla risposta

Devi essere connesso per inviare un commento.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Search Search

Categorie

  • Notizie (1.290)
  • Recensioni (2.549)
    • dal Vivo (2.385)
    • in Libreria (51)
    • da Salotto (93)
    • dal Cinema (20)
  • Interviste (346)
  • Approfondimenti (225)
Seguici su Google News

Commenti recenti

  • mcLXXIV su Firenze: il Maggio riscopre la Finta semplice
  • scrn037 su Vicenza: Poppea incoronata e i tacchi di Nerone
  • Lorenzo Della Fonte su Chi è Beatrice Venezi
  • Matteo Pozzato su 3 maggio 2020, Sognando l’Arena
  • Monica su 3 maggio 2020, Sognando l’Arena

Archivi

Ultimi articoli

  • Ph. Cyril Cosson
    Bolzano/Trento: Clelia Cafiero debutta con l’Orchestra Haydn tra Brahms, Poulenc e la Prima di Clyne12 Ottobre 2026 - 15:39
  • Ph. Federico Pelle
    Vicenza: Händel e lo Stupore a San Rocco12 Ottobre 2026 - 8:03
  • Ph. Donatella Righini
    Fiesole: torna il Premio “Trampolino”12 Ottobre 2026 - 7:38
  • Ph. Javier del Real
    Madrid: Manon, l’eterno ritorno del desiderio12 Ottobre 2026 - 7:30
  • Ph. Sonia Giudici
    CD: “Vieni o notte”10 Ottobre 2026 - 7:36

Tag

Arena di Verona Brahms Bru Zane Carmina Burana Chieti Clelia Cafiero Così fan tutte Doray Dubois Hervé Les Brigands les Chevaliers Malibran Mozart Padova Pianoforte Quatuor Ardeo Quatuor Giardini Quatuor Modigliani Raes Tchakerian telefono Tosca Trio di Parma Zuckermann
Le Salon Musical
Direttore responsabile:
Alessandro Cammarano
Registrazione tribunale di Vicenza n.ro 1/2022 del 10-03-2022
Search Search
© 2017-2026 Le Salon Musical - Tutti i diritti riservati - Informativa Privacy
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Rss questo sito
Collegamento a: Parma: le amplificazioni beethoveniane della Toscanini Collegamento a: Parma: le amplificazioni beethoveniane della Toscanini Parma: le amplificazioni beethoveniane della ToscaniniCollegamento a: “Elba Isola Musicale d’Europa” 26ª edizione Collegamento a: “Elba Isola Musicale d’Europa” 26ª edizione “Elba Isola Musicale d’Europa” 26ª edizione
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Usiamo cookie tecnici e, con il tuo consenso, cookie di analisi e social per migliorare l'esperienza di navigazione. Scopri di più nella nostra Informativa Privacy .

Accetta tuttiRifiuta

Impostazioni Cookie e Privacy



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Privacy Policy

Puoi leggere i nostri cookie e le nostre impostazioni sulla privacy in dettaglio nella nostra pagina sulla privacy.

Informativa Privacy
Informativa Privacy