Padova: il dialogo elegante di Pirri e Rousset

Una vera e propria magia di suoni ha avvolto il pubblico dell’Auditorium Pollini di Padova, durante il concerto di mercoledì 14 gennaio, nell’ambito della Stagione concertistica degli Amici della Musica di Padova.

Protagonista un duo d’eccezione formato dal giovane violinista aternino Simone Pirri, specializzato principalmente nell’esecuzione d’epoca e nelle sue pratiche storiche, e dal clavicembalista, direttore d’orchestra e musicologo Cristophe Rousset in un programma che ha disegnato un ampio itinerario nel Settecento musicale europeo, seguendo l’evoluzione della sonata per violino e strumento a tastiera attraverso opere che sono riuscite ad evidenziare il progressivo superamento della concezione tradizionale del basso continuo e l’affermarsi di una scrittura sempre più orientata verso un dialogo paritario tra i due strumenti.

Ed è stato proprio questo dialogo tra le parti ad aver affascinato il pubblico in sala. La purezza della linea melodica esibita da Simone Pirri si è alternata fino quasi a fondersi con le sonorità quasi orchestrali che Cristophe Rousset è riuscito ad ottenere dal clavicembalo.

Questo gioco di incastri e intrecci tra i due strumenti e la grande sintonia e affiatamento tra gli esecutori ha reso perfettamente l’effetto di un dialogo in cui le sonorità del violino e del clavicembalo si sono unite in un impasto sonoro omogeneo in cui l’ascoltatore non riusciva più a riconoscere i due timbri e si lasciava trasportare dall’eleganza e dalla raffinatezza delle melodie.

In questo “gioco delle parti” nella Sonata in do minore op. 5 n. 6 Le Tombeau di Jean-Marie Leclair è stato il violino il protagonista che ha dato prova di un grande virtuosismo tecnico, sempre sostenuto dal basso continuo che si è sganciato, invece, dalla sua funzione di puro sostegno armonico ne Le Pièces de clavecin en sonate avec accompagnement de violon di Claude Balbastre, e ha assunto un ruolo più centrale e articolato, iniziando un dialogo musicale con il violino.

Tale dialogo è risultato più equilibrato nella Sonata in si bemolle maggiore op. 5 n. 3, G. 27 di Luigi Boccherini, e, nonostante sia scritta per strumento a tastiera con accompagnamento di violino, lo strumento ad arco non si è inserito solo come elemento secondario semplicemente decorativo, ma si è fuso spesso con il clavicembalo in un unico tessuto musicale.

Nella Sonata in la minore op. 2 n. 5 B.a10 di Giuseppe Tartini, Pirri ha tratteggiato una linea del violino, ampia e intensamente caratterizzata che si è sviluppata sempre in stretto rapporto con l’accompagnamento di un clavicembalo da cui Rousset è riuscito a ricavare dinamiche e sonorità estremamente ricche e varie, difficilmente ricavabili da questo strumento.

Con estrema fluidità, nella Sonata in si bemolle maggiore op. 10 n. 1 di Johann Christian Bach, è proseguito lo scambio, tra i due musicisti, delle eleganti melodie che caratterizzano questa partitura.

L’apice emotivo della serata, perfetta conclusione di uno straordinario percorso musicale, si è concretizzato con la Sonata in si bemolle maggiore Wq 77/H.513 di Carl Philipp Emanuel Bach, esempio rappresentativo del cosiddetto Stile Empfindsamer, ovvero dello stile sensibile, in cui i due interpreti hanno messo in primo piano le sfumature espressive, i bruschi cambiamenti dinamici e l’uso audace delle dissonanze per scopi espressivi.

L’intesa perfetta tra i due interpreti si è palesata in ogni aspetto dell’esecuzione, perfino nell’interazione con il pubblico e nella narrazione del programma presentato in un naturale avvicendarsi tra i due con qualche simpatico scherzo rivolto ad accentuare il gap generazionale tra la modernità dello spartito su tablet di Pirri e l’affascinante utilizzo di preziose partiture storiche da parte di Rousset. Aspetto, questo, sottolineato con grande ammirazione, misto ad un pizzico di invidia, dal giovane violinista.

Tale complicità nell’interpretazione è stata apprezzata da un pubblico che ha risposto con grande entusiasmo, riuscendo a convincere ed entusiasmare anche gli ascoltatori meno avvezzi al repertorio per clavicembalo.

Federica Bressan
(14 gennaio 2024)

La locandina

Violino baroccoSimone Pirri
ClavicembaloCristophe Rousset
Programma:
Jean-Marie Leclair
Sonata in do minore op. 5 n. 6 “Le Tombeau”
Claude-Benigne Balbastre
Sonata I in sol maggiore da Pièces de clavecin en sonate avec accompagnement de violon
Luigi Boccherini
Sonata in si bemolle maggiore op. 5 n. 3 G. 27
Giuseppe Tartini
Sonata in la minore op. 2 n. 5 B.a10
Johann Christian Bach
Sonata in si bemolle maggiore op. 10 n. 1
Carl Philipp Emanuel Bach
Sonata in si bemolle maggiore Wq 77/H.513

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