Padova: aneddoti e ricordi in musica con Stefano Consolini

Bolognese doc e tenore, Stefano Consolini è uno di quegli artisti preziosi che nell’economia di uno spettacolo d’opera o d’operetta interpreta con onore ed estrema professionalità i cosiddetti ruoli comprimari o di carattere. Figlio d’arte, suo padre Giorgio è stato una colonna della musica leggera alla radio e dei primi Festival di Sanremo negli anni Quaranta e Cinquanta del secolo scorso, Stefano Consolini si è diplomato al corso di formazione professionale del Teatro Comunale di Bologna sotto la guida di Paride Venturi e, da subito, ha intrapreso una brillante carriera nel corso della quale si è messa in evidenza la sua fisionomia artistica di apprezzato tenore coprotagonista.

È stato, ed è, in un repertorio vastissimo, ospite di alcuni teatri e festival internazionali, ma ha concentrato la sua carriera principalmente in Italia, dove ha calcato le tavole dei più importanti palcoscenici: dalla Scala al Massimo di Palermo, dall’Opera di Roma al Carlo Felice di Genova, e poi la Fenice, l’Arena, il Regio di Torino, il San Carlo, il Verdi di Trieste e, naturalmente, il Comunale di Bologna.

Al padre Stefano Consolini ha fatto dedicare, mettendo a disposizione l’archivio fotografico di famiglia, un libro godibilissimo uscito qualche anno fa presso Minerva di Bologna e intitolato Giorgio Consolini, il cantante delle serenate perché, giovanissimo e sfoggiando una voce facile all’acuto, con le serenate iniziò il suo lungo percorso artistico.

Ne è autore Adriano Bacchi Lazzari, tra i più noti collezionisti di dischi a settantotto giri di musica lirica e leggera in Italia, che per lo stesso editore ha pubblicato altri volumi dedicati alle voci e ai musicisti bolognesi. Uscito a cinque anni dalla scomparsa del grande artista, il volume ripercorre la vita e la carriera di una delle voci italiane più amate dal pubblico che con le sue canzoni melodiche ha accompagnato la vita di milioni d’italiani guadagnandosi il titolo di cantante nazionale.

È un ritratto accattivante e a tutto tondo di Giorgio Consolini, di cui si raccontano le passioni sportive e l’attaccamento alla famiglia, i Festival vinti e le numerose tournée in giro per il mondo. Dalle pagine del libro esce la figura di un uomo amabile profondamente legato alle sue origini, alla sua città e ai suoi principi.

Ma per tornare al figlio, parallelamente alla sua carriera nei teatri d’opera, Stefano Consolini svolge da anni anche un’incessante attività concertistica cui abbina da qualche tempo la presentazione del libro su suo padre. L’ultima tappa di quella che è stata ribattezzata per l’occasione una Passeggiata tra i ricordi è stata Padova, dove il tenore bolognese si è presentato domenica scorsa ospite della settima stagione concertistica del Cantiere all’Opera di Mara Zampieri.

Magnificamente accompagnato al pianoforte da Dragan Babic, il tenore bolognese ha offerto al pubblico che l’ha lungamente applaudito nel Salone d’onore dell’Istituto Barbarigo, un programma vario e ben articolato che partendo dal Tosti de L’ultima canzone è proseguito con un excursus d’operetta equamente diviso fra repertorio danubiano e italiano, ha poi toccato la commedia musicale made in Italy per concentrarsi, nella seconda parte sul repertorio di Giorgio Consolini – non è mancata l’esecuzione di Usignolo con cui si affermò assieme a Claudio Villa a Sanremo nel 1957 – e in quello delle canzoni scritte per il cinema e la radio, e terminare con un piccolo omaggio al musical, e chiudere il pomeriggio tra musica e nostalgia con West side story di Leonard Bernstein.

Maestro del canto sulla parola, Stefano Consolini ha affrontato ogni brano in programma con grande partecipazione dando voce e stile appropriati a ogni autore, classico o leggero. È stata una piacevolissima passeggiata insomma che nell’intervallo ha dato spazio all’Associazione padovana ViviAutismo Onlus per ampliare l’orizzonte della sensibilità attraverso la cultura. Che dire? Complimenti al Cantiere all’Opera.

Rino Alessi
(3 marzo 2019)

La locandina

TenoreStefano Consolini
PianoforteDragan Babic

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