Parigi: Miranda all’Opéra Comique

Da circa una decina d’anni l’Opéra Comique ha effettuato ogni anno ingenti lavori di ristrutturazione ma nel corso del 2015 è rimasta chiusa e Olivier Mantei, il Direttore entrante ha programmato per il 2016 una stagione come dicono i francesi “hors les murs”. La Salle Favart è stata riaperta al pubblico solo nel febbraio scorso.

Si è trattato di una piccola rivoluzione nell’organizzazione di questa istituzione lirica fondata nel 1714 sotto Louis XIV e quindi la più antica in Francia dopo l’Opéra National di Parigi: le stagioni, a questo punto, non si sviluppano da settembre a giugno come prima, ma seguono l’anno solare. In quella in corso l’attività prevede otto spettacoli d’opera di cui due novità assolute e cinque nuove produzioni con un quarto di rappresentazioni in più rispetto al passato.

Si è iniziato a febbraio con il “Fantasio” di Offenbach rappresentato allo  Châtelet, teatro in cui l’Opéra Comique già si era trasferita nel 1887 dopo il suo secondo incendio e che, dopo questo spettacolo, resterà a sua volta chiuso per diciotto mesi di lavori. Alla Folie di Compiègne si è tenuta la prima de “La Princesse légère” della compositrice colombiana Violeta Cruz, classe 1986, mentre a Versailles, è andata in scena “Alcyone” di Marin Marais.  Per “Le Timbre d’argent” di Saint-Saëns  l’Opéra Comique è tornata a collaborare con il Palazzetto Bru Zane, il Centro veneziano dedicato al recupero della musica romantica francese.

Quanto a “Miranda”, programmata fra settembre e ottobre, dopo la pausa estiva e di cui abbiamo ammirato la penultima rappresentazione si tratta di una vera e propria novità, o meglio di una Semi-opéra da Shakespeare e Purcell in cui la regista Katie Mitchell e il direttore musicale Raphaël Pichon si sono ispirati a brani strumentali e teatrali di Henry Purcell per realizzare una “création lyrique” nello stesso spirito con cui si erano accostati  nel 2014 al Festival d’Aix-en-Provence alle cantate di Bach. Ovvero, su una colonna sonora meditativa e spirituale, basata su partiture di Purcell poco conosciute o destinate al teatro di parola del suo tempo, hanno costruito un testo, opera della librettista Cordelia Lynn, che vuole essere la prosecuzione de “La Tempesta” di William Shakespeare.

La Miranda del titolo altri non è se non la figlia del mago Prospero, Duca di Milano costretto all’esilio. Alleandosi con uno spirito dell’aria, Ariel, e con un mostro, Calibano ridotto in schiavitù per aver tentato di violentare la giovane, Prospero si era fatto raggiungere sull’isola dall’erede Ferdinando e dall’usurpatore Antonio. Per ritrovare la pace aveva dato in moglie Miranda a Ferdinando.

Fin qui l’antefatto. La vicenda che si consuma nell’ora e mezzo di spettacolo in scena all’Opéra Comique ruota invece attorno alla cerimonia funebre che Prospero ha predisposto per Miranda, divenuta nel frattempo madre e vissuta malmaritata tanto da decidere di morire annegandosi. L’atmosfera dolorosa, cui partecipa anche la nuova compagna di Prospero, Anna a sua volta incinta, è interrotta da un colpo di scena, l’arrivo di una donna velata che annuncia agli astanti che assisteranno alla vera storia di Miranda.  La donna è, evidentemente, Miranda, e ciò che segue è una sorta di terapia di gruppo che si svolge fra le mura del tempio protestante in cemento cha fa da sfondo al tutto.

Che dire? Raccontata, la trama ha dell’inverosimile e l’opera alla critica ha fatto storcere il naso. Personalmente siamo rimasti affascinati dalla musica di Purcell che il Coro e l’Orchestra Pygmalion preparati da Rafaël Pichon eseguono al meglio, con belle sonorità e un senso del ritmo che ben sostiene la rappresetazione teatrale.

Lo spettacolo firmato da Katie Mitchell per la regia con la collaborazione di Chloé Lamford per le scene, Sussie Juhlin-Wallen per i costumi e James Farncombe per il disegno luci, scorre a sua volta in modo impeccabile e cattura l’attenzione del pubblico che affolla la bella sala appena rinnovata.

Gli interpreti sono tutti eccellenti e il loro non è il canto barocco sostanzialmente freddo oggi in voga, ma un vero e proprio recitar cantando in cui i principi monteverdiani sono applicati all’inglese del testo. E se Kate Lindsey, mezzosoprano, è una Miranda dolorosa e tutt’altro che sull’orlo di una crisi di nervi, Henry Waddington, baritono, in Prospero, è un padre-padrone il cui mondo crolla all’improvviso e lo lascia solo con le sue certezze, ormai superate dai fatti, che riesce a condividere solo con la nuova compagna: eccellente Katherine Watson, soprano, per espressività e ricchezza timbrica.

Bene anche gli altri interpreti, ossia Allan Clayton, tenore, in Ferdinand, Marc Mauilon, tenore, che è il Pastore e il giovanissimo Anthony Rykkvin che è il figlio di Miranda, Anthony che con la madre condividerà a sua volta l’esilio. Tutti molto applauditi alla fine di uno spettacolo a suo modo coinvolgente che l’Opéra Comique coproduce con il Théâtre di Caen e con l’Oper Köln.

Prossimi appuntamenti per il 2017 alla Salle Favart “Kein Licht” su  testo del Premio Nobel Elfriede Jelinek e musica di Philippe Manoury  basato sul dramma di Fukushima, poi “Die Zauberflöte” nella produzione berlinese della Komische Oper e, nel periodo delle festività natalizie, “Le Comte Ory” di Rossini. Per il 2018 sono annunciati dieci spettacoli, si comincia in febbraio con “Et in Arcadia ego” su musiche di Rameau e si prosegue fra riprese e novità, con “Le domino noir” di Auber, “Mârouf” di Rabaud, “La Nonne sanglante” di Gounod, l’”Orfeo” di Gluck nella versione Berlioz, “Donnerstag aus Licht” di Stockhausen e “Hamlet” di Thomas. In Francia si lavora d’anticipo.

Rino Alessi

(Parigi, 30 settembre 2017)

La locandina

MirandaKate Lindsey
ProsperoHenry Waddington
AnnaKatherine Watson
FerdinandAllan Clayton
Le PasteurAnthony Aksel Rykkvin
ProsperoJeuneJean-Christophe Lanièce
Miranda JeuneMargot Deshayes
La voix de Miranda JeuneMarie Planinsek
Bénévole 1Marie-Frédérique Girod
Bénévole 2Perrine Devillers
Bénévole 3Coline Dutilleul
CalibanYann Roland
Ferdinand JeuneConstantin Goubet
DirettoreRaphaël Pichon
RegiaKatie Mitchell
CoreografiaJoseph Alford
DrammaturgiaSam Pritchard
SceneChloé Lamford
CostumiSussie Juhlin-Wallen
LuciJames Farncombe
Concetto sonoroMax Pappenheim
Arrangiamenti musicaliRaphaël Pichon et Miguel Henry
Chœur et orchestrePygmalion

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